Alla 20ma conferenza della convenzione Cites (CoP-20) di Samarcanda i Paesi della regione hanno lanciato un piano per aiutare i governi a rallentare l’esaurimento delle risorse idriche e la degradazione delle terre, migliorare la sicurezza idrica della regione e amministrare le risorse in modo sostenibile. Previste iniziative per 26 milioni di dollari con il sostegno della Fao.
Il voto anticipato voluto da Žaparov per applicare il nuovo sistema elettorale ha promosso la presenza delle donne attraverso le quote di genere e introdotto il voto a distanza. Ma la suddivisione in distretti, la riduzione dei parlamentari e la limitazione dei poteri del parlamento hanno di fatto favorito i candidati più leali al presidente.
Un'inchietsa del sito Currentime ha tracciato un quadro del problema nei Paesi ex-sovietici. In nessuno dei cinque Paesi dell'Asia Centrale il concetto di “femminicidio” è inseirito nel Codice penale, nonostante la violenza domestica sia diffusa. Anche il conflitto bellico tra Russia e Ucraina ha comportato una crescita notevole dei reati contro le donne in entrambi i Paesi.
Dopo due attacchi che hanno causato cinque morti e cinque feriti, l’ambasciata di Pechino a Dushanbe ha ordinato l’evacuazione dalle zone di frontiera. Il governo del Tagikistan e i talebani hanno affermato che collaboreranno mentre crescono i timori che dietro gli attacchi (non ancora rivendicati) ci siano i combattenti del Partito islamico del Turkestan (TIP). L’instabilità minaccia la cooperazione regionale e i progetti cinesi della Belt and Road Initiative.
Il Paese vuole diversificare le linee di commercio con la regione, riducendo la dipendenza daL Pakistan. Una tendenza che si è rafforzata dopo le recenti ostilità con il vicino. Nell’ultimo mese i commercianti afghani hanno perso 200 milioni di dollari. La bilancia commerciale con i cinque Paesi dell’Asia centrale ha raggiunto gli 1,7 miliardi.
Il contributo principale alla crescita dall’industria mineraria, ma si registrano indici postivi anche in tema di trasporti. La previsione degli analisti per fine dell’anno è un + 5,6% del Pil. Ma per gli esperti “il modello rimane vulnerabile, troppo legato alle materie prime e ai sussidi, e manca di stabilità”. La crescita degli stipendi e delle pensioni “mangiata” dall’inflazione.