Il presidente dell'Assemblea nazionale di Hanoi ha consegnato al pontefice una lettera del presidente, oggi saldamente ai vertici del potere in Vietnam. Proprio i contrasti interni sugli equilibri politici locali avevano rallentato la marcia di avvicinamento alla visita tanto attesa dalla comunità cattolica. Presto un viaggio del card. Parolin per arrivare alle relazioni diplomatiche piene. L'ipotesi del 2027 quando il pontefice è già atteso a Seoul per la Gmg.
Conflitto con l’Iran, crisi del Golfo e attacchi devastanti in Libano oscurano il dramma della Striscia. Oltre 21mila minori uccisi, quasi 45mila feriti, almeno 58mila hanno perso uno o entrambi i genitori. Mancano acqua potabile e medicine, si diffondono le malattie infettive. Il sistema di aiuti è paralizzato. Pesano le restrizioni imposte da Israele, mentre Hamas è indebolito ma non disarmato.
Da quattro anni ormai il quarantenne Serdar Berdymukhamedov ricopre la carica di presidente ad Ashgabat, ma il padre Gurbanguly continua a mostrarsi in ogni occasione - in patria e all'estero - come il vero "leader nazionale del popolo turkmeno". Il figlio sarebbe anche più preparato del padre nell’ambito della politica e della diplomazia, ma si limita a presiedere le riunioni del governo a beneficio di telecamera.
Leone XIV al Regina Caeli richiama il "principio di umanità" per "proteggere la popolazione civile" dalla guerra. Ricordati i popoli di Ucraina, Libano e Sudan. Ieri, alla veglia in San Pietro l'appello ai responsabili: "Sedete ai tavoli del dialogo, non ai tavoli dove si pianifica il riarmo". Preghiera come "dirompente risposta alla morte".
Eletto dal Sinodo in corso a Roma dopo le dimissioni del predecessore Luis Sako annunciate lo scorso 10 marzo. Ha scelto il nome di Paolo III. Cinquantotto anni originario di Alqosh ha guidato la comunità di Mosul negli anni più difficili e accompagnato le comunità in esilio dopo la conquista dell'Isis. A lui il compito di attuare il mandato dell'unità tra i cristiani iracheni affidato da Leone XIV.
Il ministro della Giustizia, Jung Sung-ho, ha usato un linguaggio duro per descrivere le adozioni dalla Corea del Sud degli anni '70 e '80, segnate da gravi irregolarità. Il governo ha annunciato un più facile accesso ai risarcimenti, affermando che rinuncerà ai ricorsi nei procedimenti avviati dalle vittime, anche se restano ritardi nell’attuazione delle misure di compensazione.