Le indagini riaperte sugli attentati a chiese e alberghi che provocarono la morte di oltre 270 persone arrivano a toccare con un provvedimento diretto anche l'ex presidente che tornò al potere pochi mesi dopo le bombe. Da tre mesi è in carcere l'ex capo dell'intelligence con l'accusa di aver "usato" gli islamisti per alterare gli equilibri politici del Paese.
In carcere Dadan Hindayana, per due anni a capo dell’agenzia, assieme a Sony Sonjaya e Lodewyk Pusung. La procura parla di prove “solide” che confermano il quadro accusatorio, mentre le indagini continuano. La nuova responsabile dell’agenzia annuncia un cambio radicale: non più prioritario l'biettivo di raggiungere 83 milioni di persone
Il voto del 7 giugno a Erevan dovrà mettere il punto sulla convulsa situazione politica interna, aprendo una nuova fase rivolta verso l’Europa oppure riportando il Paese sotto il controllo della Russia, cercando di evitare la guerra civile tra le diverse anime del popolo armeno. Intanto l'attuale premier Pašinyan ha fatto sapere che intende incontrare Putin subito dopo il voto.
La Repubblica popolare cinese ha pubblicato un nuovo regolamento che mette nel mirino gli investitori locali che utilizzano broker stranieri per operare fuori dal Paese. In nome della "sicurezza nazionale" il governo potrà imporre modifiche, ordinare la vendita di partecipazioni o addirittura annullare investimenti già completati. Le nuove norme arrivano dopo il caso della contestata vendita della startup Manus a Meta. Limiti anche alla collaborazione con le autorità giudiziarie straniere.
Un libro curato da Nicolò Tassoni Estense, ambasciatore italiano in Myanmar, e da Piero Masolo, missionario del Pime, ripercorre gli scambi culturali tra i due Paesi, da Marco Polo ai tecnici piemontesi fino ai primi missionari. Una relazione di cooperazione che si rinnova anche nelle periferie più disagiate di Yangon dove il personale diplomatico e la ong New Humanity, per la festa della Repubblica italiana, hanno distribuito oltre 2.100 pasti alle famiglie locali.
Nell’ultima cittadina cristiana della Cisgiordania si fanno sempre più intense le provocazioni dei gruppi pro-occupazione israeliana. P. Bashar: atmosfera “di paura e intimidazione”. Appello della popolazione alle autorità e alle ong perché intervengano “con urgenza”. Un rapporto della parrocchia documenta gli assalti avvenuti nel mese di maggio.