Dal premio “Fifa per la pace” a Trump ai visti a tempo per la compagine iraniana, l’edizione 2026 si prospetta come la più partecipata (48 squadre, 104 partite) e controversa. Nove le asiatiche, con la prima assoluta di Giordania e Uzbekistan. Le speranze del continente riposte in Corea del Sud e Giappone. La Cina tra le grandi escluse nonostante i miliardi investiti nel calcio.
Ad AsiaNews l’attivista israeliano, parte nei colloqui di pace su Gaza, stronca la leadership di un premier “disperato” che, oltre alla guerra perenne, “non ha ottenuto alcun risultato concreto”. Il Paese che andrà alle urne entro ottobre è a un “bivio radicale ed esistenziale”. Nella Striscia la situazione umanitaria resta “terribile”, mentre si discute ancora per una soluzione diplomatica.
Ad AsiaNews il vicario d’arabia parla di “incertezza e fragilità” causate dal conflitto fra Israele (e Stati Uniti) e l’Iran. La comunità migrante guarda sempre più ai Paesi dove vivono come a un “passaggio”. La difficoltà nel mettere radici e costruire una presenza stabile. La tregua aveva illuso su un possibile ritorno alla “normalità”, ma Bahrein e Kuwait colpiti ancora nei giorni scorsi da nuovi attacchi.
Monito del presidente Usa alle parti perché rispettino il cessate il fuoco. Netanyahu soffia sul conflitto e continua a colpire il territorio libanese. Aoun cerca di sottrarre il Paese alla “insostenibile influenza” di Teheran. E rivolgendosi agli israeliani chiede: “Non ne avete abbastanza di una guerra che dura dal 1948?”.
Da diverse aree del Paese emergono racconti anonimi di bambini usati nei posti di blocco o in attività di polizia. Il regime alimenta la propaganda bellica mostrando armi ed equipaggiamenti nelle scuole. Per qualcuno è il segnale “del collasso economico” della Repubblica islamica, altri parlano di “sforzi” degli ayatollah di coltivare ideologia e propaganda nelle future generazioni.
Nell’ultima cittadina cristiana della Cisgiordania si fanno sempre più intense le provocazioni dei gruppi pro-occupazione israeliana. P. Bashar: atmosfera “di paura e intimidazione”. Appello della popolazione alle autorità e alle ong perché intervengano “con urgenza”. Un rapporto della parrocchia documenta gli assalti avvenuti nel mese di maggio.