Almeno sette le vittime all’interno delle comunità armena e caldea. A queste si aggiungono tre feriti e uno incarcerato. Fra le persone decedute il giovane Ejmin Masihi. In una lettera aperta gli attivisti di Article18 condannano la “brutale repressione” operata dal “regime di Teheran”.
Allerta in Libano per l’ondata di proteste nella Repubblica islamica. I vertici istituzionali e la popolazione seguono con attenzione gli sviluppi della situazione. L’appello di Aoun al movimento sciita: “Dalla logica della forza, alla forza della logica”. Al via la fase 2 del piano di disarmo, mentre continuano i bombardamenti israeliani.
Teheran parla di relativa calma, ma dal Paese giungono ancora voci di proteste e manifestazioni. Per gli attivisti il dato delle vittime potrebbe toccare quota 12mila, mentre la Repubblica islamica riferisce di circa 2mila morti. Analista giordano ad AsiaNews: non è solo un problema interno legato all’economia e alla società, ma riguarda tutto il Medio oriente e il crollo dei gruppi alleati.
Le milizie Sdf hanno lasciato la città dopo il cessate il fuoco che congela giornate di violenti combattimenti. Decine i morti, oltre 100 i feriti e 140mila sfollati. P. Karakach: “Chiediamo preghiere, solidarietà, sostegno” perché “la voce di Aleppo non venga dimenticata”. Maristi Blu: “Siamo traumatizzati e angosciati”.
Le autorità hanno tagliato internet in tutto il Paese per oscurare le manifestazioni. Khamenei minaccia quanti “devastano strade” per “compiacere” Trump. In realtà il malcontento è molto più radicato e diffuso in modo capillare, per una crisi economica sempre più devastante. E accanto agli slogan pro-diritti e libertà prova a farsi strada anche la nostalgia monarchica.
Terzo giorno di violenze nella metropoli del nord fra esercito e milizie Ypg. I sobborghi di Ashrafiyeh e Sheikh Maqsood dichiarati “aree militari chiuse”. Le autorità hanno imposto il coprifuoco, un abitante definisce la situazione “terribile e spaventosa”. Il governo turco offre sostegno ad al’Sharaa.