Il governo pronto a investire fino a 100 miliardi di dollari per realizzare otto nuovo reattori nei prossimi 10 anni. Al vaglio progetti con diversi partner globali, dalla Russia alla Cina, dal Canada alla Corea del Sud. Il Paese è stato sinora lambito dalla guerra, ma il vertice di luglio della Nato può essere occasione per ripensare la presenza nell’Alleanza. Le conseguenze su viaggi e turismo.
I vescovi si riuniranno fino al 15 per scegliere il nuovo patriarca. Il porporato dimissionario non parteciperà ai lavori e al voto per non “influenzare” la scelta. Rito antico della Chiesa d’Oriente che affonda le radici nella Mesopotamia, oggi vive una fase di difficoltà fra diaspora e guerre. Le sfide dell’ultimo decennio, fra Isis e revoca del decreto patriarcale.
Le monarchie arabe del Golfo ospitano milioni di lavoratori asiatici che finora sono stati tra le principali vittime degli attacchi iraniani nella regione. In Bangladesh alcune famiglie non riescono a contattare i loro familiari, bloccati a causa delle continue cancellazioni dei voli, mentre i Paesi arabi cercano di estendere i visti e i regimi fiscali.
Mentre Hezbollah continua a trascinare l'intero Libano nella sua "battaglia finale" con Israele, spaccando la politica e la società, i villaggi cristiani del Sud si aggrappano alla loro terra. Oltre il 20% della popolazione totale del Paese ormai è sfollata. Mentre si segnalano scontri diretti tra i miliziani del partito filo-iraniano e l'esercito israeliano a Khyam, continuano i contatti “esplorativi” per una soluzione diplomatica fra Paese dei cedri e Stato ebraico.
Ad AsiaNews mons. Nahra descrive la chiusura dei luoghi senti come “una sorta di morte che le persone stanno vivendo”. Dal Covid a Gaza, al conflitto con l’Iran un quadro di “pandemia” perenne. L’impatto sui bambini e le criticità interne alla società israeliana, con violenze e omicidi fra gli arabi. "La gente nelle parrocchie chiede di venire a pregare, tanti anche i giovani. Danni diffusi anche se non se ne parla molto". La lettera aperta per la pace firmata insieme da 80 organizzazioni ebraiche e arabe.
Mentre gli occhi del mondo sono concentrati sul transito delle navi dallo stretto di Hormuz, c'è un'altra "risorsa economica" fondamentale che la guerra sta mettendo gravemente a rischio: il lavoro di quasi 40 milioni di lavoratori stranieri che in molte metropoli locali sono la maggioranza della popolazione. Una crisi prolungata, con una massiccia ondata di rientri, avrebbe conseguenze pesanti anche per i Paesi d'origine in Asia Meridionale, nel Sud-est asiatico e in altri Paesi arabi.