10/07/2008, 00.00
CINA – OLIMPIADI
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Pechino celebra il centro stampa olimpico e inasprisce la censura

A un mese esatto dai giochi, martedì 8 luglio è stato inaugurato il più grande centro stampa mai realizzato per i Giochi. Le cifre da record nascondono però i timori del governo: negato l’ingresso a un reporter di Hong Kong, mentre è polemica sulla copertura “in tempo reale” degli eventi.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – A un mese esatto dalle Olimpiadi, martedì 8 luglio, il comitato organizzatore dei giochi (Bocog) ha inaugurato il centro stampa, il più grande mai realizzato sinora; al contempo il governo di Pechino ha disposto un ulteriore giro di vite sui media, inasprendo i controlli per i giornalisti accreditati.

I 25mila giornalisti che seguiranno i giochi potranno usufruire di tre spazi: il centro stampa principale (Main Press Centre) e il centro televisivo internazionale (International Broadcast Centre, dal design avvenieristico) per quanti hanno ottenuto l’accredito, mentre l’International Media Centre sarà accessibile anche ai colleghi non accreditati. Hein Verbruggen, del comitato organizzatore dei giochi olimpici sottolinea che il centro stampa principale costituisce uno dei “luoghi più significativi e prestigiosi dell’intera zona olimpica”: disposto su tre livelli multipiano, esso copre un’area di 62mila metri quadrati e può ospitare oltre 5mila giornalisti della carta stampata. Altri 16mila opereranno dal centro televisivo, mentre 3mila usufruiranno degli spazi concessi ai giornalisti non accreditati. Fra i servizi a disposizione dei giornalisti un ristorante aperto 24 ore al giorno e che può contenere oltre mille persone, una palestra, un centro benessere comprensivo di barbiere.

Mentre Pechino ostenta la magnificenza dei giochi, continuano le intimidazioni verso la stampa non allineata ai trionfalismi sbandierati da governo e comitato olimpico: la scorsa settimana Norman Choy, giornalista del quotidiano di Hong Kong Apple Daily, non ha ottenuto l’accredito stampa e gli è stato negato l’ingresso in Cina. Gli organizzatori si giustificano dicendo che la sua tessera giornalistica non era ancora valida, perché “solo dall’8 luglio è possibile entrare nel Paese in vista delle Olimpiadi”. Le autorità, oltre ad aver fermato il giornalista per una quindicina di minuti e averlo sottoposto a interrogatorio, gli hanno anche sequestrato la carta di rientro “per questioni di sicurezza nazionale”. L' Apple Daily è famoso per la sua posizione critica verso Pechino.

Continua infine la querelle sulla trasmissione in “tempo reale” dei giochi: lo scorso marzo la cerimonia di accensione della fiaccola olimpica ad Atene è stata trasmessa con una decina di secondi di ritardo, permettendo alla tv di censurare le proteste di un gruppo di attivisti di Reporter Senza Frontiere. “Durante i giochi  - assicura Sun Weijia, responsabile media del Bocog – vi sarà libertà di filmare ogni angolo della città”, mentre il collega Jiang Heping, direttore del centro televisivo che coprirà la ripresa e la diffusione delle immagini, ribadisce che non vi sarà “uno scarto di 30 secondi fra gli eventi e la diffusione nei circuiti televisivi”. Ma secondo alcune fonti, il dipartimento governativo per il settore della pubblicità avrebbe ordinato alle tv delle varie province di “ritardare il segnale di una decina di secondi per consentire eventuali tagli o stacchi”. Tra i contenuti da censurare le proteste a sfondo politico o le rivendicazioni di tipo razziale da parte di atleti o degli spettatori presenti alle manifestazioni.

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