In una lettera alle autorità e al popolo, il vicario apostolico parla di giorni “segnati dal dolore e dall’incertezza della guerra”. L'invito ad un impegno “comune e instancabile per la pace”. Proseguono gli attacchi iraniani, nella notte colpiti due edifici e un hotel. Sullo sfondo le tensioni confessionali fra sciiti e sunniti che anche in passato hanno infiammato il Paese.
Fra le molte comunità di espatriati si contano già diverse vittime. Il primo decesso nello Stato ebraico per un missile iraniano è stato quello di una badante filippina. Il conflitto investe anche i mari, con un marittimo morto su una petroliera al largo della costa dell’Oman. Un pakistano, un nepalese e un cittadino del Bangladesh le tre persone uccise negli Emirati Arabi Uniti.
A innescare le tensioni la nuova mappa presentata all’Onu da Baghdad che ridefinisce la sovranità in una zona contesa. Nel mirino due aree strategiche (Fasht Al Qaid e Fasht Al A’aij) sulle quali il Kuwait esercita una sovranità. In gioco vi sono questioni di carattere economico, storico e sociale, oltre alla definizione di corridoi commerciali strategici.
Nella nuova puntata del reportage di AsiaNews nel vicariato del Nord Arabia la testimonianza del sacerdote originario di Goa, volto cordiale e memoria della comunità cristiana locale. In un diario segna ogni celebrazione e la sua intenzione: ad oggi ha amministrato quasi 8200 battesimi e 750 matrimoni. La fede più forte delle difficoltà e dei fattori di criticità. Il desiderio? “Una vita santa e continuare nella preghiera”.
Domani il card. Parolin e mons. Berardi guideranno la cerimonia di elevazione dello storico luogo di culto ad Ahmadi. Nella nuova puntata del reportage di AsiaNews nel vicariato del Nord Arabia presentiamo questa giornata di festa per i cattolici. Il parroco p. Fernandes: un riferimento nella vita quotidiana, nella pastorale e nella spiritualità. Sfide e criticità della Chiesa locale.
Nella terza puntata del reportage di AsiaNews dal Golfo, mons. Bernardi parla della ricchezza portata da ciascuno nelle celebrazioni di queste comunità cattoliche formate da persone provenienti da tanti luoghi diversi. Molte le sfide: dalla controversia interna ai siro-malabaresi alla formazione per aiutare a non fermarsi al devozionismo. I giubilei locali e quello universale vissuti con “dinamismo e creatività”.