24/11/2005, 00.00
ARABIA SAUDITA
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Simpatie via web per il professore saudita che ha "deriso" l'islam

Giornali e siti web esprimono preoccupazione per Mohammad Al-Harbi, musulmano condannato per le sue posizioni moderate; il caso accende il dibattito su sistema scolastico e giudiziario nel Regno.

Ryadh (AsiaNews/Agenzie) -  Quotidiani e forum online attaccano duramente l'"ingiusta" sentenza, emessa contro Mohammad Al -Harbi, insegnante di chimica in Arabia Saudita condannato a 3 anni di prigione e a 750 frustate per aver "deriso l'islam". Cittadini di entrambi i sessi nel Regno partecipano alle discussioni sul web esprimendo "profonda preoccupazione", non solo per il professore, ma soprattutto riguardo l'affidabilità e la giustizia del sistema legale saudita.

Altri, tra lettori e giornalisti, criticano il ministero dell'Istruzione per il disinteresse mostrato verso questo caso, che riguarda la carriera di un insegnante, ma anche il futuro degli studenti sauditi, in balia di professori che simpatizzano per il terrorismo.

Il maestro, denunciato da colleghi e alunni un anno e mezzo fa, aveva discusso in classe della Bibbia e parlato bene degli ebrei. La vittima avverte, però, che la denuncia a suo carico è stata montata da colleghi fondamentalisti, che non vedevano di buon occhio i suoi discorsi contro terrorismo ed estermismo. Il tribunale di Ein Al-Juwa ha emesso il suo verdetto il 12 novembre scorso: Al-Harbi, 29 anni, dovrà scontare 40 mesi di detenzione e 750 frustate da distribuire in 15 settimane.

Il caso del professore ha spinto un saudita espatriato in Canada a dedicargli un sito web. Su www.malharbi.com/en/home.html si può leggere la storia completa di Al-Harbi e la sua battaglia contro i colleghi fondamentalisti nella regione di Al-Qassim. I visitatori possono inviare commenti al sito e aderire alla petizione online, che chiede alle autorità del Regno di intervenire a favore dell'insegnante.

Interessante anche la sezione dedicata a casi simili a quello di Al-Harbi. Vengono riportate le storie di Dr. Hamzah Al-Muzayni e dell'insegnante Muhammad Al-Suhaymi. Il primo, un accademico, è stato denunciato da un suo collega per aver definito radicali i libri di testo islamici adottati all'Università Re Saud; la sentenza, che lo condannava a 4 mesi di prigione e 275 frustate, è stata cancellata nel marzo scorso dall'allora principe della Corona Abdullah, oggi re.

Per il secondo, invece, l'accusa è stata di incoraggiamento degli studenti ad attività omosessuali e all'adulterio. In realtà l'insegnante aveva criticato il tradizionale matrimonio saudita, in cui i due coniugi non si conoscono prima della cerimonia. Al-Suhaymi è detenuto dal 2004, e sta scontando una pena di 3 anni e 700 frustate.

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