La vittoria del Bangladesh Nationalist Party ha segnato la fine di 15 anni di governo della Lega Awami. Missionario del Pime ad AsiaNews sottolinea il clima più pacifico del voto e il calo dei brogli, anche se c'è timore per le tensioni interne e la crescita degli islamisti. Tra la popolazione prevale il desiderio di cambiamento ma anche di stabilità.
Il governo ha ampliato l'iniziativa “Dhi Rani”, guidata dalla prima ministra Maryam Nawaz Sharif. Con cerimonie condivise e contributi fino a 200mila rupie. Il supporto anche a coppie cristiane e indù; le famiglie: "Ricevuta dignità e speranza". Ma si chiedono anche investimenti in istruzione ed emancipazione femminile.
A causare l’emergenza la mancanza di strutture adeguate e il ricorso estensivo alla carcerazione preventiva in attesa di processo. Nell’isola vi sono almeno 40mila detenuti in strutture con una capienza totale di soli 10.500 posti. In alcune prigioni si supera il 400% della capacità effettiva.
I vertici del partito invitano i sostenitori ad “astenersi da festeggiamenti” e di pregare “per il futuro del Bangladesh”. Jamaat-e-Islami riconosce la sconfitta ma non è “soddisfatta” del processo elettorale. Le reazioni di India, Pakistan e Stati Uniti. Resta aperta la partita referendaria in attesa dei dati ufficiali.
Inaugurata la distribuzione di dieci biblioteche su ruote nella Provincia Occidentale: un progetto nazionale sostenuto da “Clean Sri Lanka”. I veicoli, con 9.300 libri, raggiungeranno consigli comunali e aree rurali. Autorità e scrittori evidenziano il valore dell’iniziativa per una società più consapevole.
Dopo un anno di tensioni diplomatiche, la visita del premier indiano a Kuala Lumpur il 7 e l'8 febbraio ha segnato un riavvicinamento tra India e Malaysia, che ha portato alla firma di 11 accordi in vari settori. Modi ha anche ricordato l’importanza dei legami con i cittadini di origine indiana, terza comunità etnica in Malaysia. Rilanciati gli investimenti e la cooperazione tecnologica.