Definiti 14 ministri su 23, restano da definire quello degli Interni e della Difesa in un quadro di tensioni fra forze politiche. Sul territorio iracheno due basi segrete israeliane, usate per attaccare la Repubblica islamica. Il papa ha ricevuto in udienza il presidente del Kurdistan Barzani. Arrivato a Baghdad il neo-patriarca caldeo Nona, il 29 maggio l'insediamento ufficiale.
Teheran accusa il primo ministro incaricato al-Zaidi di essere troppo allineato su posizioni americane. Funzionari parlano di “veto” della Repubblica islamica e pressioni sul fronte sciita. Attesa la visita di rappresentanti di Washington per vigilare sulla formazione dell’esecutivo. Voci di una base segreta israeliana nell’ovest del Paese.
Dopo settimane di stallo la nomina di Nizar Mohammed Saeed Amidi a presidente della Repubblica. Il politologo Saad Salloum ad AsiaNews: una scelta segno della “frammentazione curda” e di una maggiore centralizzazione del potere. Per lo studioso iracheno “pragmatismo, continuità istituzionale e gestione dei conflitti” le linee guida del suo mandato quadriennale.
Eletto dal Sinodo in corso a Roma dopo le dimissioni del predecessore Luis Sako annunciate lo scorso 10 marzo. Ha scelto il nome di Paolo III. Cinquantotto anni originario di Alqosh ha guidato la comunità di Mosul negli anni più difficili e accompagnato le comunità in esilio dopo la conquista dell'Isis. A lui il compito di attuare il mandato dell'unità tra i cristiani iracheni affidato da Leone XIV.
I vescovi si riuniranno fino al 15 per scegliere il nuovo patriarca. Il porporato dimissionario non parteciperà ai lavori e al voto per non “influenzare” la scelta. Rito antico della Chiesa d’Oriente che affonda le radici nella Mesopotamia, oggi vive una fase di difficoltà fra diaspora e guerre. Le sfide dell’ultimo decennio, fra Isis e revoca del decreto patriarcale.
Mentre gli occhi del mondo sono concentrati sul transito delle navi dallo stretto di Hormuz, c'è un'altra "risorsa economica" fondamentale che la guerra sta mettendo gravemente a rischio: il lavoro di quasi 40 milioni di lavoratori stranieri che in molte metropoli locali sono la maggioranza della popolazione. Una crisi prolungata, con una massiccia ondata di rientri, avrebbe conseguenze pesanti anche per i Paesi d'origine in Asia Meridionale, nel Sud-est asiatico e in altri Paesi arabi.