L'analisi di un osservatore che conosce bene il cammino della Chiesa nella Cina continentale: nelle parole di Prevost sulla Cina si percepisce chiaramente il “pastore con il profumo del gregge” auspicato da Bergoglio. Per questo i fedeli oggi si augurano di vedere un cambiamento che dia speranza nel futuro anche a chi vuole vivere la propria fede a Pechino.
L'osservatorio "Yesterday" ne ha monitorato 50 in un solo mese. Iniziative frammentate, il più delle volte legate a salari non corrisposti. A farle crescere anche gli ostacoli posti al sistema delle petizioni con funzionari locali che pagano squadre di uomini per scoraggiare la presentazione di denunce all'apposito ufficio di Pechino che li metterebbero in cattiva luce. Una realtà che il Partito preferisce nascondere e ignorare.
Nello Xinjiang si sono tenuti oggi nuovi colloqui mediati da Pechino per fermare gli scontri lungo il confine tra Pakistan e Afghanistan. Mentre Islamabad tenta di proporsi come mediatore anche nella guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran dopo aver presentato sempre con l'appoggio della Cina una generica iniziativa di cessate il fuoco.
In un messaggio diffuso pubblicamente il leader buddhista ha appoggiato il richiamo alla non violenza e al disarmo lanciato dal pontefice nella domenica delle Palme, sottolineando i valori comuni a tutte le religioni: "Amore, compassione e tolleranza” come base per risolvere i conflitti, dal Medio Oriente all’Ucraina.
Online da un mese "S.H.I.T Journal" - giocando sul doppio senso dell’acronimo delle parole Science, Humanity, Information, Technology - sta facendo milioni di visualizzazioni, pubblicando studi su temi grotteschi presentati apparenemente con rigore. Una "protesta sottile" contro la pressione del Partito a pubblicare sempre più studi per certificare l'eccellenza delle università cinesi.
Una fonte di AsiaNews che vive in Cina rilegge le sofferenze delle comunità cattoliche della Repubblica popolare alla luce delle parole del profeta Isaia che ascoltiamo nelle liturgie di questi giorni. Dalla ferita profonda recata oggi dal divieto di educare alle fede i minori applicato sempre più rigidamente, fino alla certezza che "Dio è con noi e andiamo avanti".