24/03/2005, 00.00
INDONESIA
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Il terremoto scuote anche i piani del Governo

Jakarta costretta a rivedere il  piano di ricostruzione post tsunami. I cattolici di Nias si preparano a seppellire i loro morti. Oggi registrate 3 nuove scosse.

Jakarta (AsiaNews) – Sull'isola a maggioranza cristiana di Nias i cattolici si preparano a seppellire le vittime del terremoto che il 28 marzo ha distrutto l'isola indonesiana a nordovest di Sumatra. Mentre si continuano a cercare i sopravvissuti al sisma di 8,7 gradi Richter, nelle strade di fronte alla chiesa cattolica di santa Maria a Gunung Sitoli i cristiani depongono i corpi di parenti e amici in teli bianchi e aspettano di celebrarne la funzione funebre. "Come posso affrontare da sola tutto ciò? - si chiede Datot Mendra, la cui moglie è morta sotto le macerie – solo la mia fede in Gesù può aiutarmi".

Nias, nordovest di Sumatra è vicinissima all'epicentro del terremoto, di cui le vittime registrate per ora sono 500, di cui 340 nella sola Nias. Secondo fonti ufficiali, il numero destinato a salire fino a 2 mila.

Oggi l'osservatorio di Hong Kong ha registrato 3 nuove scosse a Nias, una di 6,3 gradi Richter, ha messo di nuovo in allarme autorità locali e gli aiuti, che con fatica, senza elettricità e scavatrici, continuano i lavori di soccorso.

Ieri Sri Mulyani Indrawati, capo del Comitato di pianificazione dello sviluppo nazionale (BAPPENAS), ha dichiarato che il disastro di lunedì ha reso necessaria un'urgente modifica del programma di ricostruzione previsto per il post tsunami. L'urgenza si è rivelata dopo che il ministro delle Imprese pubbliche, Sugiarto, ha annunciato che quasi l'85% delle infrastrutture di Nias e Simeuleu hanno subito gravi danni. Tuttora sulle due isole più colpite dal terremoto di lunedì - entrambe a nordovest di Sumatra - mancano elettricità, acqua corrente e le vie di comunicazione sono bloccate dalle macerie per l'assenza di ruspe e scavatrici.

Il programma per la ricostruzione era stato rivelato pubblicamente poco prima dell'ultimo terremoto, il 26 dicembre, durante la visita ufficiale del vice presidente Jusuf Kalla e alcuni rappresentanti governativi a Banda Aceh. Esso rappresentava solo "un quadro generale" di come doveva procedere la ricostruzione nell'Aceh e a Nias dopo lo tsunami di dicembre, che in Indonesia ha ucciso quasi 130 mila persone. Ricostruire il tessuto sociale ristabilendo norme e valori dell'islam, far rinascere l'economia, restaurare edifici e istituzioni pubbliche erano le direttive chiave.

Secondo analisti locali, la revisione del programma di ricostruzione potrebbe essere legata alla più generale revisione del budget statale, su cui da alcune settimane discutono i vertici del paese. In un seminario pubblico a Jakarta la settimana scorsa, il vice ministro dell'Economia, Mahendra Siregar, aveva spiegato l'urgenza della revisione del budget statale con queste parole: "Senza soldi, non si può attuare il programma di ricostruzione (ad Aceh)".

Intanto stamattina a Nias è arrivato il presidente Susilo Bambang Yudhoyono accompagnato dal ministro degli Affari sociali, Bachtiar Chamsjah.

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