Un raid aereo dei caccia israeliani ha colpito un appartamento della periferia sud di Beirut. Nel mirino Haytham Ali Tabataba’i, capo di stato maggiore del partito filo-iraniano. Washington e Tel Aviv contro i vertici libanesi che non sono ancora riusciti a disarmare Hezbollah. L’imminente visita del pontefice esclude l’escalation nell’immediato, ma restano i timori per il futuro.
In attesa della visita del Papa in Turchia, parla monsignor Antuan Ilgıt, primo autoctono alla guida del vicariato apostolico dell’Anatolia: “Mi sento vicino ai giovani per la mia esperienza di vita”, racconta: “La nostra Chiesa? è un seme per il mondo”.
Baku uno dei primi candidati a formare un anello decisivo di questa nuova catena. L’interesse Usa verso la regione post-sovietica aumentato dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Washington vuole saldare l’asse da Israele fino all’India in chiave anti-cinese. Un’alleanza economica, politica e perfino militare contrappeso strategico all’asse anti-occidentale di Mosca e Pechino.
A Baghdad la sessione annuale ordinaria della Chiesa irachena, guidata dal card. Sako e alla presenza di 20 vescovi. Nella dichiarazione finale sottolineata l’importanza dello “spirito di squadra” per archiviare divisioni del passato. Un monito al rispetto delle “quote” per tutelarne la presenza nelle istituzioni.
I due governi hanno raggiunto l’intesa dopo che le divisioni avevano fatto ipotizzare un ripiego sulla sede dell’organismo a Bonn. Ankara ospiterà l’evento, a Canberra la “guida” del comitato. Restano i timori sulla reale efficacia della collaborazione fra i due Paesi, uniti alle critiche delle nazioni del Pacifico che puntavano all’organizzazione della manifestazione.
Nonostante il cessate il fuoco proclamato a Gaza, la violenza continua a travolgere la regione: non solo nella Striscia e in Cisgiordania ma anche in Libano, dove Israele ha bombardato il campo profughi di Ein el-Hilweh uccidendo almeno 13 persone. In questo contesto, un gruppo ecumenico di leader cristiani palestinesi commenta la recente risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, giudicata insufficiente e condizionante.