04/01/2011, 00.00
CINA
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Minacciati e imprigionati gli avvocati cinesi che difendono i diritti umani

Gli avvocati che difendono casi “sensibili” per il governo incontrano continui ostacoli e spesso sono colpiti di persona. La testimonianza di Zhang, che difese l’ex segretario Bao Tong ed è stato 15 anni ai lavori forzati. Un lungo elenco di abusi.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Le autorità cinesi hanno aumentato i controlli e persino le minacce verso gli avvocati che difendono i diritti umani e i dissidenti, dopo che Liu Xiaobo è stato insignito del premio Nobel per la pace 2010. L’avvocato Zhang Sizhi, (nella foto) 84 anni, veterano delle aule giudiziarie, spiega che “ormai questi avvocati sono considerati un elemento di instabilità, che si trova dalla parte opposta del governo”.

Da sempre in Cina gli avvocati difensori hanno subito accuse di sovversione, di essere fomentatori di disordini o di rivelare segreti di Stato. Zhang – che ha difeso Bao Tong, ex segretario del Partito comunista (Pc) caduto in disgrazia per essersi opposto al massacro di piazza Tiananmen nel 1989 – e molti avvocati dicono al South China Morning Post che la situazione è peggiorata dalle Olimpiadi di Pechino del 2008, quanto la “stabilità” divenne obiettivo primario del governo per impedire qualsiasi protesta e dissenso pubblici.

Nel 2008 sono stati anche nominati Wang Shengjun come capo della Corte suprema del popolo e Wu Aiying come capo del ministero della Giustizia, con i quali i controlli sui legali sono diventati più intensi e sistematici, in applicazione della dottrina dei “Tre supremi” principi per gli avvocati: “servire gli interessi del Pc, del popolo e la legge”.

Dal 2009 sono aumentati i casi di avvocati malmenati da “persone ignote”, o rapiti e trattenuti in “luoghi sconosciuti”, quando assistevano clienti con casi importanti per le autorità. L’intercettazione telefonica e il pedinamento sono comuni, al punto che molti avvocati quando difendono casi problematici cambiano spesso abitazione, ospitati da amici.

E’ famoso il caso di Gao Zhisheng, condannato nel 2006 a 3 anni di carcere con pena sospesa per “sovversione”, per avere difeso i seguaci del Falun Gong e altri casi di diritti umani. Ad aprile ha chiesto scusa ai suoi clienti e sostenitori e ha rinunciato a simili difese, spiegando che ormai nemmeno la sua famiglia era più al sicuro da rappresaglie.

Altre volte le autorità revocano o non rinnovano agli avvocati le licenze per svolgere la professione. Oppure ostacolano l’attività del loro studio legale. Ad aprile è stata revocata in modo permanente la licenza legale di Tang Jitian, dopo che aveva difeso un seguace Falun Gong. In seguito ha trovato la porta del suo studio “incollata” e il padrone di casa lo ha costretto ad andare via: è la terza volta che deve cambiare studio. A dicembre è stato  uno degli avvocati prelevati dalla polizia e portati via da Pechino con la forza, pochi giorni prima della consegna a Oslo del premio Nobel per la pace.

Difficoltà a incontrare i clienti, ottenere documenti e persino prendere la parola in tribunale sono del tutto “normali” e ordinarie.

L’elenco è lungo. Pu Zhiqiang ha difeso Tan Zuoren, attivista per i diritti degli scolari morti nel terremoto del Sichuan nel 2008. Tan è stato condannato a 5 anni per “sovversione” in  un processo di appello durato 12 minuti, nel quale a Pu è stato impedito di parlare. A ottobre Pu è stato messo per 3 giorni agli arresti domiciliari, dopo la proclamazione del Nobel a Liu.

Li Fangping e Peng Jian hanno difeso Zhao Lianhai, condannato per sovversione perché ha difeso i diritti dei bambini malati per il latte contenetene melamina. Sono stati spesso interrogati, minacciati, ammoniti a di non parlare ai media, sottoposti a sorveglianza della polizia. Poi il loro cliente li ha “revocati”, con una dichiarazione consegnata dalla polizie senza poterlo incontrare.

Li Zhuang, di Pechino, è stato detenuto 18 mesi per avere “fabbricato prove false”: aveva sostenuto che la confessione di un suo cliente (sospettato di essere un boss criminale) era stata ottenuta dalla polizia tramite tortura.

Zhu Mingyong difendeva l’avvocato Fan Qihang, codifensore insieme a Li. A luglio ha messo su internet un video, registrato in segreto, del suo colloquio in carcere con Fan, che aveva segni di torture recenti, sperando di ottenere la revoca della condanna a morte. Il video fu subito tolto da internet, Zhu è sparito e per Fan c’è stata l’esecuzione della condanna.

Zhang Sizhi – che è stato 15 anni ai lavori forzati della rieducazione-tramite-lavoro e che si dice pronto a tornare in carcere - si chiede: “se anche gli avvocati hanno simili trattamenti, cosa succede alla gente comune?”  

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