È l’allarme lanciato dagli attivisti del Bangladesh Hindu Buddhist Christian Unity Council (Bhbcuc). Almeno 73 episodi scatenati da accuse di offesa alla religione. Oltre alle uccisioni si contano omicidi, stupri, incendi dolosi di luoghi di culto, appropriazione indebita di terreni e sfollamenti forzati. In vista del voto il partito studentesco si allea con i radicali islamici.
Nella città di Bareilly membri dei gruppi nazionalisti indù Bajrang Dal e Vishwa Hindu Parishad hanno protestato davanti a una chiesa cattolica il 24 dicembre, accusando una scuola di aver offeso l’induismo durante le celebrazioni di Natale. La diocesi ha respinto le accuse e spiegato che si tratta di una grave distorsione del contenuto delle rappresentazioni teatrali, dedicate a temi sociali e valori universali. Il vescovo Ignatius D’Souza ha denunciato ancora una volta il clima di crescente intolleranza religiosa.
In una nota la Conferenza episcopale condanna l’escalation “allarmante” di assalti e violenze alla vigilia della festa. Fra gli episodi anche insulti e molestie contro una donna ipovedente. Nel Kerala arrestato un 24enne legato al Rashtriya Swayamsevak Sangh che ha aggredito bambini che intonavano canti natalizi.
Il governo del Punjab ha promosso il Christmas Interfaith Harmony Rally. Migliaia i partecipanti, con la capitale addobbata a festa. La gioia della comunità cristiana per il segnale di riconoscimento e dignità pubblica e contrasto alle discriminazioni. Passo dell'amministrazione di Maryam Nawaz verso l'inclusione dei cristiani nella società pakistana.
Intere aree interne sono state modificate dal ciclone. Una devastazione tale da rendere necessaria una “rimappatura” dei terreni. Oltre il 50% delle frane si è verificato nei distretti di Badulla, Kandy e Matale. Per gli esperti servono immagini ravvicinate di alta qualità, per le quali è essenziale l’assistenza di organismi ed enti internazionali.
Il 32enne tra i protagonisti delle proteste contro Sheik Hasina, fondatore del movimento Inqilab Moncho, è morto a Singapore per un colpo di pistola alla testa. Il sospettato sarebbe fuggito in India. In centinaia hanno vandalizzato gli uffici di Prothom Alo e Daily Star a Dhaka. Muhammad Yunus: "Assalto a media indipendenti e a progresso democratico".