Dopo la cattura del presidente venezuelano, sono tornati al centro dell'attenzione le tensioni strategiche tra gli Stati Uniti e la Cina, che negli ultimi anni ha pesantemente investito in America Latina e nei Caraibi. La competizione tra le due potenze potrebbe tornare sul canale di Panama, che negli ultimi anni ha cercato di bilanciare interessi contrapposti, ma nel mirino di Washington potrebbero finire anche altri progetti infrastrutturali e investimenti nelle materie prime di Pechino.
La Repubblica popolare cinese invoca per il Venezuela "il diritto internazionale e la Carta dell'Onu" (che non rispetta nel Mar Cinese Meridionale), mentre Xi Jinping chiede al presidente sud-coreano Lee di compiere "le scelte strategiche giuste". La preoccupazione dell'ex ministro della Difesa giapponese su possibile effetto domino a Taiwan. La prudenza di Delhi che vuole tenere aperta una porta con Trump sui dazi.
L'anno che si è appena concluso ha visto un ulteriore rafforzamento del controllo amministrativo di Pechino sulle religioni. Si insiste sull'idea che l'interesse della nazione deve venire prima di ogni fede. La "battaglia" contro l'educazione religiosa dei minori. Dopo il caso della visita non concordata in Vaticano dell'abate di Shaolin, in arrivo nuove regole sui passaporti del clero. Nella Cina Continentale oggi 99 vescovi: 80 ufficiali, 10 non ufficali e 9 irregolari.
L'inviato speciale per gli Affari Asiatici Deng Xijun ha detto che il voto (con garanzie per gli interessi cinesi) era una condizione posta da Xi Jinping a Min Aung Hlaing. I risultati diffusi dal regime birmano sul primo turno del 28 dicembre confermano la scontata vittoria con margine molto ampio del partito degli ex-generali. In Myanmar la Cina cammina comunque sul filo, continuando a sostenere anche le milizie etniche che controllano le aree sul confine.
La Cina ha aperto al traffico il Tianshan Shengli Tunnel, lungo oltre 22 chilometri, completando un’infrastruttura chiave dell'autostrada che collega la città di Urumqi a Yuli. L’opera riduce drasticamente i tempi di percorrenza tra il nord e il sud dello Xinjiang e rafforza i collegamenti verso l’Asia centrale nell’ambito della Belt and Road Initiative. Il progetto si inserisce nella strategia di sviluppo delle regioni di confine, ma attraversa un territorio segnato da forti tensioni politiche per le violazioni dei diritti umani degli uiguri.