Le milizie Sdf hanno lasciato la città dopo il cessate il fuoco che congela giornate di violenti combattimenti. Decine i morti, oltre 100 i feriti e 140mila sfollati. P. Karakach: “Chiediamo preghiere, solidarietà, sostegno” perché “la voce di Aleppo non venga dimenticata”. Maristi Blu: “Siamo traumatizzati e angosciati”.
Terzo giorno di violenze nella metropoli del nord fra esercito e milizie Ypg. I sobborghi di Ashrafiyeh e Sheikh Maqsood dichiarati “aree militari chiuse”. Le autorità hanno imposto il coprifuoco, un abitante definisce la situazione “terribile e spaventosa”. Il governo turco offre sostegno ad al’Sharaa.
Informate da Damasco e da organi di stampa arabi e internazionali, le autorità libanesi raddoppiano gli sforzi in tema di vigilanza. Tuttavia, i “buchi” alla frontiera fra i due Paesi ostacolano la missione. Per l’Onu dalla caduta di Assad 69mila siriani, principalmente alawiti, sono fuggiti nel Paese dei cedri, anche se i dati sono parziali e difficili da verificare.
A una anno dalla caduta del regime di Bashar al-Assad Mosca non ha più nessun ruolo attivo all’interno della Siria. Ma al-Sharaa è andato in Russia a incontrare Putin e le relazioni tra i due Paesi sono improntate al pragmatismo, dipendendo comunque Damasco dal petrolio e dal grano russo. Il nodo delle basi aeree e del porto di Tartus.
Il Congresso Usa ha votato la cancellazione definitiva delle sanzioni, compreso il famigerato Caesar Act (ma manca ancora la firma di Trump). Nella 51ma lettera da Aleppo il gruppo cristiano racconta il quadro di un Paese, ad un anno dalla caduta di Assad, caratterizzato da criticità. Preoccupa una (possibile) Costituzione islamista e la condizione di donne e minoranze.