A Baghdad la sessione annuale ordinaria della Chiesa irachena, guidata dal card. Sako e alla presenza di 20 vescovi. Nella dichiarazione finale sottolineata l’importanza dello “spirito di squadra” per archiviare divisioni del passato. Un monito al rispetto delle “quote” per tutelarne la presenza nelle istituzioni.
Con il voto di militari e sfollati iniziate le operazioni che avranno il suo culmine domani. Il premier uscente al-Sudani rivendica il “successo” del governo e cerca un secondo mandato. Sul fronte sciita permane l’influenza dell’ex primo ministro Nouri al-Maliki, mentre al-Sadr ha confermato il boicottaggio. Sunniti e curdi le altre forze in campo. "Significativo” il numero di giovani candidati, ma per gli esperti difficilmente il voto porterà un cambiamento.
Il patriarca caldeo lancia un appello a meno di un mese dalle elezioni politiche, con l’invito a scegliere candidati “adatti a servire il popolo senza discriminazioni”. Il tema della lotta alla corruzione e la faida di potere fra gruppi. La scelta dei candidati cristiani e il rischio di infiltrazioni. La questione irrisolta della partecipazione politica delle minoranze irachene dopo il 2003.
I bassi livelli dei due fiumi principali, scesi al 27%, minacciano l’ecosistema. Ad acuire le criticità vi sono anche le dighe costruite a monte in Turchia e Iran. Il Pese riceve meno del 35% della quota che gli verrebbe in linea teorica assegnata. Bassora fra i centri più vulnerabili al cambiamento. Il crollo delle acque favorisce scoperte archeologiche.
Il primate caldeo ricorda il carico di morte e distruzione legato all’ascesa dello Stato islamico, ancora oggi attuali. Mancanza di diritti e sicurezza spingono alla fuga. A questo si aggiungono le persecuzioni di “milizie” che praticano “estorsioni, vessazioni, intimidazioni e sequestro di quote parlamentari”.
Il Parlamento discute una proposta normativa che vuole regolare il diritto a manifestare ed esprimere il dissenso. I timori di attivisti e ong secondo i quali il testo - che non è stato resto ancora pubblico - rischia di affossare le libertà personali e civili in una nazione che si avvia al voto. Fra gennaio e giugno almeno 20 persone incriminate per esercizio pacifico “di libertà di espressione”.