Nonostante i crescenti timori, le persone si rifiutano di lasciare le loro case come chiesto dallo Stato ebraico. Vescovo di Batroun critica (senza menzionarlo) Hezbollah che “attira” di proposito i colpi israeliani su case e campi ora a rischio di invasione. Critiche anche al governo di Beirut per un atteggiamento troppo servile e passivo. Attivista ad AsiaNews: “Se ce ne andiamo, il Sud è perduto”.
Con miissili e mine l’Iran ostruisce il passaggio dello snodo in cui transita il 20% del greggio globale. India e Bangladesh - dopo la Cina - cercano di mediare il via libera da Teheran al passaggio delle loro navi per scongiurare una crisi. Secondo dati Eia fino all’82% dei volumi in uscita da Hormuz destinati ai mercati asiatici. Dal 16 marzo Tokyo intende utilizzare in autonomia parte delle sue riserve petrolifere.
Secondo le stime più aggiornate per il solo conflitto con Hamas a Gaza è stato speso l'equivalente di un quinto dell'economia israeliana. E oggi vengono bruciati negli attacchi a Teheran miliardi di dollari a settimana. Con il paradosso che centinaia di miliardi vengono destinati alla guerra, alla ricostruzione e allo sviluppo restano poco più delle briciole.
Ad AsiaNews l’arcivescovo caldeo descrive una situazione di sospensione, ferme le scuole e università in un quadro di profonda instabilità. Il Kurdistan iracheno ancora una volta teatro di guerre altrui. La popolazione è “preoccupata” per il futuro e cerca di non farsi trascinare nel conflitto fra Israele e Stati Uniti con l’Iran. La preghiera dei cristiani per la pace, il ricordo di Francesco in Iraq e il sostegno di papa Leone.
Ieri lunghe code di veicoli alle stazioni di servizio; la popolazione in preda al panico teme l’esaurimento delle scorte e l’escalation dei prezzi. Litigi e tensioni fra gli automobilisti in coda. Interruzioni di energia segnalate anche dai grandi gruppi industriali. In Arabia Saudita un altro lavoratore migrante bangladese ucciso per un lancio missilistico iraniano su un complesso residenziale.
Il governo libanese opera sul piano politico e diplomatico per raggiungere un cessate il fuoco. Sul terreno il Partito di Dio prosegue lo scontro (impari) con l’esercito dello Stato ebraico. Anche la popolazione cristiana si oppone agli ordini di evacuazione. Rinviate le elezioni parlamentari previste in origine per il prossimo maggio.