Nel discorso al parlamento il presidente rivendica risparmi nella spesa pubblica, crescita economica oltre il 5% e nuove politiche sociali, come la distribuzione di pasti gratuiti e il miglioramento dell'istruzione. Ribadito il sostegno alla causa palestinese. Ma chiusure di fabbriche e bassi salari alimentano i dubbi sulla reale solidità dei risultati.
La marina delle filippine smentisce il filmato circolato in rete, definendolo opera “dell’intelligenza artificiale”. Intanto una nave da guerra dell’arcipelago si unisce alle esercitazioni Asean che iniziano oggi in Malaysia. Una controversia legata a questioni territoriali irrisolte e alla battaglia per la sicurezza combattuta (anche) nel regno dell’informazione.
La Malaysia e il Bangladesh hanno deciso di riprendere l’assunzione di manodopera bengalese, bloccata dopo la scoperta di cartelli criminali che truffavano i migranti. L’intesa prevede pari benefici di sicurezza sociale per i lavoratori stranieri e la possibilità di presentare reclami in bengalese. Restano però preoccupazioni per il persistere di monopoli nel reclutamento e accuse di complicità delle istituzioni nello sfruttamento.
In vista del voto il loro “ruolo cruciale” a garanzia del processo elettorale. Il 5 agosto un incontro del MiRLeC considerato un “momento di introspezione condivisa” e un “progetto per un futuro elettorale più giusto”. Rafforzare il processo di conoscenza, soprattutto fra i giovani, per scongiurare il fenomeno della “manipolazione”.
Nel discorso per la Festa nazionale, il primo ministro Lawrence Wong ha ricordato le difficili origini della città-Stato, passata “da Terzo a Primo mondo” grazie a determinazione e coesione. Davanti a sfide globali sempre più complesse, ha esortato i cittadini a muoversi con rapidità, innovare e rinnovare il patto sociale, promettendo sostegno alle famiglie vulnerabili e più opportunità per tutti i singaporiani.
L’obiettivo è di correggere rappresentazioni errate o distorte in materia di sessualità o di sieropositività. La vicenda di un incontro promosso da medici e professionisti in materia e scambiato per “festa gay”, con la polizia che ha compiuto venti arresti. Gruppi pro diritti avvertono: il rischio è di alimentare lo stigma, scoraggiare le cure e mettere in pericolo comunità vulnerabili.