03/11/2015, 00.00
SRI LANKA
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Sri Lanka: uno dei Paesi meno a rischio contagio dal virus HIV, ma solo un quarto di malati si cura

di Melani Manel Perera
I dati sono del rapporto annuale effettuato dal National STD/AIDS Control Program del ministero della Salute insieme all’Unaids. I più colpiti sono gli uomini tra i 15 e i 49 anni; i distretti occidentali registrano il contagio maggiore. Meno dell’1% della popolazione ha contratto il virus (3600 casi totali), ma su 1732 casi diagnosticati solo 825 persone positive al test si sono sottoposte a cure mediche.

Colombo (AsiaNews) – In Sri Lanka vivono 3600 persone che hanno contratto il virus dell’HIV (virus dell’immunodeficienza umana), di cui la maggioranza appartiene alla fascia di età compresa tra i 15 e i 49 anni; nel 2014 si sono registrati 228 nuovi casi di infezione e nei primi nove mesi del 2015 altri 173; i distretti più colpiti sono quelli della parte occidentale del Paese; infine, da quando è stato riscontrato il primo contagio nel 1987, si registrano 357 decessi per la sindrome da immunodeficienza acquisita, 93 dei quali solo nel 2013. Lo rivela il rapporto annuale effettuato dal National STD/AIDS Control Program del ministero della Salute, che monitora l’andamento del virus nel Paese asiatico, dove il rischio del contagio è tra i più bassi al mondo.

Secondo il rapporto, stilato con l’aiuto dell’Unaids [il programma congiunto delle Nazioni Unite per l’HIV/Aids – ndr], il 76% dei malati ha oltre 15 anni di età e la maggior parte di questi è di genere maschile (il 69%). Sui 228 nuovi casi registrati nel 2014, oltre l’80% dei contagi è avvenuto tra eterosessuali e il restante per trasmissione tra omosessuali e bisessuali.

Il documento indica che c’è stato un solo caso di trasmissione del virus ad un feto nel 2014 e che l’area più colpita (con il 56%) è quella dei distretti occidentali di Colombo, Gampaha e Puttalam, dove si registrano 10 casi di infezione ogni 100mila abitanti.

Dati i numeri ridotti, lo Sri Lanka è stato classificato come Paese a basso rischio di contagio epidemico, dal momento che la presenza del virus si attesta al di sotto dell’1% dell’intera popolazione. Non tutti i malati però ricorrono alle cure mediche: secondo il dott. Dayanath Ranatunga, country manager dell’Unaids, su 1732 casi diagnosticati, solo 825 persone positive al test dell’HIV si sono recate in ospedale per i trattamenti sanitari.

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