Consannato per “istigazione alla sovversione dello Stato” dopo un processo segnato da gravi violazioni procedurali delle leggi cinesi e internazionali. Già in passato incarcerato e torturato per il suo lavoro, Xie ha seguito diversi casi sensibili, tra cui persecuzioni religiose. Le organizzazioni per la difesa dei diritti umani ne chiedono il rilascio immediato.
Il presidente Lai Ching-te ha annunciato un piano per il riavvio degli impianti di Guosheng e Ma-anshan a causa della crescita della domanda di energia e della guerra in Medio Oriente, segnando una svolta dopo l’uscita dal nucleare. Lo scorso anno un referendum aveva già chiesto il ravvio di una centrale ma non aveva raggiunto il quorum.
L'attivista ed ex sindacalista è intervenuto nel processo in corso per sovversione per il suo ruolo nella “Alleanza di Hong Kong” che organizzava le veglie in ricordo della vittime del massacro di piazza Tiananmen. Rischia fino a 10 anni di prigione. Nella sua difesa ha citato alcuni passaggi di Mao Zedong e dell’ex premier cinese Zhao Ziyang contrari al "mono-partitismo".
Il prezzo di una noce di cocco in Thailandia, che prima del 2020 costava 20 baht, oggi è sceso fino a 2 baht, mettendo in crisi i piccoli coltivatori. Secondo i produttori locali, poche società legate a capitali cinesi controllano ormai gran parte della filiera, imponendo prezzi bassissimi e distorcendo il mercato.
Un nuovo studio analizza le ragioni del calo attraverso interviste qualitative a Tokyo e Seoul. Oltre al calo demografico, pesano l’erosione della fede tra generazioni, le “pressioni della vita moderna”, la diminuzione delle pratiche religiose e le opinioni negative sulla religione. Tuttavia, molti dichiarano di mantenere un legame culturale con il buddhismo e di sentirsi ancora attratti dai suoi insegnamenti.
Con miissili e mine l’Iran ostruisce il passaggio dello snodo in cui transita il 20% del greggio globale. India e Bangladesh - dopo la Cina - cercano di mediare il via libera da Teheran al passaggio delle loro navi per scongiurare una crisi. Secondo dati Eia fino all’82% dei volumi in uscita da Hormuz destinati ai mercati asiatici. Dal 16 marzo Tokyo intende utilizzare in autonomia parte delle sue riserve petrolifere.