Oltre 400 fedeli provenienti dalle comunità cattoliche cinesi di tutta Italia hanno vissuto insieme il 24 maggio la Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina voluta da Benedetto XVI. Nel frattempo nel santuario sulla collina di Shanghai, nonostante una fitta pioggia, in molti hanno partecipato alla Messa presieduta dal vescovo Shen Bin pregando per la pace e la prosperità del Paese.
La lettera di un sacerdote che vive nella Repubblica popolare cinese sui "regolamenti amministrativi" che impediscono a chi ha meno di 18 anni di partecipare alle attività religiose. "La Costituzione in Cina afferma il diritto alla libertà religiosa per i cittadini, senza specificare che siano maggiorenni. Oggi però i minori possono entrare da soli in un centro commerciale ma non in una chiesa. Mentre discutiamo di depressione adolescenziale, bullismo e vuoto di valori".
Il viaggio del presidente del Tagikistan ha confermato quanto l'Asia Centrale sia oggi un'area strategica per la Cina che le diverse fratture geopolitiche rendono ancora pù vitale. Pechino punta sul gasdotto che attraversa la regione ma anche sul suo significato per la sicurezza dei propri confini. E nelle relazioni con i governi locali la vicinanza non solo geografica l'avvantaggia rispetto alla concorrenza occidentale.
Oggi, Domenica di Pentecoste, il papa ha ricordato il santuario di Sheshan, Shangai, nella Giornata per la Chiesa in Cina. L'invito alla preghiera per i cattolici cinesi come segno di "comunione con la Chiesa universale". Il ricordo delle comunità cristiane in Medio Oriente. Commento al Vangelo: "Spirito apre le porte della Chiesa perché sia ospitale verso tutti".
Fondata quarant'anni fa, l'associazione che li riunisce mira a contribuire allo sviluppo della diocesi di Shanghai nel contesto attuale. Tra gli obiettivi indicati nella sua recente assemblea la ricerca su figure di spicco della tradizione cattolica locale e la valorizzazione delle competenze di ciascuno per l'assistenza ai gruppi vulnerabili.
L'inaspettato successo di "Dear You", prodotto con un budget ridotto e in un dialetto locale, sta facendo riaffiorare in Cina il ruolo importante che svolsero le lettere con cui per oltre un secolo gli emigranti inviavano denaro e notizie alle famiglie rimaste in patria. Persone che ebbero un ruolo decisivo per l'attuale sviluppo economico, ma che era spesso accompagnato da nostalgia e sofferenze affidate a scrivani locali. Pechino però le rilegge in chiave patriottica.