Le celebrazioni di inizio Settimana Santa in tono minore, in risposta alle recenti violenze. A Suqaylabiyah gruppi estremisti colpiscono attività cristiane e offendono ragazze che camminano per strada. Arcivescovo di Homs: la situazione “ora è tranquilla”, ma i problemi restano irrisolti. Errato affidare armi e sicurezza solo ai sunniti. Un “circolo vizioso di vendetta” che si consuma “nel silenzio”.
Gli estremisti hanno eretto una tenda e innalzato una bandiera israeliana. Le implicazioni religiose, politiche, giuridiche e simboliche degli attacchi con l’obiettivo di impossessarsi della terra. Il parroco p. Bashar: pur in circostante difficili, la comunità cristiana vuole vivere la Pasuqa “con una fede profonda”. Il messaggio di pace di patriarchi e capi delle Chiese di Gerusalemme.
A lanciare l’allarme è il presidente dell’Unione Nazionale degli Agricoltori. A rischio i raccolti nelle prossime stagioni di Yala e Maha, col rischio di una grave carenza alimentare. Per il riso servono circa 130mila tonnellate di fertilizzanti, ma le scorte si fermano a 60mila. Per gli operatori il problema riflette una vulnerabilità strutturale più profonda.
Analisti ed esperti parlano di situazione “deprimente e grave” interna al Paese. Le accuse di tradimento da parte di Hezbollah con la sfida aperta all'esecutivo rischiano di incendiare ancora di più il fronte interno. L’arrivo nella regione dei Marines Usa alimenta i timori di escalation. Intanto Israele continua ad avanzare oltre-confine nel sud.
Mons. Berardi racconta il clima di tensione e preoccupazione fra la gente, sorpresa dalla risposta iraniana all’attacco israelo-americano. Dai viaggi alle celebrazioni, al lavoro migrante prevale un clima di “incertezza”, unita al timore che venga colpita “l’acqua”. Le tensioni nascoste fra sciiti e sunniti e le relazioni “rafforzate” fra cristiani e musulmani. La crisi degli Accordi di Abramo.
Oltre 400 futuri sposi, lavoratori migranti in diversi Paesi della regione, non possono rientrare e convolare a nozze per il blocco dei voli. Famiglie nella disperazione fra preparativi ultimati e futuro incerto. Qualcuno pensa a videochiamate per una funzione “alternativa”, ma gli sposalizi non sono solo una scelta personale ma eventi comunitari intrecciati nel tessuto sociale ed economico.