Secondo l’ultimo rapporto dell’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma, nel 2025 la spesa militare globale ha raggiunto i 2.887 miliardi di dollari, segnando l’undicesimo anno consecutivo di crescita. In Asia la crescita è trainata da Cina, Giappone, India e Taiwan, a causa di rivalità strategiche e incertezza sul ruolo degli Stati Uniti. In Medio Oriente cala la spesa di Israele, ma crescono Turchia e Arabia Saudita.
Vandalizzate alcune parti del luogo di culto, paura fra i residenti del distretto di Fateh Chowk. I membri della comunità hanno promosso una manifestazione, bloccando il traffico e intonando slogan a favore della libertà religiosa. Ancora incerti i contorni dell’attacco e gli autori. L’intervento della polizia, e la promessa di punire i responsabili, ha riportato la calma.
Arresti senza mandato e deportazioni che colpiscono anche chi ha regolari documenti, denuncia Human Rights Watch. Donne e bambini vivono nascosti per evitare il rimpatrio, mentre giornalisti, attivisti ed ex collaboratori del precedente governo temono le persecuzioni dei talebani. Precaria anche la situazione di oltre mille afgani in Qatar, che gli Stati Uniti vorrebbero mandare in Congo.
Quest’anno il pellegrinaggio maggiore alla Mecca in programma dal 24 al 29 maggio. Il desiderio di partecipare supera la paura del conflitto, anche se restano i timori per l’aumento dei prezzi, cancellazioni all’ultimo e ritardi nei rientri. Riyadh ricorre all’intelligenza artificiale per gestire sicurezza e controllo dei fedeli. Prevista la partecipazione di due milioni di persone.
Ad AsiaNews la straziante storia di sopravvivenza e lotta per la libertà di un giovane paadre di due figli. Per mesi il proprietario della fabbrica lo ha tenuto in condizioni di schiavitù per sfruttarne il lavoro senza versare lo stipendio. Libero grazie all’intervento di una ong e alla sentenza di un giudice. Azhar Saeed: non è una tragedia isolata, ma parte di un’ingiustizia molto più ampia.
Con il primo ministro Shehbaz Sharif nel Golfo e il feldmaresciallo Asim Munir che si muove tra gli Stati Uniti e l'Iran, il Pakistan sta tentando di ritagliarsi un ruolo nel dialogo regionale. L'analista indiana Namita Barthwal ad AsiaNews: "L’attivismo di Islamabad riflette anche vulnerabilità economiche e un crescente peso dei militari nella politica estera del Paese. Mentre l'india osserva gli sviluppi con cautela".