Da ieri è diventato operativo il “Documento di registrazione dei rifugiati” che riguarda i richiedenti asilo detenuti nei centri per immigrati della Malaysia. Finora la registrazione ha coinvolto circa 4mila persone, in gran parte Rohingya fuggiti dal Myanmar, ma il programma - ha precisato il governo - non punta a concedere la cittadinanza.
Secondo il rapporto State of the Global Islamic Economy la spesa dei consumatori musulmani per l'abbigliamento dovrebbe raggiungere i 433 miliardi di dollari entro il 2028. Una crescita sostenuta dall'espansione demografica delle popolazioni musulmane ma anche dall'emergere di una nuova generazione di consumatrici giovani, istruite e attente ai linguaggi della moda contemporanea.
Dietro l'enorme esplosione in un villaggio dello Stato Shan che ha provocato la morte di almeno 55 persone, un deposito di gelignite. La catastrofe alimenta le polemiche nei confronti del TNLA, la milizia locale che ha negoziato con Pechino. Intanto secondo le Nazioni unite, oltre 16 milioni di persone in Myanmar soffrono oggi di insicurezza alimentare acuta. L'appello delle organizzazioni internazionali su un’emergenza tra le meno finanziate al mondo.
Un Forum che riunisce oltre cento organizzazioni della società civile, ha esortato il governo a imporre regole più severe per valutare l'impatto ambientale e sociale degli investimenti di Pechino in Cambogia. Per le ong i problemi riguardano le dighe idroelettriche e il controverso canale Funan Techo, mentre Phnom Penh difende i progetti come fondamentali per la crescita.
Istituita formalmente ieri vede tra le personalità presenti il card. David, vescovo di Kalookan, l'ex giudice della Corte penale internazionale Pangalangan e una patologia forenze. Aiuterà i sopravvissuti e le famiglie in lutto nella ricerca della verità su una delle pagine più dolorose della storia recente. Ogni sei mesi verranno pubblicati rapporti e raccomandazioni sui lavori.
Uno studio locale conferma la pervasività degli utilizzi dell'intelligenza artificiale anche tra i più piccoli. Dai ricercatori l’appello ad una maggiore attenzione di istituzioni e famiglie sull’utilizzo delle nuove tecnologie. L'invito del pontefice nell'enciclica al mondo dell'educazione a insegnare anche “quanto e per cosa non usarla”, per non “spegnere il desiderio di porre domande”.