La leader democratica resta senza accesso diretto a familiari o avvocati, in una residenza costruita appositamente. L'opposizione e le organizzazioni per i diritti umani parlano di un'ennesima operazione di facciata da parte del generale Min Aung Hlaing per ottenere legittimità internazionale. Nella nuova residenza nei giorni scorsi avrebbe incontrato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi durante la sua visita in Myanmar.
Nuovi dati diffusi dalla Thailandia mostrano che in alcuni affluenti le concentrazioni di arsenico dovuta alle atività degli impianti minerari attivi superano i limiti previsti dalle linee guida. Da alcune iniziative promosse dalla società civile la richiesta di una più estesa cooperazione tra i Paesi del bacino, ma anche di rendere più concrete le modalità di intervento per fermare l'avvelenamento.
L'annuncio giunto ieri sera dopo che inizialmente si era parlato solo di un ulteriore sconto di pena. La svolta arriverebbe dopo la visita a Yangon del ministro degli Esteri cinese Wang Yi. Nessuna indicazione su dove si trovi. I suoi legali - che non possono incontrarla da anni - hanno chiesto di poterle parlare direttamente. Il figlio Kim Aris: "L'immagine diffusa risale al 2022, finché non potremo comunicare con lei non credo a nulla".
L’incontro fra il leader e Lukashenko apre un nuovo corso. Il regime ha smesso di subire l’isolamento e lo gestisce come risorsa strategica. Pyongyang sceglie gli interlocutori, costruisce relazioni e usa la diversificazione dei partner come strumento per mantenere la propria autonomia da Pechino quanto e Mosca. La crescente attenzione verso il Sud-est asiatico e la chiusura a Seoul.
Aumenta la pressione internazionale sulla giunta militare birmana affinché fornisca prove verificabili sulle condizioni di salute della leader democratica, detenuta in isolamento dal 2021, attraverso la campagna "Proof of Life". Da anni non si hanno notizie attendibili sul suo conto. Il figlio Kim Aris ad AsiaNews: "Il popolo birmano ama mia madre quanto me".
Secondo l'UNHCR l'anno appena trascorso è stato il più letale per i rifugiati rohingya, che continuano a intraprendere il viaggio dal Bangladesh e dal Myanmar per arrivare in Malaysia e in Indonesia a causa della recrudescenza del conflitto nello Stato birmano del Rakhine, delle persecuzioni e del peggioramento delle condizioni nei campi profughi in Bangladesh.