Fra le cause l’aumento incontrollato dei prezzi, i costi, l’invecchiamento delle piante e il trattamento “da figliastra” di una coltura un tempo considerata oro. I livelli di produttività dei campi sono dimezzati nel 2025. Eppure questo settore ha svolto un ruolo chiave nello sviluppo economico dell’isola, trainando l’occupazione e mitigando l’impatto dei cambiamenti climatici.
Via libera del governo a un corridoio ferroviario per collegare i giacimenti di bauxite di Sijimali e Kutrumali. La decisione arriva dopo violenti scontri con le comunità locali, che denunciano espropri, danni ambientali e violazioni dei loro diritti, sanciti anche dalla legge. Il governo difende il progetto in nome dello sviluppo, ma da tre anni non si ferma la mobilitazione contro l’espansione mineraria.
Secondo l’ultimo rapporto dell’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma, nel 2025 la spesa militare globale ha raggiunto i 2.887 miliardi di dollari, segnando l’undicesimo anno consecutivo di crescita. In Asia la crescita è trainata da Cina, Giappone, India e Taiwan, a causa di rivalità strategiche e incertezza sul ruolo degli Stati Uniti. In Medio Oriente cala la spesa di Israele, ma crescono Turchia e Arabia Saudita.
Il governo israeliano sta trasformando un processo sporadico in politica strutturata. Nel novembre 2025 approvato un piano per trasferire quasi 6mila persone con un investimento pubblico. Nei giorni scorsi l’arrivo dei primi 240 nell’Operazione Kanfei Shahar. A spingere molti alla partenza dai loro villaggi indiani non solo la fede: molti provengono dallo Stato indiano del Manipur, scosso dalle violenze etniche.
Vandalizzate alcune parti del luogo di culto, paura fra i residenti del distretto di Fateh Chowk. I membri della comunità hanno promosso una manifestazione, bloccando il traffico e intonando slogan a favore della libertà religiosa. Ancora incerti i contorni dell’attacco e gli autori. L’intervento della polizia, e la promessa di punire i responsabili, ha riportato la calma.
Dall’India all’Australia, gli espatriati in 27 nazioni al mondo hanno votato per i 45 membri della Camera a fronte di 93 candidature. Gli elettori sono poco più di 91mila. Il Parlamento di durata quinquennale, con sede a Dharamsala, funge da organo rappresentativo per i circa 150mila tibetani nel mondo. I giovani chiedono maggiore attenzione al futuro della comunità.