Per aggirare il blocco sia il Golfo sia l'Afghanistan infiammati dai conflitti, sta emergendo un nuovo corridoio terrestre che partendo dal porto di Karachi sulle rive del mare d’Arabia per giunge fino a Taškent passando dal terriotorio iraniano. Un percorso lungo e faticoso che per il Pakistan oggi è l'unica via per entrare nel mercato dell’Asia centrale, dove vivono quasi 80 milioni di persone.
Nella "Silicon Valley cinese" impennata nel numero dei casi trattati nel 2025 rispetto all'anno precedente, superando la media nazionale. Le linee guide del tribunale di Shenzhen sottolineano che l'intelligenza artificiale non deve sostituire i giudici. La mancanza di standard nazionali uniformi, potrebbe accentuare le disuguaglianze tra le varie aree della Cina.
Il Nepal ha inviato note diplomatiche a India e Cina per protestare contro la riapertura del corridoio di Lipulekh per il pellegrinaggio di Kailash Mansarovar, rivendicando la sovranità sull’area, i cui confini risalgono all'epoca coloniale. Il governo nepalese denuncia di non essere stato consultato e accusa Delhi di attività unilaterali, mentre Pechino, anche se resta defilata, finora ha di fatto appoggiato la posizione indiana.
Riprendendo il programma che fu di Shinzo Abe per un oceano "libero e aperto" la premier giapponese ha esposto un programma che mira a rafforzare la cooperazione economica con i Paesi dell'Asean, l'estensione dell'accordo commerciale Trans-Pacifico e il rafforzamento dei programmi di assistenza militare e sicurezza. Promettendo intanto al Vietnam investimenti per 5 miliardi di dollari all'anno.
L'organizzazione ecclesiali ha istituito centri di istruzione non formale nei locali della parrocchia di San Michele. Nella zona si stimano dai 400 ai 500 studenti fuori dalla scuola tra i 6 e i 14 anni. Tra le cause povertà, lavoro minorile e cambiamento climatico. P. Nobert Nazir: "Segno di speranza. L'istruzione non è un privilegio".
Servizio militare specchio delle fratture della società e campo di battaglia politica. L’universo rosa rappresenta oltre il 21% delle truppe combattenti, leader religiosi temono che l’integrazione di genere possa allontanare gli osservanti da unità combattenti. Al vaglio soluzioni “intermedie” che evitino la promiscuità. Il nodo irrisolto degli haredim e il "riposizionamento" di Neftali Bennett.