Gli esperti delle Nazioni Unite hanno parlato di un modello persistente di lavoro forzato imposto dallo Stato cinese a danno di uiguri, tibetani, kazaki e kirghisi nello Xinjiang e in altre province. Sotto la copertura di programmi di “alleviamento della povertà”, milioni di persone sarebbero coinvolte in trasferimenti coercitivi, con gravi conseguenze su diritti fondamentali, identità culturale e libertà religiose. Pechino ha respinto le accuse definendole infondate.
Sette morti in un'azione rivendicata dallo Stato islamico della provincia del Khorasan (ISKP) nel quartiere commerciale di Shahr-e-Naw. L’attacco, che si inserisce in una più ampia campagna jihadista anti-cinese, riaccende i timori per la sicurezza degli investimenti in Afghanistan. Pechino continua a mantenere una presenza diplomatica ed economica, mentre le divisioni interne alla leadership talebana complicano il quadro politico e della sicurezza.
Annuncato l'accordo frutto di un lungo negoziato con l'amministrazione Trump. Taiwan ottiene lo stesso trattamento di Giappone, Corea del Sud e Unione europea ma le sue aziende si impegnano a realizzare impianti negli Stati Uniti: TSMC dovrebbe aprire almeno cinque stabilimenti. Pechino: "Taipei per noi è come una tartaruga in un vaso".
Il principale partito d’opposizione e Komeito, ex alleato di governo dei conservatori, hanno annunciato la creazione di un nuovo soggetto politico per contrastare il partito conservatore dei liberaldemocratici. La premier Sanae Takaichi vuole indire elezioni anticipate per capitalizzare il consenso e creare una maggioranza più solida. Il voto, previsto forse già per l'8 febbraio, nell'immediato rischia però di complicare la gestione della crisi economica.
Con un tasso di natalità sceso a 4,62 nati ogni mille abitanti e una fecondità destinata a calare sotto quota 0,8, nel 2025 Taiwan ha registrato i peggiori dati demografici al mondo. In dieci anni le nascite si sono dimezzate e oggi oltre il 20% degli abitanti ha più di 65 anni. In risposta il governo ha proposto riforme su sanità, welfare e assistenza.
Dopo la cattura del presidente venezuelano, sono tornati al centro dell'attenzione le tensioni strategiche tra gli Stati Uniti e la Cina, che negli ultimi anni ha pesantemente investito in America Latina e nei Caraibi. La competizione tra le due potenze potrebbe tornare sul canale di Panama, che negli ultimi anni ha cercato di bilanciare interessi contrapposti, ma nel mirino di Washington potrebbero finire anche altri progetti infrastrutturali e investimenti nelle materie prime di Pechino.