06/07/2013, 00.00
IRAQ
Invia ad un amico

Baghdad, patriarcato caldeo restaura manoscritti antichi, per ricostruire il futuro dei cristiani

L'iniziativa voluta da Mar Sako intende recuperare e restituire al pubblico volumi di Sacra Scrittura, liturgia, letteratura e poesia. Eredità "inestimabile", che giaceva in condizioni di abbandono. Il lavoro affidato a un team di esperti guidati da un padre domenicano. In un'epoca di divisioni, guardare al passato per un futuro migliore.

Baghdad (AsiaNews) - Sacra Scrittura e interpretazione dei testi, pagine di liturgia, di letteratura antica e di poesia. Sono solo alcuni, fra i molti temi che caratterizzano i manoscritti rivenuti dal Patriarcato caldeo in condizioni di abbandono e che saranno sottoposti a un'attenta opera di restauro e archiviazione. Si tratta di un'eredità "inestimabile", come sottolinea sua Beatitudine Mar Louis Raphael I Sako, Patriarca caldeo, che ha promosso e sostenuto con forza questa opera di "recupero del patrimonio culturale" della Chiesa irakena.

In passato erano abbandonati in una cripta, all'interno di sacchetti di plastica, nella vecchia sede del patriarcato a Sinak (al centro di Baghdad) e poi trasferiti nella sede attuale, a Mansoor, a nord della capitale. Infiltrazioni di acqua, falene e termiti ne avevano compromesso in buona parte l'integrità; oltretutto non erano accessibili al pubblico, né agli esperti e studiosi.

Da qui l'idea del Patriarca Sako di affidare a p. Najeeb, un domenicano, e al suo team specializzato, il compito di restaurarli - o di fotocopiare quelli ormai irrecuperabili - e restituirli alla comunità cristiana e agli esperti, per studiarne il contenuto. "Sono molti e diversi i temi di cui trattano i manoscritti" spiega ad AsiaNews mons. Jaques Isaac, ausiliare di Mar Sako, che ha iniziato lo studio dei testi con il compianto p. Butrus Hadad, notaio del Patriarcato caldeo. E variano "dalla Sacra Scrittura alla liturgia".

I manoscritti costituiscono una "parte importantissima" della storia della Chiesa caldea, perché "non c'è presente, né futuro senza un passato". Ecco perché il Patriarca e l'intera comunità considerano il patrimonio letterario "un'eredità ecclesiale da cui dipende il nostro quotidiano". Scoprire e conoscere le liturgie del passato, spiegano, sarà "fondamentale" per introdurre "innovazioni e cambiamenti in futuro".

Il passato è una fonte inestimabile di lezioni ed esempi che insegnano la "fede autentica" e la "convivenza pacifica fra comunità diverse". Un insegnamento importante per l'Iraq di oggi, martoriato da violenze e divisioni fra musulmani e cristiani, arabi, turcomanni e curdi, sunniti e sciiti. "Oggi, ancor più che in passato - commentano al Patriarcato caldeo - è necessario guardare al passato per costruire un futuro migliore".

Mar Sako ha chiesto che venga approntato un team specializzato, guidato da un padre domenicano, che dovrà salvaguardare quanto più possibile del materiale rinvenuto. Una volta concluso il lavoro, i testi potranno essere consultati da sacerdoti, studiosi, esperti e ricercatori; anche se, questo è l'appello e l'auspicio del patriarcato, "tutti sono responsabili e chiamati a contribuire alla salvaguardia del patrimonio. Ed è anche per questo che si cercherà, nel futuro prossimo, di istituire centri culturali "che insegnino la nostra lingua e la nostra storia".(DS)

(Ha collaborato p. Albert Zarazeer, responsabile delle comunicazioni del Patriarcato Caldeo)

 

 

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Mosul, musulmani hanno sfidato l’Isis per salvare due antichi manoscritti cristiani
09/10/2018 11:54
A Kiev il Concilio di unificazione della Chiesa ortodossa autocefala (Video)
14/12/2018 08:07
Intellettuale caldeo: “Il Museo Nazionale è un patrimonio per tutto l’Iraq”
24/02/2009
Il Patriarcato di Mosca penalizza i vescovi greci filo-ucraini
22/10/2019 09:15
La Chiesa ortodossa greca riconosce la Chiesa ucraina
14/10/2019 08:00