Il nuovo presidente della Conferenza episcopale mons. Garcera apre al dialogo con le agenzie governative e con lo stesso presidente Marcos, contro cui sono state sollevate due richieste di impeachment. La Chiesa è disposta a collaborare nel monitoraggio delle opere pubbliche, la cui mancata realizzazione ha innescto la crisi. Il presidente della Caritas: "La corruzione nel Paese è sistemica, per rispondere serve il contributo di tutti"
Intervenendo alla conferenza dell’Institute of Policy Studies il numero due del governo avverte che il tasso di fecondità non è stabilizzato. Il rischio nel lungo periodo è la riduzione del nucleo dei cittadini con conseguenze su economia e società. La popolazione complessiva è di circa 3,66 milioni di cittadini a cui si aggiungono 0,54 milioni residenti permanenti e 1,91 milioni non residenti.
A Majluu-Suu è a un passo dalla chiusura definitiva la storica fabbrica simbolo dell'elettrificazione dell'Unione Sovietica promossa da Vladimir Ilič. Le lampadine a incandescenza un tempo esportate anche all'estero oggi sono soppiantate da quelle a Led prodotte in Cina. Le autorità kirghize stanno cercando una riconversione degli stabilimenti, ma quasi il 60% degli abitanti della città ormai è emigrato in cerca di lavoro.
Le milizie sciite filo-Teheran di Kataib Hezbollah minacciano la “guerra totale” per l’arrivo della portaerei Usa nell’area. Rinviata l’elezione del successore di Abdul Latif Rashid, ricordato per il duro scontro col patriarca caldeo con il ritiro del decreto presidenziale. Alla guida del governo dovrebbe tornare la figura ingombrante di al-Maliki. Card. Sako: tre giorni di digiuno e preghiera per il Paese.
Alcuni agenti fermati e sospesi dal servizio dopo che p. Milan Priyadarshana è stato malmenato mentre rientrava a casa di sera dopo una celebrazione. Questa mattina una dimostrazione silenziosa promossa dall'arcidiocesi di Colombo: "Inammissibili violenze fisiche della polizia contro qualsiasi cittadino: questi abusi devono finire".
Il voto per l'adesione all'Unclos arriva dopo quarant'anni di rinvii e guarda a un nuovo fronte con la Thailandia riguardo ai giacimenti contesi al largo dell'isola di Koh Kood. Nel 2001 Thaksin Shinawatra aveva firmato un accordo con Hun Sen per uno sfruttamento comune mai realizzato e oggi contestato a Bangkok. L'intereccio con l'arbitrato del 2016 sulla "linea dei nove tratti" attraverso cui Pechino rivendica ampie aree del Mar Cinese Meridionale.