Attivisti malaysiani criticano un approccio che definiscono “selettivo” del Paese di fronte a questioni umanitarie. Al sostegno dei musulmani in Medio oriente fa da contraltare il silenzio sulle violazioni commesse in Myanmar e dalla Cina. La richiesta di mantenere una “coerenza morale” nella lotta per le cause e le libertà.
L’ASEAN continua a mantenere le distanze dalla giunta militare del Myanmar: al vertice di Cebu, nelle Filippine, i leader regionali hanno chiesto accesso ad Aung San Suu Kyi e rifiutato di riconoscere ufficialmente le elezioni che hanno portato Min Aung Hlaing alla presidenza. Intanto però nel Paese peggiora la crisi umanitaria: milioni di sfollati, fame diffusa e nuove offensive dell’esercito contro i civili nella regione di Mandalay.
Il Vietnam e l’India puntano ad aumentare gli scambi commerciali fino a 25 miliardi di dollari entro il 2030, rafforzando la cooperazione su difesa, terre rare, energia e sicurezza delle catene di approvvigionamento. La visita di To Lam a New Delhi conferma l’attivismo diplomatico del leader vietnamita, impegnato a diversificare i propri partner economici e strategici oltre alla Cina nel quadro della “diplomazia del bambù”.
Uno studio di un centro di ricerca legato alla Banca centrale della Thailandia evidenzia come nel settore agricolo esista una spirale di crisi del debito, aggravata da comportamenti di pagamento inefficaci e politiche di breve termine da parte di Bangkok, al punto che negli ultimi anni si è diffusa la pratica del solo pagamento degli interessi.
La leader democratica resta senza accesso diretto a familiari o avvocati, in una residenza costruita appositamente. L'opposizione e le organizzazioni per i diritti umani parlano di un'ennesima operazione di facciata da parte del generale Min Aung Hlaing per ottenere legittimità internazionale. Nella nuova residenza nei giorni scorsi avrebbe incontrato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi durante la sua visita in Myanmar.
La Fondazione Metro Infanta ha assegnato il riconoscimento 2026 all'arcivescovo emerito di Cotabato. Primo cardinale di Mindanao, è conosciuto per promuovere il dialogo tra cristiani, musulmani e lumad. Leader che incarna la visione di una Chiesa umile, attenta ai diritti umani e vicina alle comunità emarginate sulle orme di mons. Julio Xavier Labayen che nasceva proprio cent'anni fa.