In carcere Dadan Hindayana, per due anni a capo dell’agenzia, assieme a Sony Sonjaya e Lodewyk Pusung. La procura parla di prove “solide” che confermano il quadro accusatorio, mentre le indagini continuano. La nuova responsabile dell’agenzia annuncia un cambio radicale: non più prioritario l'biettivo di raggiungere 83 milioni di persone
Un libro curato da Nicolò Tassoni Estense, ambasciatore italiano in Myanmar, e da Piero Masolo, missionario del Pime, ripercorre gli scambi culturali tra i due Paesi, da Marco Polo ai tecnici piemontesi fino ai primi missionari. Una relazione di cooperazione che si rinnova anche nelle periferie più disagiate di Yangon dove il personale diplomatico e la ong New Humanity, per la festa della Repubblica italiana, hanno distribuito oltre 2.100 pasti alle famiglie locali.
Da ieri è diventato operativo il “Documento di registrazione dei rifugiati” che riguarda i richiedenti asilo detenuti nei centri per immigrati della Malaysia. Finora la registrazione ha coinvolto circa 4mila persone, in gran parte Rohingya fuggiti dal Myanmar, ma il programma - ha precisato il governo - non punta a concedere la cittadinanza.
Secondo il rapporto State of the Global Islamic Economy la spesa dei consumatori musulmani per l'abbigliamento dovrebbe raggiungere i 433 miliardi di dollari entro il 2028. Una crescita sostenuta dall'espansione demografica delle popolazioni musulmane ma anche dall'emergere di una nuova generazione di consumatrici giovani, istruite e attente ai linguaggi della moda contemporanea.
Dietro l'enorme esplosione in un villaggio dello Stato Shan che ha provocato la morte di almeno 55 persone, un deposito di gelignite. La catastrofe alimenta le polemiche nei confronti del TNLA, la milizia locale che ha negoziato con Pechino. Intanto secondo le Nazioni unite, oltre 16 milioni di persone in Myanmar soffrono oggi di insicurezza alimentare acuta. L'appello delle organizzazioni internazionali su un’emergenza tra le meno finanziate al mondo.
Un Forum che riunisce oltre cento organizzazioni della società civile, ha esortato il governo a imporre regole più severe per valutare l'impatto ambientale e sociale degli investimenti di Pechino in Cambogia. Per le ong i problemi riguardano le dighe idroelettriche e il controverso canale Funan Techo, mentre Phnom Penh difende i progetti come fondamentali per la crescita.