Dopo anni d'isolamento diplomatico e restrioni alla mobilità 395mila cittadini giordani hanno visitato la Siria nel 2025. Famiglie, giovani e viaggiatori indipendenti attraversano il confine per soggiorni brevi, visite culturali o ricongiungimenti familiari. Il progetto di riattivare entro l'anno la storica ferrovia dell'Hegiaz. Una ripresa che contrasta con la crisi del turismo ad Amman vittima delle crisi regionali.
A finanziare i lavori a Santa Maria di Malkhanwala, durati un mese, la Heal Foundation Pakistan. Coinvolti anche gruppi locali e persone che, in passato, hanno ricevuto sostegno e aiuti dalla ong cattolica. P. Rauf: l’offerta delle vedove “valore spirituale” ed “esempio per l’intera comunità”.
A quattro anni dall'invasione dell'Ucraina il veto di Ungheria e Slovacchia spacca l'Unione europea sul ventesimo pacchetto di misure economiche contro la Russia. Nuovo capitolo nella lunga storia delle sanzioni iniziata in era sovietica e che raggiunse l'apice negli anni Settanta e Ottanta. Il peso centrale dell’oleodotto Družba (“Amicizia”) inaugurato nel 1960.
Oltre 4,7 milioni di cittadini ieri hanno partecipato alle votazioni per il rinnovo dell’Assemblea nazionale del Partito Rivoluzionario del Popolo Lao. Nello stesso giorno è stata confermata la morte dell’attivista Bao Mo Khaen, noto per le sue denunce contro la corruzione e le restrizioni alla libertà di espressione. Prima delle consultazioni si era ritirata anche una delle poche parlamentari non appartenenti al Partito.
La Corte penale internazionale deve esprimersi sulle accuse di crimini contro l'umanità nei confronti dell'ex presidente filippino per le uccisioni ordinate nell'ambito della guerra alla droga. Oggi ottantenne da quasi un anno si trova agli arresti in Olanda, ma la sua figura continua a dividere a Manila. Intanto Alto Commissario Onu per i Diritti umani Turk ha chiesto alle Filippine di riaderire allo Statuto di Roma.
Nel Paese dei cedri si guarda con attenzione, e preoccupazione, alle tensioni regionali. La partita diplomatica fra Washington e Teheran, mentre si rafforzano le voci di un conflitto. Fonti libanesi: “Stanno giocando con il fuoco”. Per la Repubblica islamica ne va della “sopravvivenza” stessa del regime. Il rischio di un coinvolgimento di Hezbollah.