Per Beirut nessun colloquio diretto con Israele se la distruzione del sud continua. Aoun sarà ricevuto da Trump prima di un possibile faccia a faccia con il premier israeliano Netanyahu. Si muove una rete di sicurezza araba, per ridurre Hezbollah allo stato civile, far fronte alle richieste israeliane e mettere in pratica l’accordo di Taëf. Una folla commossa ai funerali della giornalista Amal Khalil.
Quest’anno il pellegrinaggio maggiore alla Mecca in programma dal 24 al 29 maggio. Il desiderio di partecipare supera la paura del conflitto, anche se restano i timori per l’aumento dei prezzi, cancellazioni all’ultimo e ritardi nei rientri. Riyadh ricorre all’intelligenza artificiale per gestire sicurezza e controllo dei fedeli. Prevista la partecipazione di due milioni di persone.
L’Aqaba Port Rail Project pilastro della trasformazione economica e logistica nella direttrice tra il Golfo e l'Europa. Entro il 2027 la chiusura del progetto, con tempi di costruzione previsti in cinque anni. Timori per l’instabilità regionale, la sostenibilità finanziaria e il coordinamento tra i diversi attori coinvolti. Allo studio anche la costruzione di un “porto secco” nella regione meridionale di Ma’an.
Nel primo anniversario della scomparsa di Bergoglio due ricordi che dalle Filippine e dalla regione del Golfo oggi afflitta dalla guerra ne ricordano lo sguardo attento a chi attraversando il mondo in cerca di futuro porta con sé anche una testimonianza cristiana. Card. David: "Portano luce nel mondo non per strategia, ma per fedeltà ovunque la vita li conduca". Mons. Martinelli: "Il suo incoraggiamento sia segno di pace anche nelle difficoltà di oggi".
Dopo settimane di stallo la nomina di Nizar Mohammed Saeed Amidi a presidente della Repubblica. Il politologo Saad Salloum ad AsiaNews: una scelta segno della “frammentazione curda” e di una maggiore centralizzazione del potere. Per lo studioso iracheno “pragmatismo, continuità istituzionale e gestione dei conflitti” le linee guida del suo mandato quadriennale.
L’attivista israeliana da anni in prima linea a Gerusalemme contro l'intolleranza religiosa commenta il gesto di un soldato Idf che, nel sud del Libano, ha divelto e colpito una croce. Le scuse dei vertici militari e del ministro degli Esteri. "Serve educazione anche in ambito religioso". L’auspicio di una condanna esemplare.