Ad AsiaNews Sayyid Rahim Abu Ragheef boccia la candidatura di al-Maliki, definendola “avventata” e “non responsabile” in un teatro di crisi interna e regionale. Preoccupano le tensioni fra Iran e Stati Uniti e lo stallo politico che blocca l’elezione del presidente. Cittadinanza e tutela delle minoranze fondamento della nazione. Nel rapporto con Teheran serve “responsabilità”.
L’accordo fra Damasco e milizie curde non basta ad arginare le violenze nel Paese. Il 21enne Eliah Simon Tekla colpito a morte nella sua auto parcheggiata davanti a casa. Dalla caduta di Assad oltre 70 cristiani uccisi per la loro fede. Ministra cristiana: “Vedo la sofferenza delle persone... e mi sento responsabile del loro dolore”.
Nella nuova puntata del reportage di AsiaNews nel vicariato del Nord Arabia la testimonianza del sacerdote originario di Goa, volto cordiale e memoria della comunità cristiana locale. In un diario segna ogni celebrazione e la sua intenzione: ad oggi ha amministrato quasi 8200 battesimi e 750 matrimoni. La fede più forte delle difficoltà e dei fattori di criticità. Il desiderio? “Una vita santa e continuare nella preghiera”.
Ad AsiaNews il porporato manifesta “tristezza e grande preoccupazione” per lo scontro sulle istituzioni del Paese e le rinnovate tensioni nella regione. Il possibile ritorno sulla scena di al-Maliki bocciato dagli Stati Uniti. I timori dei cristiani per criticità economiche, sociali e la mancanza di sicurezza e prospettive.
La questione fra i nodi più delicati del dialogo avviato dai due fronti dopo il cessate il fuoco del novembre 2023. Per Beirut è una “priorità diplomatica”, ma dallo Stato ebraico non vi è collaborazione come afferma anche il Comitato internazionale della Croce rossa. Sullo sfondo le tensioni in Iran e la minaccia di Hezbollah di intervenire al fianco della Repubblica islamica.
Le milizie sciite filo-Teheran di Kataib Hezbollah minacciano la “guerra totale” per l’arrivo della portaerei Usa nell’area. Rinviata l’elezione del successore di Abdul Latif Rashid, ricordato per il duro scontro col patriarca caldeo con il ritiro del decreto presidenziale. Alla guida del governo dovrebbe tornare la figura ingombrante di al-Maliki. Card. Sako: tre giorni di digiuno e preghiera per il Paese.