Nel Manikarnika Ghat, importante luogo di cremazione della città sacra, è stato demolito un sito legato alla regina indù Ahilyabai Holkar. Si tratta di un'azione che rientra nel progetto del corridoio di Kashi Vishwanath, mentre non vengono risolti i problemi ambientali del Gange o la povertà di buona parte dei residenti. Secondo i piani, inoltre, la moschea di Gyanvapi resterebbe esposta, aprendo la strada a nuove tensioni settarie.
L'arcivescovo maggiore in una circolare post-sinodale annuncia un "Anno per il rafforzamento della comunità". L'invito ai fedeli a contribuire anche economicamente al futuro delle comunità e alla vita pubblica creando opportunità di lavoro. P. Olikkarott: "Allarmante la riduzione delle famiglie: incoraggiamo i giovani a restare e ad avere figli".
In una nuova puntata del reportage di AsiaNews, la storia personale di fede del responsabile comunicazione del vicariato dell'Arabia settentrionale: da Goa al Bahrein, un percorso in cui non sono mancate sfide e difficoltà ma che è stato anche “grazia” e “dono” da “testimoniare agli altri”. E la speranza di “rimanere radicato nella mia identità cristiana in questa terra d’Arabia”.
L'India ha criticato un messaggio di solidarietà inviato del sindaco di New York (di origini indiane) all'ex ricercatore detenuto dal 2020 per le rivolte di Delhi. Sottolineato il rispetto per l’indipendenza della magistratura. Organizzazioni e legislatori internazionali denunciano l'arresto prolungato e chiedono un processo equo. Amnesty International: "Deragliamento della giustizia".
Le preoccupazioni di Dhaka per la sicurezza dei propri giocatori si intrecciano con la decisione della federazione indiana di estromettere il giocatore bangladese Mustafizur Rahman dalla Indian Premier League. Ricadute del deterioramento dei rapporti bilaterali dopo la fuga in India di Sheikh Hasina. Ma continuano anche le accuse incrociate sulle violenze settarie, mentre in Bangladesh si avvicinano le elezioni. Delhi per ora cerca un approccio conciliante.
Un video divenuto virale ha riacceso i riflettori sulle violenze dei nazionalisti indù che nel nome della protezione degli "animali sacri" di fatto prendono sempre di mira persone delle comunità emarginate. La contraddizione di un Paese come l'India che con i bufali è comunque uno dei maggiori esportatori globali di carne bovina.