05/04/2025, 12.57
MALAYSIA
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Malaysia chiama a raccolta l'ASEAN: 'fronte comune' contro i dazi USA

di Joseph Masilamany

Il primo ministro malese Anwar Ibrahim ha avviato consultazioni con i leader dell'ASEAN per rispondere alle imposte degli Stati Uniti: "Panorama economico frammentato. Rispondere con una sola voce". La Malaysia - che detiene la presidenza del blocco di nazioni del Sud-est asiatico - preme per un'equità commerciale.

Kuala Lumpur (AsiaNews) - Il primo ministro Anwar Ibrahim ha dichiarato che la Malaysia, che detiene l’attuale presidenza dell’ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico), ha avviato consultazioni con i leader regionali per affrontare quella che ritiene una pressante questione di equità commerciale. In conseguenza ai pesanti dazi USA, Kuala Lumpur si sta muovendo rapidamente per invocare una risposta collettiva.

Anwar, con delega anche all’economia, ha rivelato di aver contattato le sue controparti, Paetongtarn Shinawatra, primo ministro della Thailandia, e Prabowo Subianto, presidente indonesiano. Ha annunciato anche di avere in programma ulteriori colloqui con il presidente filippino Ferdinand Marcos Jr e con il neo-insediato primo ministro di Singapore Lawrence Wong. “Questa iniziativa mira a forgiare una posizione comune dell'ASEAN sulla risposta della Malaysia e a chiedere che prevalga l'equità negli impegni commerciali con gli Stati Uniti e non solo”, ha dichiarato.

La mossa arriva in risposta alla decisione degli Stati Uniti di imporre una tariffa universale del 10% a partire dal 5 aprile 2025, seguita da forti tariffe personalizzate su Paesi selezionati - compresi gli Stati dell'ASEAN - a partire dal 9 aprile 2025. Secondo una scheda informativa della Casa Bianca datata 2 aprile, le tariffe secondarie riguarderanno i Paesi con cui gli Stati Uniti hanno un deficit commerciale significativo. Sebbene la Malaysia debba far fronte a una tariffa reciproca del 24% inferiore a quella di alcuni Paesi vicini, Anwar ha sottolineato che non si può ignorare l'impatto più ampio sull'ASEAN, in particolare sulle economie indo-cinesi.

Le tariffe per i membri del blocco indo-cinese vanno dal 49% per la Cambogia, al 48% per il Laos, al 46% per il Vietnam e al 44% per il Myanmar. La Thailandia e l'Indonesia devono affrontare rispettivamente il 36 e il 32%, mentre il Brunei condivide il 24% con la Malaysia. Le Filippine saranno colpite con il 17% e Singapore con il 10%. “Queste disparità creano un panorama economico frammentato all'interno dell'ASEAN. È quindi essenziale che rispondiamo con una sola voce”, ha sottolineato Anwar. 

Alla domanda dei media locali a Kuala Lumpur se la Malaysia avrebbe ricambiato con delle contromisure, il Primo Ministro ha usato un tono misurato. “Non si tratta di una ritorsione fine a se stessa. La nostra priorità è proteggere gli interessi economici della nazione mantenendo l'equilibrio diplomatico. Stiamo analizzando attentamente tutte le dimensioni”, ha dichiarato.

Ieri di è tenuta una riunione speciale del Gabinetto sulla questione delle tariffe. Oltre ad Anwar, ha partecipato alla discussione il governatore della Banca Negara, Datuk Seri Abdul Rasheed Ghaffour, e il presidente del Comitato consultivo per le politiche del Primo Ministro, Tan Sri Mohd Hassan Marican.

Anwar ha anche reso noto che il Ministro degli Investimenti, del Commercio e dell'Industria (MITI), Tengku Datuk Seri Zafrul Abdul Aziz, incontrerà giovedì prossimo i suoi omologhi dell'ASEAN per formulare una strategia commerciale regionale. “Tengku Zafrul ha avviato i contatti con i suoi colleghi regionali. La prossima settimana si terrà una riunione ministeriale unificata dell'ASEAN sul commercio per coordinare il nostro approccio”, ha confermato Anwar.

Gli osservatori notano che la leadership della Malesia nel convocare l'ASEAN su questo tema rappresenta un test critico della coesione e della credibilità del blocco. Con il nazionalismo economico in aumento a livello globale, il modo in cui il Sud-Est asiatico risponderà a questa scossa commerciale potrebbe dare il tono alla postura diplomatica della regione in un ordine mondiale più protezionistico.

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