Una visita di quattro giorni guardata con sospetto da New Delhi per gli equilibri in Asia Meridionale nella delicata transizione del dopo-Hasina. La riduzione degli interessi sul debito la richiesta più importante di Dhaka a Xi Jinping. Ma sul tavolo anche l'ipotesi di una grande investimento nel settore della produzione dei pannelli solari e altre ipotesi di delocalizzazione in Bangladesh di attività produttive cinesi.
Con la pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta reale, la Thailandia diventa il 68° Paese al mondo a proibire la violenza fisica e psicologica a fini educativi. Il divieto arriva dopo anni di pressioni internazionali e interne, ma resta il nodo della resistenza culturale nei contesti familiari. L’UNICEF chiede al governo di accompagnare la legge con adeguate misure educative.
Il recente di una commissione indipendente ha denunciato decenni di abusi nei processi di adozione internazionale, con minori sottratti alle famiglie e affidati all’estero da agenzie private (che hanno ottenuto grossi guadagni) senza controlli adeguati. Solo di recente il governo coreano ha varato normative per la tutela dei bambini dati in adozione e avviato una cooperazione con la Norvegia dove, dal 1969 allo scorso anno, sono stati inviati oltre 6.500 bambini.
Già tre petizioni presentate presso l’Alta corte contro la controversa legge voluta dalla destra radicale e da un premier sotto inchiesta. Il fronte anti-governativo promette di cancellarla come uno dei primi atti dopo le prossime votazioni. Editorialisti si appellano al presidente Herzog perché - andando oltre i propri poteri - non la firmi. Palestinesi ancora in piazza a Gaza contro Hamas.
Anche in Oceania è cresciuta la dipendenza nei confronti dei creditori, problema al centro dell'appello di papa Francesco per il Giubileo 2025. Con una chiara volontà politica si potrebbero ancora evitare le situazioni gravi di altri Paesi, ma c'è ancora poca consapevolezza. Il 24 maggio partirà da Samoa una "Staffetta della luce" globale di 24 ore per sensibilizzare.
Mossa per aumentare le entrate fiscali, ma rischia di affossare la produzione interna che aveva registrato un periodo di forte espansione. L’associazione che riunisce gli operatori esprime grande “preoccupazione”. Per gli esperti è preferibile un regime fiscale “che incentivi i veicoli assemblati localmente”.