Le monarchie arabe del Golfo ospitano milioni di lavoratori asiatici che finora sono stati tra le principali vittime degli attacchi iraniani nella regione. In Bangladesh alcune famiglie non riescono a contattare i loro familiari, bloccati a causa delle continue cancellazioni dei voli, mentre i Paesi arabi cercano di estendere i visti e i regimi fiscali.
La missione cattolica ricorda un secolo di presenza pastorale e servizio. Centro di istruzione e assistenza sanitaria aperto a persone di tutte le fedi in una regione segnata dal conflitto. Durante la guerra indo-pakistana del 1947-48 divenne luogo di rifugio per i profughi ma fu oggetto anche di gravi violenze. Ridotta in rovina, fu ricostruita con l’aiuto delle comunità: oggi è simbolo di dialogo, educazione e cura per migliaia di persone.
Nuovi raid aerei pakistani nella capitale afgana hanno colpito anche un centro per tossicodipendenti, causando secondo Kabul centinaia di vittime, mentre Islamabad nega di aver preso di mira civili. L’escalation fa parte della “guerra aperta” lanciata dal Pakistan contro i talebani, accusati di sostenere gruppi terroristici. L'India ha condannato l'attacco mentre la Cina continua a fare appello alla moderazione.
Mentre Israele ha iniziato una “operazione di terra” nel sud del Libano, p. Shinto e p. Binoy raccontano ad AsiaNews la presenza insieme alle Missionarie della Carità accanto alla gente più colpita dal conflitto. Nel silenzio davanti al Santissimo Sacramento “il rumore” del conflitto “svanisce” per una pace “che solo Cristo può dare”. La testimonianza su un aiuto concreto a un uomo in difficoltà.
In un periodi di crisi economia, inasprita dalla guerra nel Golfo, mons. D’Cruze non vuole le indennità per i religiosi annuciate dal governo. Al contrario, il prelato chiede di usare i fondi per programmi rivolti alle fasce più deboli. E auspica sollecita aiuti per la costruzione e la ristrutturazione di chiese e cimiteri.
Gli abitanti dello slum H-9 Rimsha Colony protestano contro l'ordine di lasciare case e negozi entro due giorni. La comunità include le famiglie fuggite nel 2012 da Mehrabadi con il consenso del governo dopo il caso di Rimsha Masih, adolescente ingiustamente accusata di blasfemia oggi esule in Canada. Lo sfratto violerebbe la National Housing Policy del 2001 e un'ordinanza della Corte Suprema del 2015.