17/01/2020, 09.12
MYANMAR-CINA
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Xi Jinping visita il Myanmar: sul tavolo economia e geopolitica

I due governi firmeranno decine di accordi economici. Naypyidaw rappresenta per Pechino uno snodo cruciale per la strategia cinese dei “due oceani”. Molti birmani, compresi persino generali dell’esercito, hanno sviluppato una profonda paura della Cina. È opinione diffusa che la Cina voglia un Myanmar debole e instabile, al fine di mantenere controllo e influenza.

Naypyidaw (AsiaNews/Agenzie) – Il presidente cinese Xi Jinping arriva oggi in Myanmar per una visita di due giorni dal forte significato geopolitico, nell’anno in cui i due Paese celebrano 70 anni di relazioni diplomatiche. Lo scopo del viaggio di Xi è rafforzare i legami economici lungo il confine condiviso, così come gli investimenti cinesi in altre parti del Myanmar nell'ambito della Belt and Road Initiative (Bri) ed i progetti infrastrutturali del Corridoio economico Cina-Myanmar (Cmec).

Secondo analisti ed osservatori, i due governi firmeranno decine di accordi economici, progetti di miglioramento delle strade, promozione delle relazioni commerciali e assistenza allo sviluppo sociale ed economico. Gli interessi del presidente cinese sono concentrati sull’attuazione di progetti come il porto marittimo della Zona economica speciale di Kyaukphyu, nello stato di Rakhine (Myanmar occidentale); la Zona di cooperazione economica, al confine settentrionale e nord-orientale del Myanmar; ed il progetto New Yangon City.

Il Myanmar rappresenta per Pechino uno snodo cruciale per la strategia cinese dei “due oceani” – con riferimento al Pacifico e all’Indiano. Essa mira a ridistribuire gli equilibri di potere nella regione a favore del regime comunista, espandendo le operazioni navali dal Mar Cinese meridionale verso l’Oceano Indiano, dove Pechino di condurre “operazioni in mare aperto”. Ma gli interessi geopolitici, economici e strategici della Cina in Myanmar sono attualmente oggetto di molti dibattiti. Critici affermano che il Myanmar stia tornando nell'orbita della Cina, o che persino fatichi a mantenere la sua neutralità e indipendenza.

Molti cittadini del Myanmar, compresi persino generali dell’esercito, hanno sviluppato una profonda paura della Cina. Durante la dittatura, molte persone oppresse in Myanmar hanno denunciato il sostegno della Cina al brutale regime militare che ha governato il Paese con pugno di ferro. Ma oggi, la comunità imprenditoriale birmana sarebbe fin troppo felice di vedere ancora più investimenti cinesi. Ma ambientalisti e attivisti per i diritti umani in Myanmar, d'altro canto, invitano la Cina ad abbandonare una serie di controversi progetti nel paese – come la diga di Myitstone nello Stato di Kachin. Secondo gli oppositori, questi megaprogetti mancano di trasparenza e informazione pubblica; per questo, affrontano le resistenze delle comunità locali.

Sul fronte militare, i generali del Myanmar sono diffidenti nei confronti dell'influenza cinese sugli eserciti etnici ribelli e di recente hanno espresso preoccupazione per il sostegno di Pechino – sotto forma di vendita di armi – a gruppi che operano lungo il confine settentrionale. Diverse organizzazioni armate intrattengono legami molto stretti con Cina; la prova è nelle numerose dichiarazioni ufficiali rilasciate ieri, che danno il benvenuto al presidente Xi. Inoltre, il calore della Cina nei confronti del governo civile è anche un punto dolente per i leader militari del Myanmar e ha sicuramente creato una nuova dinamica nella politica interna. In quest’epoca di transizione post-dittatura, il Myanmar è amministrato congiuntamente da due forze: un governo civile e l'esercito.

Molti in Myanmar sostengono che la Cina voglia un Myanmar debole e instabile, al fine di mantenere il controllo e l'influenza sul Paese. Tuttavia, il Myanmar ha riconosciuto il sostegno della Cina di fronte alla condanna internazionale e alle sanzioni dall'Occidente per la crisi umanitaria che ha investito la minoranza Rohingya nello Stato di Rakhine; Naypyitaw ha ringraziato Pechino e molti cittadini sono consapevoli che, in un momento critico, la Cina ha preferito sostenere il Myanmar, piuttosto che unirsi alla comunità internazionale.

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