21/01/2008, 00.00
LIBANO
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Tredicesimo rinvio per l’elezione del presidente libanese

Amr Moussa parte da Beirut senza essere riuscito a mettere d’accordo maggioranza e opposizione, ma nega che l’iniziativa della Lega araba sia fallita. Il problema resta quella della composizione del futuro governo di unità nazionale. Secondo lo Stratfor, la Siria opera per alzare la tensione.
Beirut (AsiaNews) – Tredicesimo rinvio per l’elezione del presidente della Repubblica libanese, rinviata all’11 febbraio. Si è subito spenta la speranza che la crisi libanese potesse avviarsi ad una soluzione, sorta dall’annuncio di un incontro tra il segretario generale della Lega araba, Amr Mussa, il leader della maggioranza Saad Hariri ed il “negoziatore” dell’opposizione, Michel Aoun, cui avrebbe dovuto prendere parte l’ex presidente Amin Gemayel. Da un lato Aoun ha detto di star male e dall’altro lo stesso Moussa - rientrato da Damasco, dove ha incontrato anche il presidente Bashar el Assad - ha dovuto costatare l’impossibilità di convincere maggioranza ed opposizione sulla composizione del futuro governo di unità nazionale.
 
Un Moussa tra l’irritato e lo sconsolato ha così lasciato la capitale del Paese dei cedri, pur dichiarando che “un disaccordo su particolari non indica il fallimento dell’iniziativa araba”. Quest’ultima propone l’immediata elezione del comandante dell’esercito, Michel Sleiman, come prossimo capo dello Stato, la successiva formazione di un governo di unità nazionale e l’elaborazione di una nuova legge elettorale. Ufficialmente tutti d’accordo sul nome di Sleiman, la disputa verte sull’attribuzione dei ministeri del governo, con l’opposizione che pretende il “terzo di blocco”, ossia un numero di ministri che le consenta di impedire qualsiasi decisione del governo, formula detta dei 10+10+10 e che attribuisce al capo dello Stato la scelta dell’ultimo terzo di ministri. Formula totalmente rifiutata dalla maggioranza.
  
La Lega araba in base al principio “né vincitori, né vinti” ha elaborato un piano, ora ufficializzato da Moussa, per il quale la composizione dovrebbe essere 13+10+7. Rifiutato dagli uni e dagli altri.
 
Hezbollah, che guida l’opposizione, ha intanto nuovamente lanciato una provocazione verso Israele, annunciando di avere parti dei cadaveri di suoi soldati, fatto gravissimo per la religione ebraica, ed ha parlato di un totale cambiamento in caso di un nuovo conflitto con Gerusalemme.
 
Il gesto sembra parte della scelta siriana di alzare la tensione in Libano. In proposito lo Stratfor, un centro studi americano di geopolitica, afferma che Damasco ha in atto una serie di operazioni, come l’attentato della settimana scorsa contro un’auto dell’ambasciata americana, che vanno dalle minacce contro i parlamentari della maggioranza – sei dei quali sarebbero individuati come “obiettivi” - alla fornitura di addestramento ed armi a gruppi ad essa vicini, alla istigazione dei palestinesi del Comanda generale per la liberazione della Palestina a provocare incidenti nei campi profughi. (PD)
 
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