L'annuncio del patriarca Pizzaballa in un messaggio alle comunità di rito latino. Rinviata anche la Messa crismale per l'impossibilità di riunire fisicamente il clero, indetta per il 28 marzo una preghiera comunitaria a distanza con un rosario per la pace. "La Pasqua ci ricorda che nessuna oscurità, nemmeno quella della guerra, può avere l’ultima parola". Intanto il terrore continua tra raid e missili incrociati, ma anche con le violenze dei coloni in Cisgiordania.
Il presidente Lai Ching-te ha annunciato un piano per il riavvio degli impianti di Guosheng e Ma-anshan a causa della crescita della domanda di energia e della guerra in Medio Oriente, segnando una svolta dopo l’uscita dal nucleare. Lo scorso anno un referendum aveva già chiesto il ravvio di una centrale ma non aveva raggiunto il quorum.
Chiuso il monastero rifondato nel 2004 dalle monache coreane sulle ceneri della precedente comunità contemplativa cancellata dalla persecuzione di Pol Pot. La decisione è legata alla mancanza di nuove vocazioni. Il grazie del vicario apostolico mons. Schmitthaeusler: "I frutti della vostra presenza continueranno nella nostra comunità".
Una soluzione attesa da tempo per scongiurare l’annoso conflitto fra uomini e animali (Hec). Nell’area oltre 300 persone sono morte e decine rese disabili in occasione di incidenti con i pachidermi. Per gli abitanti è un “progetto chiave” che doveva essere completato “decenni fa”. Per gli esperti serve almeno un anno di monitoraggio per valutarne l’efficacia.
La decisione del governo guidato da Narendra Modi di revocare un codice entrato in vigore a novembre per rafforzare la sicurezza delle infrastrutture nelle aree più a rischio, ha sollevato forti critiche dalla comunità scientifica, mentre i costruttori hanno accolto con favore la riduzione dei costi e dei vincoli normativi. Diversi nuovi progetti infrastrutturali dovrebbero sorgere in zone ad altissimo rischio come l’Himalaya e le isole Andamane-Nicobar.
Scomparso all'età di 98 anni il patriarca emerito di Kiev. Era stato a lungo definito "il più sovietico tra i metropoliti", ma nel 1990 si vide scavalcato da Aleksij a Mosca dopo la morte di Pimen. Nel 1992 ruppe per primo la comunione coi russi portandosi dietro buona parte del clero. Finché nelle convulse trattive durante la presidenza Porošenko fu poi Kirill a rifiutare un accordo pensando (a torto) di poterlo rendere ininfluente in Ucraina.