Leone XIV alle persone del centro "Les Raíces" di Tenerife: "L’amore di Dio non conosce confini, non fa distinzioni". "Tutti siamo migranti". La Messa nella solennità del Sacro Cuore di Gesù, al porto di Santa Cruz: un "posto privilegiato" per le persone povere nella missione della Chiesa.
Di fronte all'ondata di vendite di titoli e alla moneta scesa ai minimi storici sul dollaro, sui social network i sostenitori di Prabowo rispondono con l'hashtag #buyIndonesia e il dito puntato contro Singapore. Ma anche gli studenti sono in piazza contro l'aumento del prezzo dei carburanti e i tagli dei sussidi, aggravati dal costoso programma dei pasti gratuiti nelle scuole voluto dal presidente.
Nato come satira online dopo una controversa frase del presidente della Corte suprema, il movimento ha raccolto milioni di sostenitori e portato in piazza studenti e giovani precari. Al centro le proteste contro la disoccupazione, gli scandali negli esami pubblici e il crescente distacco dei partiti tradizionali. Gli analisti invitano alla prudenza, ma vedono nel fenomeno il segnale di un malcontento diffuso.
Tre morti in un attacco Usa a una nave carica di petrolio iraniano. A fronte dello sdegno dell’opinione pubblica, il governo di Delhi mantiene un basso profilo per non indispettire Washington. Sullo sfondo il possibile incontro fra Trump e Modi a margine del G7. La Casa Bianca annuncia l’accordo con Teheran che potrebbe essere siglato domenica a Ginevra. Riyadh riapre al commercio con Beirut.
Tra i Paesi dell'Asean la Thailandia è il più restio ad applicare sanzioni al Myanmar dove il generale del golpe di cinque anni fa è diventato il presidente. Quest'ambiguità porta con sé anche tante incertezze rispetto alla condizioni delle decine di migliaia di profughi birmani che si trovano nel Paese. Intanto Pechino ha invitato Min per una "visita di Stato" la prossima settimana.
Ridotto del 50% il servizio per le proteste nel settore. Ad alimentare il malcontento l’aumento dei costi e la mancata concessione da parte del governo di agevolazioni tariffarie. Il 25% dei mezzi aveva già smesso di operare in precedenza volontariamente per difficoltà finanziarie. La crisi dei pendolari, che definiscono la decisione degli operatori “un duro colpo”.