15/03/2006, 00.00
Iran
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Iran, speranze per la scarcerazione del pastore convertito dall'Islam

Hamid Pourmand, in carcere da 18 mesi per la sua fede, potrebbe usufruire dell'amnistia annuale concessa ai detenuti tra l'11 febbraio e il 21 marzo.

Teheran (AsiaNews) – Ultime speranze per la scarcerazione di Hamid Pourmand, il pastore protestante iraniano in carcere per la sua fede. Entro marzo il suo legale spera che il cristiano venga liberato in base all'amnistia annuale concessa ai detenuti tra l'11 febbraio, anniversario della rivoluzione islamica del 1989, e il 21 marzo data che segna il Nuovo anno iraniano. L'avvocato ha presentato tempo fa una petizione perché Hamid usufruisca di questa amnistia e i buoni rapporti instaurati tra il pastore e le autorità carcerarie fanno ben sperare.

"Non sappiamo come risponderanno le autorità all'appello" riferisce all'agenzia Compass Direct un cristiano locale in contatto con la difesa del pastore. "Sappiamo però – ha aggiunto – che ufficiali e secondini in carcere hanno instaurato buoni rapporti con Pourmand negli ultimi mesi". Il cristiano è detenuto nel carcere Evin di Teheran.

Sposato con due figli, il pastore è in carcere da 18 mesi; a novembre scorso gli è stato concesso di visitare la famiglia tre giorni al mese. A Natale ha potuto compiere una visita speciale, anche grazie alla pressione internazionale sollevata dal suo caso. "Sono tutti molto educati con lui", racconta la fonte anonima. I responsabili della prigione avrebbero anche smesso di fargli pressione per abiurare il cristianesimo e tornare all'islam.

Se le autorità iraniane accetteranno l'appello per la scarcerazione, il legale di Pourmand crede che la librazione avverrà intorno al 21 marzo. Se ciò non accadesse, Hamid dovrà scontare tutti e tre gli anni di detenzione previsti dalla condanna.

Pourmand si è convertito al cristianesimo nel 1980. È stato arrestato l'8 settembre 2004 in un raid della polizia iraniana contro un raduno dell'Assemblea di Dio, una denominazione protestante della quale egli fa parte in qualità di pastore. All'epoca era colonnello dell'esercito iraniano.

A maggio del 2005 una corte islamica ha sollevato il pastore dall'accusa di apostasia e proselitismo, per le quali rischiava la morte. È però rimasta in piedi la condanna della corte marziale a tre anni di detenzione per aver nascosto la sua conversione ai superiori. La legge islamica vigente in Iran non permette che un non musulmano faccia parte dell'esercito con il grado di ufficiale. In seguito alla condanna Pourmand è stato licenziato e privato del suo stipendio, della pensione e dell'alloggio per la sua famiglia. Egli ha sempre sostenuto che i suoi superiori fossero a conoscenza della sua fede.

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