26/03/2025, 12.29
CAMBOGIA
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Phnom Penh guarda a Russia e Cina per lo sviluppo dell’energia nucleare

di Steve Suwannarat

Per raggiungere il livello medio-alto di sviluppo entro il decennio servono maggiori investimenti nel settore energetico. Per i sostenitori, l’atomica garantirebbe energia stabile e “pulita”, migliorando l’ambiente in una fase critica per le rinnovabili tradizionali. Mosca e Pechino i partner di riferimento nello sviluppo di infrastrutture.

Phnom Penh (AsiaNews) - In un Paese che ha raggiunto il livello medio-basso di sviluppo, ma punta a quello medio-alto entro il decennio in corso, la scelta di indirizzo che tenga conto di crescita e sostenibilità sembra pagare. In particolare, risulta vincente la scelta fatta di privilegiare come “motore” dello sviluppo l’industria tessile, il turismo, l’agricoltura e l’edilizia (anche sotto la spinta di interessi internazionali quanto ad abbigliamento, accessori e cinesi in altri settori). Tuttavia lo sviluppo medio del 7,6% tra il 1995 e il 2019 richiede ora di programmare passi successivi.

Una necessità sottolineata anche dal Rapporto 2024 della Banca Mondiale sulle nazioni a medio reddito, che invita a puntare su maggiori investimenti, capacità professionali e innovazione per contrastare il rischio di stagnazione. E che risulta essere stretta tra potenze produttive e commerciali come Thailandia e Vietnam, col rischio di venire schiacciata.

In questo contesto le risorse sia come disponibilità, sia come calibrazione delle fonti, risultano essenziali. Queste poi vanno conciliate con l’impegno preso nel quadro dell’accordo sul clima di Parigi, che prevede di azzerare le emissioni di carbonio e aumentare le aree forestali dal 43% al 60% del suo territorio entro la metà del secolo.

Una risposta che il governo cambogiano guidato da Hun Manet sta ora valutando è l’utilizzo del nucleare. Per i suoi sostenitori locali esso potrebbe non soltanto fornire energia in modo stabile, elettricità pressoché “pulita” e un impulso a produzioni di elevato contenuto tecnologico, ma anche contribuire per le sue caratteristiche strutturali a migliorare le condizioni dell’aria e delle acque con tecnologie innovative che sfruttino il potere dell’atomo.

Paesi come Francia e ancor più Russia e Cina potrebbero essere i partner di riferimento nello sviluppo di infrastrutture nucleari nel settore energetico; al contempo, aziende globali come Microsoft e Amazon potrebbero esserlo su quello dello sviluppo di piccoli reattori modulari a scala locale. Questo sviluppo potrebbe infine, pure parte del progetto ufficiale Visione 2050, ridurre la dipendenza energetica dai vicini.

Va considerato che le risorse rinnovabili nel mix energetico cambogiano sono scese dal 54% del 2016 al 35% del 2021 e oggi si attestano attorno al 50%. Un dato che ha risentito di vari fattori (tra cui periodi siccitosi prolungati), mentre ad oggi secondo i dati dell’International Energy Association il 46% dell’energia elettrica proviene dallo sfruttamento delle acque fluviali e marine e il 42% dal carbone; la parte rimanente da un mix di energie alternative e petrolio.

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