Ad AsiaNews il racconto delle sfide e delle criticità legate agli istituti in Terra Santa, a partire dai giovani che “hanno perso il sorriso, la fiducia”. Dialogo e ascolto per disinnescare il desiderio di vendetta e di compiere attentati. Risolta (quasi) la controversia con Israele per i mancati permessi ai docenti. Essere insegnante una “vocazione”. L’emorragia senza fine dei cristiani.
Dal leader vietnamita l’impegno a sostenere gli sforzi congiunti per una soluzione di pace nella Striscia. La promessa di lavorare “a stretto contatto” con l’ex nemico “in vari settori” in linea con “esigenze e priorità” di entrambi. Fra i Paesi dell’Asia centrale l’adesione di Uzbekistan e Kazakhstan.
Le forze governative siriane hanno intensificato l’offensiva nelle aree amministrate dalle milizie a guida curda. L’avanzata è stata accompagnata dal sostegno di tribù arabe locali, dai droni turchi, e dal silenzio assenso di Washington, mentre i colloqui tra Damasco e i curdi sono falliti. Si teme una nuova destabilizzazione legata alla fuga di combattenti dello Stato islamico dalle carceri finora gestite dall’amministrazione autonoma.
Il rafforzamento della collaborazione sottoscritto ieri durante un incontro a Palam fra il premier Modi e il presidente Mohamed bin Zayed. Previsto anche un rafforzamento della partnership in tema di economia, energia e spazio. Sullo sfondo la partita delle alleanze globali che tocca anche Israele e gli Accordi di Abramo.
Nella capitale saudita si è aperta una riunione consultiva di leader politici, anziani e saggi yemeniti sul futuro del Paese. Una risposta alle recenti tensioni fra governativi filo-sauditi e indipendentisti sostenuti dagli Emirati. Una contrapposizione che mostra interessi divergenti a livello regionale. Intanto cresce l’allerta alimentare: un ulteriore milione di persone è a rischio di “fame pericolosa per la sopravvivenza".
Ad AsiaNews l’attivista israeliano, parte nei colloqui di pace, commenta l’ufficializzazione del comitato palestinese chiamato ad amministrare la Striscia. Hamas e Anp pronte a “collaborare”. Fra i nodi irrisolti la “disastrosa” situazione umanitaria, incertezze sulla forza di pace internazionale e le diverse “agende” in contrasto fra loro. Le vicende iraniane non rappresentano una fonte di timore.