Per Netanyahu è un “accordo storico”. La milizia sciita considera la tregua una “vittoria” di Teheran. Avvertimenti (e minacce) contro i ritorni disordinati della popolazione verso i villaggi a sud del Litani occupati da Israele. Il presidente libanese rifiuta di incontrare Netanyahu senza il ritiro delle truppe israeliane. Sforzi sauditi per preservare il Libano sia dall’egemonia iraniana sia da un dominio dello Stato ebraico.
Il 68,7% degli elettori ha respinto la riforma costituzionale voluta dal presidente per unificare i processi elettorali, ma il partito di governo - affermatosi nel 2023 con una campagna anti-India - non ha conquistato nessuna città nelle amministrative. Decisivo il ruolo della società civile nella campagna per il “no”. L’esito evidenzia il malcontento urbano e apre interrogativi sulla tenuta politica dell’esecutivo a metà mandato.
Iniziativa lanciata a Washington con il sostegno dell'Unctad mentre il problema a livello globale continua a crescere con ben 54 Paesi che pagano più per ripagare gli interessi del debito che per sanità e istruzione ai propri cittadini. Caritas Internationalis: "Passo importante per dare voce a chi è in difficoltà a causa di un sistema ingiusto. Ora però diventano fondamentali trasparenza e regole".
Le notizie di oggi: è entrato in vigore ieri notte il cessate il fuoco tra Libano e Israele. I sopravvissuti dell'incendio di quattro mesi fa a Hong Kong sono tornati nelle loro case per recuperare effetti personali anche grazie a protesi robotiche. La Corte suprema indiana ha ordinato una lista aggiuntiva di elettori per le votazioni che si terranno settimana prossima nel Bengala occidentale.
Pene per "incitazione all'odio razziale" per 19 attivisti del movimento Atažurt che si batte in favore dei parenti detenuti insieme agli uiguri nei "campi di rieducazione" dello Xinjiang. A processo inizialmente per violazione delle regole sulle manifestazioni il reato è stato inasprito dopo una nota del consolato della Repubblica popolare cinese ad Almaty che parlava di "aperta provocazione".
Un nuovo report dell'ong per i diritti umani fa il punto sull'aumento della pressione sui cattolici da parte delle autorità di Pechino all'ombra della "sinicizzazione" e dell'accordo con la Santa Sede sulla nomina dei vescovi. Il racconto di un fedele di una comunità "sotterranea" confluita in una diocesi ufficiale: "Ci fanno pregare come fossimo ladri". E spunta anche un documento del Fronte Unito che invita alla delazione dei "genitori che inculcano idee religiose ai figli".