Mentre è in corso a Washington il terzo round di colloqui fra gli ambasciatori israeliano e libanese nel sud si continua a morire. La riflessione del corrispondente di AsiaNews: "Davanti a minacce e provocazioni che vorrebbero normalizzare la guerra, oggi occorrono risposte radicate nella nostra cultura più profonda e nei principi etici".
La storica chiesa ortodossa di Agios Nikolaos diventerà una biblioteca pubblica. Per gli studiosi la sorprendente architettura dell'edificio offre un’atmosfera unica per la lettura. Bartolomeo I intanto annuncia per settembre la riapertura dello storico seminario con una grande cerimonia, ma resta incerta la destinazione d’uso.
In prima lettura la Knesset approva una norma che affida a Israele il controllo delle antichità nei territori palestinesi. Ancora violenze nei Territori. Il professor Sabella denuncia un “clima di insicurezza” che spinge le famiglie “a partire”. Il ruolo delle scuole ebraiche che alimentano un'ideologia anti-cristiana. Da Gaza all’Iran, al Libano necessario “superare” il “trauma” causato dalle guerre.
La Striscia resta sospesa in un limbo in cui la guerra non è ancora davvero finita tra timidi tentativi di riattivare una normalità politica e contraddizioni irrisolte. Il voto amministrativo del 25 aprile tenuto da Fatah a Deir el Balah, mentre Hamas conserva reti locali. Al Board gli unici soldi sono arrivati da Emirati e Marocco e sono stati spesi per la futura polizia locale. Mentre l'80% delle famiglie dipende ancora dall'acqua distribuita con le autobotti.
Teheran accusa il primo ministro incaricato al-Zaidi di essere troppo allineato su posizioni americane. Funzionari parlano di “veto” della Repubblica islamica e pressioni sul fronte sciita. Attesa la visita di rappresentanti di Washington per vigilare sulla formazione dell’esecutivo. Voci di una base segreta israeliana nell’ovest del Paese.
Secondo Human Rights Watch almeno 65 detenuti etiopi sarebbero in “imminente pericolo” dopo alcune recenti esecuzioni. Molti dei condannati sono migranti fuggiti dalla guerra nel Tigray. Anche la Chiesa etiope chiede un intervento diplomatico urgente per fermare le esecuzioni e garantire assistenza legale ai detenuti.