L’incontro fra il leader e Lukashenko apre un nuovo corso. Il regime ha smesso di subire l’isolamento e lo gestisce come risorsa strategica. Pyongyang sceglie gli interlocutori, costruisce relazioni e usa la diversificazione dei partner come strumento per mantenere la propria autonomia da Pechino quanto e Mosca. La crescente attenzione verso il Sud-est asiatico e la chiusura a Seoul.
Aumenta la pressione internazionale sulla giunta militare birmana affinché fornisca prove verificabili sulle condizioni di salute della leader democratica, detenuta in isolamento dal 2021, attraverso la campagna "Proof of Life". Da anni non si hanno notizie attendibili sul suo conto. Il figlio Kim Aris ad AsiaNews: "Il popolo birmano ama mia madre quanto me".
Secondo l'UNHCR l'anno appena trascorso è stato il più letale per i rifugiati rohingya, che continuano a intraprendere il viaggio dal Bangladesh e dal Myanmar per arrivare in Malaysia e in Indonesia a causa della recrudescenza del conflitto nello Stato birmano del Rakhine, delle persecuzioni e del peggioramento delle condizioni nei campi profughi in Bangladesh.
In occasione del capodanno, Min Aung Hlaing concede la grazia a oltre 4500 detenuti tra cui l’ex presidente Win Myint e la documentarista Shin Daewe. Solo un piccolo sconto di pena per Aung San Suu Kyi. Una messinscena politica per legittimare la giunta dopo le elezioni farsa. Mentre a Yangon si festeggia, l’esercito continua a colpire i civili con raid aerei.
Approvato oggi un esecutivo comunque dominato dai militari dopo le elezioni giudicate una farsa dalla comunità internazionale. Ma mentre il generale Min Aung Hlaing rafforza il suo potere cambiando solo vestito, l'opposizione in esilio e i gruppi etnici che combattono sul campo si uniscono in una struttura politica comune.
Le luci della Veglia pasquale hanno illuminato una comunità segnata dalla sofferenza: dopo tre anni alcuni fedeli sono tornati alla chiesa di Cristo Re, che era stata occupata dall'esercito birmano costringendo la popolazione locale alla fuga. Il vescovo Celso Ba Shwe è rimasto con gli sfollati nella foresta: "Chiediamo a Dio un tempo di pace e riconciliazione".