07/10/2008, 00.00
FILIPPINE
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Vescovi filippini invitano il presidente a bloccare la legge “pro-aborto”

di Santosh Digal
La Conferenza episcopale chiede alla Arroyo di porre il veto sulla “salute riproduttiva” nel caso in cui venga approvata dal Parlamento. Gli opposti schieramenti al Congresso annunciano di essere vicini al numero legale per procedere alla votazione; la Chiesa ribadisce che “l’aborto è omicidio”.

Manila (AsiaNews) – La Chiesa cattolica filippina invita il presidente Gloria Macapagal-Arroyo a usare il proprio potere “di veto” qualora il congresso dovesse approvare la legge sulla salute riproduttiva (Reproductive Health, Rh). Mons. Patricio Alo, presidente della Commissione episcopale per la Sanità, si dice “fiducioso” che il capo dello Stato “bloccherà la normativa” nel caso in cui vi sia il via libera dai parlamentari. 

Le due opposte fazioni – pro e contro la Rh – in seno alla Camera bassa filippina annunciano nel frattempo di essere "vicine al numero richiesto per procedere alle operazioni di voto”. Edcel Lagman, che per primo ha promosso la battaglia a favore della legge sulla salute riproduttiva, dice di avere il sostegno di 108 parlamentari, a soli 12 voti dal numero (120) necessario per l’approvazione della legge alla seconda seduta. Dal fronte opposto arriva la pronta replica di Eduardo Zialcita, parlamentare di Parañaque e attivista per la vita, che dice di godere dell’appoggio di 110 deputati pronti a votare contro la Rh.

Nella diatriba interviene anche l’arcivescovo di Jaro e presidente della Conferenza dei vescovi filippini, mons. Angel Lagdameo, il quale precisa che “il dibattito sulla salute riproduttiva” non è una “guerra di religione”, come invece riferito “da alcuni organi di informazione”. “Non lo è – continua il presidente dei vescovi – perché ciascun gruppo difende la propria posizione e i propri ideali. La posizione della Chiesa è chiara e contraria alla sua approvazione, perché esso è in aperto contrasto con i dettami della Chiesa”, sanciti nell’enciclica Humanae vitae di Paolo VI e riaffermati nei giorni scorsi da Papa Benedetto XVI in tema di famiglia e procreazione responsabile.

Il prelato ribadisce di “rispettare le posizioni altrui”, ma chiede anche “rispetto per la posizione della Chiesa cattolica sulla Rh” che avrebbe una portata “distruttrice” sulla famiglia e sulla vita. Diversa l’opinione di due congregazioni cristiane protestanti – la Church of Christ e la Jesus is Lord Church – e di alcuni leader musulmani, che hanno deciso di sostenere la normativa.

I vescovi filippini ribadiscono invece che la Chiesa “non scenderà a compromessi” in materia di aborto e contraccezione: chi sostiene la Rh e promuove l’aborto, si macchia di “omicidio”.

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