Ieri sera l’incontro a tre fra alti diplomatici dello Stato ebraico e del Paese dei cedri mediato dal Segretario di Stato Usa. Una prima assoluta dal fallito accordo del 1983 sotto Gemayel, ma resta l’ostilità di Hezbollah. A guidare la rappresentanza libanese dovrebbe essere l’ex ambasciatore del Libano negli Stati Uniti Simon Karam.
Da Beirut Oumayma Farah racconta un Paese che rischia di essere travolto dal conflitto. Emergenza sfollati prioritaria, solo una minima parte accolta nei rifugi. Scuole usate come ripari di fortuna, istruzione a rischio per migliaia di studenti. La missione dell’ordine: “Al servizio di tutti senza fare distinzioni di razza, colore, religione, ma guardando a bisogni e sofferenze”.
Il via libera del governo arrivato senza pubblicità nei giorni scorsi proprio mentre aumentavano le violenze dei coloni. Dall'inizio della legislatura le nuove autorizzazioni sono diventate 103 (prima dell’attuale legislatura gli insediamenti riconosciuti erano in tutto 127). Cambiano anche le procedure di realizzazione, che mostrano la volontà di “accelerare” il processo di occupazione dei terreni. Sondaggi: Likud in calo, ma maggioranza del Paese contraria alla tregua.
Kuala Lumpur chiede all'Onu di riesaminare la missione di pace. Preccupazione per 500 malesi del battaglione Malbatt: sospesi i pattugliamenti. Giacarta sollecita indagine "approfondita" sulla morte di tre militari a marzo: presentata al Consiglio di Sicurezza dichiarazione congiunta con 73 Paesi firmatari.
In una riflessione inviata ad AsiaNews alla vigilia della veglia di preghiera per la pace indetta per domani dal papa che coincide con l'atteso inizio dei colloqui tra Stati Uniti e Iran in Pakistan, il porporato ricorda che la pace non è “questione esterna”, ma “nasce dentro” e diventa “parola, gesto e stile di vita”. Se la coscienza “viene zittita, l’aggressività cresce”. La croce “mostra che il vero potere non è quello che schiaccia, ma quello che resta fedele alla verità”.
Ad AsiaNews il segretario delle scuole cattoliche racconta il clima di paura e di lutto all’indomani del devastante attacco dello Stato ebraico. “Mai sperimentato - afferma - nulla di così forte e improvviso”. L’attesa per i colloqui di pace in Pakistan e l’impegno quotidiano per mantenere vive le lezioni e l’insegnamento, online o in presenza.