Tre morti in un attacco Usa a una nave carica di petrolio iraniano. A fronte dello sdegno dell’opinione pubblica, il governo di Delhi mantiene un basso profilo per non indispettire Washington. Sullo sfondo il possibile incontro fra Trump e Modi a margine del G7. La Casa Bianca annuncia l’accordo con Teheran che potrebbe essere siglato domenica a Ginevra. Riyadh riapre al commercio con Beirut.
L'export di armi israeliane ha raggiunto il record di 19,2 miliardi di dollari nel 2025, grazie agli acquisti quasi raddoppiati nell’Asia-Pacifico. Tra i partner principali c’è il Vietnam, di cui Israele è oggi il secondo fornitore dopo la Russia. Intermediaria sarebbe stata Nguyen Thi Thanh Nhan, donna d’affari poi caduta in disgrazia ad Hanoi e condannata in contumacia a 30 anni di carcere. Anche India, Thailandia e Singapore coltivano i legami militari con lo Stato ebraico, con l’obiettivo di sviluppare capacità autonome.
Proprio all'indomani della liberazione degli ostaggi Kuki, la scoperta di un nuovo eccidio infiamma ulteriormente lo scontro tra i due gruppi etnici. Tra le vittime anche due pastori cristiani. Proteste intorno all'obitorio di Imphal dove sono state portate le salme, i militanti chiedono sospensione del cessate il fuoco. L'arcivescovo emerito ad AsiaNews: "Ci sono ferite storiche, ma la violenza non è mai la strada per risolverle"
Un video divenuto virale avrebbe mostrato Samuel Garvyn De Braganza scaricare rifiuti in un'area pubblica, sucitando un'ondata di insulti online oltre all'apertura di un'inchiesta da parte della polizia. P. Ramiro Luis alle esequie: "Questa tragedia ci faccia capire che ogni post, ogni commento, ogni atto di gentilezza o di crudeltà contribuisce al tipo di mondo che creiamo".
L'episodio è avvenuto nel quartiere Worli della metropoli. In una lettera l'organizzazione cristiana Watchdog Foundation chiede l'apertura di indagini per trovare i responsabili. "Simboli cristiani ripetutamente presi di mira". Ricordata la libertà religiosa sancita dalla Costituzione indiana.
Le autorità hanno ordinato ai social media il blocco di 14 post online che incitano all’ostilità e all’odio contro la minoranza. I contenuti incriminati provengono da piattaforme con sede in Cina che operano per alimentare scontri e tensioni confessionali. I cinesi etnici rappresentano circa il 75% di cittadini e residenti permanenti, i malesi il 15% e gli indiani il 7,5%.