Il prezzo di una noce di cocco in Thailandia, che prima del 2020 costava 20 baht, oggi è sceso fino a 2 baht, mettendo in crisi i piccoli coltivatori. Secondo i produttori locali, poche società legate a capitali cinesi controllano ormai gran parte della filiera, imponendo prezzi bassissimi e distorcendo il mercato.
Secondo la tradizione popolare in Cina l'anno dei due elementi di fuoco contrapposti è foriero di grandi rivolgimenti sociali. L'ultima volta cadde nel 1966, con l'inizio della Rivoluzione culturale. Due episodi accaduti durante il periodo del Capodanno - l'improvvisa interruzione del Gala della tv dell'Henan e i messaggi sulla "luna rossa" nella festa delle Lanterne - confermano quanto in tempi di forte pressione sociale l'idea di un legame tra cielo e terra resti radicata.
Con miissili e mine l’Iran ostruisce il passaggio dello snodo in cui transita il 20% del greggio globale. India e Bangladesh - dopo la Cina - cercano di mediare il via libera da Teheran al passaggio delle loro navi per scongiurare una crisi. Secondo dati Eia fino all’82% dei volumi in uscita da Hormuz destinati ai mercati asiatici. Dal 16 marzo Tokyo intende utilizzare in autonomia parte delle sue riserve petrolifere.
Approvata oggi dall'Assemblea Nazionale del Popolo eleva al rango di norma il pensiero del presidente sulla "sinicizzazione" dei 56 gruppi ufficialmente riconosciuti. L'identità Han definita come il "tronco", le altre culture paragonate a "rami o foglie". Lezioni in putonghua, il cinese standard, fin dall'età prescolare. I timori di tibetani, uiguri e mongoli che temodo di vedere ulteriormente repressa la propria identità.
Presentata come "misura fiscale" è in realtà un ulteriore inasprimento della sorveglianza digitale nel Paese da oltre cinque anni ormai precipitato nella guerra civile dopo il golpe. Tracciando i dispositivi il regime non sta solo reprimendo il dissenso, ma anche minando la sopravvivenza quotidiana dei cittadini. Grazie a strumenti tecnologici messi a disposizione dalle aziende cinesi.
Dopo una lunga indagine Roma ha espulso otto cittadini cinesi accusati di sorvegliare e intimidire alcuni oppositori e dissidenti della diaspora. Il caso riporta l’attenzione sulle cosiddette “stazioni di polizia” cinesi all’estero, parte di una rete di repressione transnazionale attiva in diversi Paesi.