23/03/2007, 00.00
INDIA
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Polemiche dei fondamentalisti indù contro i risarcimenti per le vittime del Gujarat

di Nirmala Carvalho
Il governo centrale ha proposto un piano di aiuti alle vittime della strage del 2002 nel Gujarat. Questa decisione ha provocato l’aspra reazione del partito Bharatiya Janata che accusa il governo di voler attuare questo programma esclusivamente per ottenere voti dai musulmani alle prossime elezioni.

New Dehli (AsiaNews) – Ha suscitato polemiche un programma per risarcire le vittime dei massacri del 2002 nel Gujarat preparato dal governo centrale indiano, accusato oggi dal partito nazionalista indù, Bharatiya Janata Party (BJP), di manovre in vista delle elezioni.

Dopo cinque anni dai sanguinosi scontri etnico religiosi, il 22 marzo il governo dell’Unione ha stabilito che, oltre al denaro già ricevuto, i parenti delle vittime potranno avere un ulteriore risarcimento.

Da quanto riferito ai giornalisti dal ministro dell’informazione, Priya Ranjan Dasmunsi, il consiglio di governo, presieduto dal primo ministro Manmohan Singh, ha deciso di pagare 350mila rupie ad ogni parente delle vittime. Il ministro ha precisato che saranno risarciti anche coloro che non rientrano nella lista ufficiale del governo, ma che sono stati vittime dei massacri.

Questo provvedimento prevede non solo risarcimenti economici: i figli dei deceduti nei massacri avranno la precedenza nelle assunzioni in impieghi pubblici, coloro che hanno perso il lavoro saranno aiutati a trovare un’altra occupazione oppure potranno ricevere una pensione.

Ma il partito nazionalista indù, Bharatiya Janata Party (BJP), ha accusato il governo di condurre una politica a favore dei musulmani, in quanto dietro all’impegno per risarcire le vittime dei massacri ci sarebbe la ricerca dei voti per le elezioni dell’Uttar Pradesh - che si terranno a novembre – nelle quali il Congresso punta a ottenere i voti dei musulmani.

Oggi, durante la riunione dell’assemblea nazionale, gli esponenti del governo BJP hanno duramente protestato e il presidente Mangal das Patel ha sospeso la seduta per 15 minuti e poi l’ha interrotta.

Gli esponenti del Bharatiya Janata Party  hanno fatto ostruzionismo dicendo che i risarcimenti sono solo per i musulmani e che si vuole aiutare solo le vittime dell’attacco terroristico avvenuto nella moschea di Akshardham.

Gli scontri tra musulmani e indù sono esplosi nel 1992 quando questi ultimi hanno distrutto la moschea di Babri, rivendicandola come il luogo di nascita del dio Rama e esigendo la costruzione di un tempio indù. A causa di questo, le tensioni sono cresciute fino all’incendio di un treno - il 27 febbraio 2002 - nei pressi della cittadina di Godhra, nel quale sono morte 59 persone. Ne seguirono accuse dei fondamentalisti indù contro la minoranza musulmana del Gujarat e si scatenò una guerriglia costata la vita a 1.169 persone -  secondo la lista fornita dal governo -  per la maggior parte islamici. Il governo locale, anche all'epoca retto dal Bharatiya Janata Party, era stato aspramente criticato per il trattamento verso i rivoltosi e per non aver reso giustizia alle vittime.

 

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