Ad AsiaNews Sayyid Rahim Abu Ragheef boccia la candidatura di al-Maliki, definendola “avventata” e “non responsabile” in un teatro di crisi interna e regionale. Preoccupano le tensioni fra Iran e Stati Uniti e lo stallo politico che blocca l’elezione del presidente. Cittadinanza e tutela delle minoranze fondamento della nazione. Nel rapporto con Teheran serve “responsabilità”.
La Cina è il principale investitore straniero in Uzbekistan, con grandi flussi di capitale in arrivo per nuovi progetti, ma la presenza sempre più estesa dei cinesi sta suscitando grandi preoccupazioni tra gli agricoltori. I dati dell’Istituto nazionale di statistica dell’Uzbekistan l’anno scorso contavano 17.900 aziende agricole con partecipazione straniera, delle quali quasi 7 mila con capitale cinese
Il Paese resta intrappolato in una guerra civile che ha devastato l’economia, moltiplicato gli sfollati e frammentato il controllo del territorio. Nonostante la prova di forza delle recenti elezioni la giunta militare controlla appena il 40% del terriorio. Oltre 20mila gli oppositori ancora detenuti, tra cui anche Aung San Suu Kyi. Le divisioni tra le milizie etniche. La popolazione civile ormai disillusa paga il prezzo più alto.
Nel 1985 fu la prima in Bangladesh ad abbracciare questa vocazione reintrodotta dopo il Concilio Vaticano II e oggi vissuta a Dhaka da undici donne. Da più di quarant'anni Dora svolge il suo servizio nella direzione spirituale, nell'accompagnamento delle famiglie e nella traduzione in bengalese dei documenti della Chiesa. La sua testimonianza nell'odierna Giornata per la vita consacrata: "Quando doniamo tutto agli altri, riceviamo tutto in cambio".
Una serie di attacchi rivendicati dall'Esercito per la liberazione del Belucistan ha causato decine di vittime tra i civili e le forze di sicurezza. Il quadro regionale è già fragile: mentre anche in Iran si sono riaccese le tensioni etniche, i talbeani dell'Afghanistan hanno sostenuto l'operazione. La violenza è da tempo legata alle tensioni per le risorse minerarie mentre l'escalation è favorita dall'ostilità della popolazione locale verso Islamabad.
Ribaltando un precedente verdetto che vietava le autorizzazioni ambientali retroattive la Corte suprema ha aperto la porta a progetti già avviati senza permessi preventivi, indebolendo la tutela giuridica dei territori e il principio di precauzione. La preoccupazione dei movimenti ambientalisti proprio nel momento in cui l'India annuncia piani ambiziosi sull'industria manifatturiera.