Grazie a un finanziamento della Banca asiatica per lo sviluppo con fondi della cooperazione giapponese il Tagikistan rafforzerà il monitoraggio dei ghiacciai e delle superfici nevose per prevenire catastrofi legate ai cambiamenti climatici. Approvato anche un prestito in favore dell'Uzbekistan per migliorare l'amministrazione delle risorse idriche.
Il Giappone guarda alla regione con progetti da 20 miliardi di dollari in cinque anni. Si rafforza la politica si soft power del Sol Levante nell’area. Per i centrasiatici i giapponesi sono “partner molto affidabili e orientati a risultati pratici”. Elementi fondamentali sono lo sviluppo del capitale umano, programmi formativi e amministrativi, standard tecnologici e alta qualità dei progetti.
Tra i milioni di lavoratori all'estero in condizioni precarie sono centinaia quelli che muoiono ogni anno. Il rientro a casa dei loro corpi è una procedura complessa e non sempre le autorità locali si fanno carico delle spese. La storia della 30enne tagika Džamila uccisa in Russia dal suo datore di lavoro che è diventata virale suscitando una raccolta fondi online.
Alla 20ma conferenza della convenzione Cites (CoP-20) di Samarcanda i Paesi della regione hanno lanciato un piano per aiutare i governi a rallentare l’esaurimento delle risorse idriche e la degradazione delle terre, migliorare la sicurezza idrica della regione e amministrare le risorse in modo sostenibile. Previste iniziative per 26 milioni di dollari con il sostegno della Fao.
Un'inchietsa del sito Currentime ha tracciato un quadro del problema nei Paesi ex-sovietici. In nessuno dei cinque Paesi dell'Asia Centrale il concetto di “femminicidio” è inseirito nel Codice penale, nonostante la violenza domestica sia diffusa. Anche il conflitto bellico tra Russia e Ucraina ha comportato una crescita notevole dei reati contro le donne in entrambi i Paesi.
Baku uno dei primi candidati a formare un anello decisivo di questa nuova catena. L’interesse Usa verso la regione post-sovietica aumentato dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Washington vuole saldare l’asse da Israele fino all’India in chiave anti-cinese. Un’alleanza economica, politica e perfino militare contrappeso strategico all’asse anti-occidentale di Mosca e Pechino.