Ad AsiaNews fra Ielpo racconta l’attesa della Pasqua fra guerra nel Golfo e chiusura dei luoghi santi. La denuncia delle violenze dei coloni in Cisgiordania: "Atti gravi contro persone che vogliono vivere in pace". La testimonianza sul Sud del Libano appena visitato. La preghiera come via “essenziale” per una pace “che viene dall’alto”. L’appello ai cristiani nel mondo per “portare assieme questa ennesima croce”.
L'annuncio del patriarca Pizzaballa in un messaggio alle comunità di rito latino. Rinviata anche la Messa crismale per l'impossibilità di riunire fisicamente il clero, indetta per il 28 marzo una preghiera comunitaria a distanza con un rosario per la pace. "La Pasqua ci ricorda che nessuna oscurità, nemmeno quella della guerra, può avere l’ultima parola". Intanto il terrore continua tra raid e missili incrociati, ma anche con le violenze dei coloni in Cisgiordania.
Il governo pronto a investire fino a 100 miliardi di dollari per realizzare otto nuovo reattori nei prossimi 10 anni. Al vaglio progetti con diversi partner globali, dalla Russia alla Cina, dal Canada alla Corea del Sud. Il Paese è stato sinora lambito dalla guerra, ma il vertice di luglio della Nato può essere occasione per ripensare la presenza nell’Alleanza. Le conseguenze su viaggi e turismo.
Mentre Hezbollah continua a trascinare l'intero Libano nella sua "battaglia finale" con Israele, spaccando la politica e la società, i villaggi cristiani del Sud si aggrappano alla loro terra. Oltre il 20% della popolazione totale del Paese ormai è sfollata. Mentre si segnalano scontri diretti tra i miliziani del partito filo-iraniano e l'esercito israeliano a Khyam, continuano i contatti “esplorativi” per una soluzione diplomatica fra Paese dei cedri e Stato ebraico.
Ad AsiaNews mons. Nahra descrive la chiusura dei luoghi senti come “una sorta di morte che le persone stanno vivendo”. Dal Covid a Gaza, al conflitto con l’Iran un quadro di “pandemia” perenne. L’impatto sui bambini e le criticità interne alla società israeliana, con violenze e omicidi fra gli arabi. "La gente nelle parrocchie chiede di venire a pregare, tanti anche i giovani. Danni diffusi anche se non se ne parla molto". La lettera aperta per la pace firmata insieme da 80 organizzazioni ebraiche e arabe.
L'intervento del patriarca di Gerusalemme a un webinar promosso dalla Fondazione Oasis. "Abbiamo visto in questi decenni di conflitto che cosa ha prodotto la violenza: solo ulteriore paura, rancore, odio. Sappiamo che gli appelli di Leone XIV cadranno nel vuoto, ma dobbiamo continuare a dire la verità. L'informazione è arma in questo conflitto. Gaza dimenticata ma la situazione rimane drammatica. In Cisgiordania attacchi quasi quotidiani dei coloni ai palestinesi".