Nel suo viaggio in corso nella Repubblica popolare cinese - scrutato come un indicatore dell'orientamento pro-Pechino dell'opposizione a Taipei - la leader del Kuomintang a sorpresa rendendo omaggio al mausoleo di Sun Yat-sen ne ha esaltato il ruolo ricollegandolo all'"identità" dell'isola. Un tentativo di tenere insieme il sentimento dei taiwanesi e la mano tesa alla Repubblica popolare.
Venerdì a Islamabad i colloqui tra Washington e Teheran dopo le minacce di escalation. La Cina ha fatto pressioni, consolidando la propria influenza nella regione. Cruciale il ruolo del feldmaresciallo Asim Munir. Restano le incognite sulla reale riapertura dello Stretto di Hormuz e sul fronte tra Israele e Libano. Cristiani pakistani ad AsiaNews: "Preghiamo per una pace e una prosperità durature".
L'analisi di un osservatore che conosce bene il cammino della Chiesa nella Cina continentale: nelle parole di Prevost sulla Cina si percepisce chiaramente il “pastore con il profumo del gregge” auspicato da Bergoglio. Per questo i fedeli oggi si augurano di vedere un cambiamento che dia speranza nel futuro anche a chi vuole vivere la propria fede a Pechino.
L'osservatorio "Yesterday" ne ha monitorato 50 in un solo mese. Iniziative frammentate, il più delle volte legate a salari non corrisposti. A farle crescere anche gli ostacoli posti al sistema delle petizioni con funzionari locali che pagano squadre di uomini per scoraggiare la presentazione di denunce all'apposito ufficio di Pechino che li metterebbero in cattiva luce. Una realtà che il Partito preferisce nascondere e ignorare.
Nello Xinjiang si sono tenuti oggi nuovi colloqui mediati da Pechino per fermare gli scontri lungo il confine tra Pakistan e Afghanistan. Mentre Islamabad tenta di proporsi come mediatore anche nella guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran dopo aver presentato sempre con l'appoggio della Cina una generica iniziativa di cessate il fuoco.
In un messaggio diffuso pubblicamente il leader buddhista ha appoggiato il richiamo alla non violenza e al disarmo lanciato dal pontefice nella domenica delle Palme, sottolineando i valori comuni a tutte le religioni: "Amore, compassione e tolleranza” come base per risolvere i conflitti, dal Medio Oriente all’Ucraina.