09/02/2005, 00.00
INDIA
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Pescatori indiani al governo: case sicure e vicine al mare

In una lettera al governatore del Tamil Nadu i pescatori chiedono di poter costruire le proprie case non oltre 200 m. dal mare; solo così non saranno sconvolti modelli di vita e di sviluppo economico. 

Chennai (AsiaNews) – I pescatori del Tamil Nadu fanno sentire la loro voce alle autorità e comunicano precise richieste all'interno del piano di riabilitazione post tsunami. In una lettera indirizzata a J. Jayalalithaa, governatore dello stato indiano del sud, la comunità dei pescatori chiede di rimanere vicino al mare per poter continuare a lavorare e di avere nuove case secondo gli standard di sicurezza.

Con la missiva i firmatari esprimono gratitudine per gli aiuti governativi, ma anche scontento e perplessità. "C'è molta confusione tra pescatori e organizzazioni coinvolte nei soccorsi – scrivono – sembra che in Tamil Nadu non si potranno costruire abitazioni entro 500 m. dal mare". Per motivi di sicurezza il governo locale vorrebbe infatti fissare a 500 m. dalla costa il limite oltre cui poter edificare.

I pescatori, la categoria più danneggiata dallo tsunami del 26 dicembre, chiedono più chiarezza da parte del governo e rendono note le loro condizioni: "diritto inalienabile di usare la spiaggia" (l'area dagli 0 ai 200 m. dal mare) per svolgere attività legate alla pesca (parcheggiare le barche, asciugare le reti e i pesci, riporre gli attrezzi di lavoro, ecc…); "diritto di costruire abitazioni a non più di 200 m. dal mare", per poter lavorare nel modo appropriato. Se le autorità decideranno per il limite a 500 m., i pescatori dovranno ristrutturare non solo il loro modo di vita (perchè abituati a stare vicino al mare), ma anche quello dell'economia locale. Non poter lavorare sulla spiaggia implicherebbe, ad esempio, il dover comprare attrezzature per conservare e trasportare il pesce, mentre ora si utilizza la stessa acqua di mare.

La comunità ha posto come "indispensabile" la sicurezza delle nuove case, garantita solo da una disponibilità economica adeguata. Per questo è necessario che "le famiglie colpite usufruiscano dei fondi governativi e delle donazioni per la ricostruzione". Il governo deve stabilire, inoltre, le "direttive tecniche per l'edificazione di abitazioni antisismiche e controllarne l'applicazione".

Il Tamil Nadu è lo stato dell'India più colpito dal maremoto che 6 settimane fa ha ucciso circa 295 mila persone in 11 paesi dall'Africa al sudest asiatico. Riportiamo il bilancio di morti e dispersi in ogni nazione: Indonesia  241.687; Sri Lanka 30.957; India 16.389; Thailandia 5.393; Maldive 82; Malaysia 68; Myanmar 61; Bangladesh 2; Somalia 298; Tanzania 10; Kenya 1. (MA)

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