08/12/2009, 00.00
VATICANO
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Papa: Affidiamo alla Vergine Immacolata ognuno di noi, la Chiesa e il mondo intero

Benedetto XVI farà un atto di affidamento nel pomeriggio davanti al monumento della Vergine in Piazza di Spagna. “Nelle prove della vita, nelle tempeste che fanno vacillare”, la Chiesa è confortata da Maria, Madre della Chiesa. Mediante “la stirpe della donna”, Dio vince il serpente. Un saluto alla Pontificia Accademia dell’Immacolata e all’Azione cattolica italiana.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Nel giorno in cui la Chiesa celebra la solennità dell’Immacolata Concezione, Benedetto XVI ha chiesto ai pellegrini radunati in piazza san Pietro per l’Angelus di affidare “alla Vergine Immacolata ognuno di noi, le nostre famiglie e le comunità, tutta la Chiesa e il mondo intero”.

Il papa ha pure ricordato che egli stesso farà questo affidamento di sé e del mondo a Maria, nel pomeriggio, recandosi come tradizione ad onorare la statua della Vergine Immacolata alla colonna che si erge in Piazza di Spagna.

Questa festa era presente da diversi secoli nella liturgia, ma il suo dogma è stato proclamato solo nel 1854 da Pio IX. Prima della preghiera mariana, il pontefice ne ha spiegato il valore e la “gioia immensa" nell'avere "per madre Maria Immacolata”. “Ogni volta che sperimentiamo la nostra fragilità e la suggestione del male – ha detto -  possiamo rivolgerci a Lei, e il nostro cuore riceve luce e conforto. Anche nelle prove della vita, nelle tempeste che fanno vacillare la fede e la speranza, pensiamo che siamo figli suoi e che le radici della nostra esistenza affondano nell’infinita grazia di Dio. La Chiesa stessa, anche se esposta agli influssi negativi del mondo, trova sempre in Lei la stella per orientarsi e seguire la rotta indicatale da Cristo. Maria è infatti la Madre della Chiesa, come hanno solennemente proclamato il Papa Paolo VI e il Concilio Vaticano II”.

Benedetto XVI ha fatto riferimento anche alle letture della liturgia odierna (Genesi 3,9-15.20 e Luca 1,26-38). Riferendosi al libro della Genesi, egli ha detto: “Dopo il peccato originale, Dio si rivolge al serpente, che rappresenta Satana, lo maledice e aggiunge una promessa: ‘Io porrò inimicizia tra te e la donna, / tra la tua stirpe e la sua stirpe: / questa ti schiaccerà la testa / e tu le insidierai il calcagno’ (Gen 3,15). E’ l’annuncio di una rivincita: Satana ai primordi della creazione sembra avere la meglio, ma verrà un figlio di donna che gli schiaccerà la testa. Così, mediante la stirpe della donna, Dio stesso vincerà. Quella donna è la Vergine Maria, dalla quale è nato Gesù Cristo che, con il suo sacrificio, ha sconfitto una volta per sempre l’antico tentatore. Per questo, in tanti dipinti o statue dell’Immacolata, Ella è rappresentata nell’atto di schiacciare un serpente sotto il suo piede”.

“L’Evangelista Luca – ha poi aggiunto - ci mostra la Vergine Maria che riceve l’annuncio del Messaggero celeste (cfr Lc 1,26-38). Ella appare come l’umile e autentica figlia d’Israele, vera Sion in cui Dio vuole porre la sua dimora. E’ il virgulto dal quale deve nascere il Messia, il Re giusto e misericordioso. Nella semplicità della casa di Nazaret vive il ‘resto’ puro d’Israele, dal quale Dio vuole far rinascere il suo popolo, come un nuovo albero che stenderà i suoi rami nel mondo intero, offrendo a tutti gli uomini frutti buoni di salvezza. A differenza di Adamo ed Eva, Maria rimane obbediente alla volontà del Signore, con tutta se stessa pronuncia il suo ‘sì’ e si mette pienamente a disposizione del disegno divino. E’ la nuova Eva, vera ‘madre di tutti i viventi’, di quanti cioè per la fede in Cristo ricevono la vita eterna”.

Dopo la preghiera mariana, nei saluti in diverse lingue, Benedetto XVI ha salutato in particolare i membri della Pontificia Accademia dell’Immacolata, guidata dal Cardinale Andrea Maria Deskur. Ha poi rivolto un “particolare pensiero” all’Azione Cattolica Italiana “che oggi, in tante parrocchie, rinnova il suo impegno nella Chiesa”. E ha aggiunto: “Incoraggio in particolare gli educatori dell’Azione Cattolica Ragazzi, presenti qui in Piazza alla conclusione del loro convegno annuale, ad essere generosi ed instancabili nell’educare i ragazzi alla fede e alla testimonianza”.

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