La misura, adottata a pochi giorni dall’anniversario della strage a Pahalgam, colpisce istituti gestiti dall'organizzazione islamista bandita nel 2019. Il provvedimento si inserisce nella più ampia strategia di sicurezza avviata da Delhi dopo la revoca dell’autonomia del Jammu e Kashmir, ma suscita critiche per le possibili ripercussioni sul sistema educativo e per le violazioni dei diritti delle minoranze.
Il 19 aprile un gruppo di assalitori ha attaccato il villaggio di Sanka Christian Para, in una zona tribale, causando sei feriti. Dietro il raid tensioni mai sopite per il controllo di alcuni appezzamenti rivendicati da Rezaul Islam. I cattolici della zona - dove nel 1965 i missionari del Pime furono i primi ad annunciare il Vangelo - si appellano alle autorità per aiuto e protezione.
Secondo uno studio della Commissione economica e sociale dell'Onu per l’Asia e il Pacifico, la regione si avvia verso un invecchiamento molto rapido: il calo della forza lavoro e la diffusione dell’economia informale rischiano di accentuare disuguaglianze già esistenti. Ma un’espansione degli investimenti nei servizi di cura potrebbe creare milioni di posti di lavoro e nuovi spazi di sviluppo inclusivo.
La crisi energetica in Bangladesh, causata dalla guerra in Medio Oriente e dalla forte dipendenza dalle importazioni di petrolio e gas, sta mettendo a rischio il funzionamento dei data center, fondamentali per la rete delle telecomunicazioni. Le scorte di carburante sono ormai ai minimi e gli operatori avvertono che un eventuale blackout potrebbe bloccare chiamate, internet e SMS in gran parte del Paese.
Emerso un “buco” di 13,2 miliardi di rupie causato da personale interno all’istituto. Critiche al sistema di sorveglianza, nel mirino anche l’amministratore delegato Kelum Edirisinghe. Per analisti ed esperti è “un fallimento” nell’opera di “supervisione”. Una vicenda che ricorda casi simili di malaffare già avvenuti in passato.
Rara sconfitta per Modi in Parlamento: respinto disegno di legge per il 33% di donne nella Lok Sabha alle elezioni 2029. L’opposizione, guidata da Rahul Gandhi, ha bocciato il testo denunciando il "gerrymandering": l'aumento dei seggi a 850 e la ridefinizione dei collegi sui dati del censimento 2011 avrebbe favorito il Nord a discapito degli Stati meridionali.