Madhya Pradesh, 8 morti per asfissia da gas in un pozzo
Nel villaggio di Kondavat, nel distretto di Khandwa, otto lavoratori erano scesi per pulirlo in vista delle immersioni durante la festa di Gangour Mata. Le vittime sono rimaste intrappolate e decedute per soffocamento. Annunciato un risarcimento di 400mila rupie (4200 euro) per le famiglie. L'attivista p. Prakash Louis: "Si poteva evitare. Lavoratori provengono da caste svantaggiate: la loro vita vale così poco?"
Khandwa (AsiaNews) - In un tragico incidente avvenuto nel villaggio di Kondavat, nell'area di Chaigaon Makhan, distretto di Khandwa, otto persone hanno perso la vita dopo essere scese in un pozzo per pulirlo in vista delle immersioni (delle immagini delle divinità popolari Isar e Gauri) durante il festival hindu di Gangour Mata. Le autorità hanno riferito che le vittime sono probabilmente morte a causa dei gas tossici emanati dall'acqua.
Secondo l’amministrazione locale, l'incidente è avvenuto intorno alle 16 di giovedì. Inizialmente, cinque abitanti del villaggio sono scesi nel pozzo, ma quando sono rimasti intrappolati, altre tre persone si sono unite nel tentativo di salvarli. Tutte e otto sono poi decedute; le autorità hanno attribuito le morti all’inalazione di gas velenosi che si erano accumulati nel pozzo, inattivo durante l’anno. Il personale della State Disaster Emergency Response Force, la polizia locale e i villaggi hanno lanciato un’operazione di salvataggio che è durata quattro ore. Alla fine, i corpi sono stati recuperati ed è stata disposta l’autopsia.
L’amministrazione ha annunciato un risarcimento di 400mila rupie (circa 4200 euro ndr) ai familiari di ciascuna vittima. Le otto vittime sono state identificate come Mohan (55), Anil Patel (30), Sharan Sukhram (30), Arjun (35), Gajanand (25), Baliram (36), Rakesh (22) e Ajay (25). Anche il capo del governo del Madhya Pradesh, Mohan Yadav, ha confermato con un post su X che tutte e otto le persone sono morte a causa dell’asfissia.
Il gesuita p. Prakash Louis, ex direttore dell’Indian Social Institute di New Delhi e attivista per i diritti umani, ha dichiarato ad AsiaNews: “Questo è un incidente drammatico. Anche il Ministro Capo del Madhya Pradesh e l'amministrazione del distretto lo hanno definito un incidente tragico. Tuttavia, nessuno sta dicendo o accettando che questo si sarebbe potuto evitare”. Il gesuita pone l’attenzione, quindi, sugli standard minimi di sicurezza per queste operazioni, che non vengono considerati e assicurati ai lavorati. “Tragedie di questo tipo non dovrebbero ripetersi - continua -. Poi, se dovesse succedere di nuovo, quali provvedimenti punitivi saranno presi? Questi lavoratori provengono da caste basse e non sono sicuro se abbiano agito da soli o siano stati assunti da qualcun altro”.
P. Prakash Louis considera quantomeno “positivo” il risarcimento previsto per le famiglie, ma chiede: “È questo il valore attribuito alla vita dei nostri fratelli? La vita di questi lavoratori non ha un valore di appena 400mila rupie. Come si può sostituire la loro perdita con una ricompensa?”.