15/09/2019, 12.14
VATICANO
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Papa: non crediamoci buoni, senza l’aiuto di Dio non sappiamo vincere il male

“La settimana scorsa è stato realizzato il lungamente atteso scambio di prigionieri tra la Federazione Russa e l’Ucraina. Mi rallegro per le persone liberate, le quali hanno potuto riabbracciare i propri cari, e continuo a pregare per una rapida fine del conflitto e per la pace duratura in Ucraina orientale”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Non crediamoci buoni, perché senza l’aiuto di Dio non sappiamo vincere il male, un dio che “salva con l’amore, non con la forza; proponendosi, non imponendosi”. E’ l’insegnamento che propone il Vangelo di oggi, evidenziato da papa Francesco nelle parole che ha rivolto alle 20mila persone presenti in piazza san Pietro per la recita dell’Angelus.

E dopo la preghiera mariana, Francesco ha detto di essere rallegrato dalla notizia che la settimana scorsa è stato realizzato il lungamente atteso scambio di prigionieri tra la Federazione Russa e l’Ucraina. “Mi rallegro – ha detto - per le persone liberate, le quali hanno potuto riabbracciare i propri cari, e continuo a pregare per una rapida fine del conflitto e per la pace duratura in Ucraina orientale”.

In precedenza aveva ricordato che “il Vangelo di oggi (Lc 15,1-32) inizia con alcuni che criticano Gesù, vedendolo in compagnia di pubblicani e peccatori, e dicono con sdegno: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro» (v. 2). Questa frase si rivela in realtà come un annuncio meraviglioso. Gesù accoglie i peccatori e mangia con loro. È quello che accade a noi, in ogni Messa, in ogni chiesa: Gesù è contento di accoglierci alla sua mensa, dove offre sé stesso per noi. È la frase che potremmo scrivere sulle porte delle nostre chiese: ‘Qui Gesù accoglie i peccatori e li invita alla sua mensa’”.

Nell’episodio evangelico, Gesù racconta tre parabole “stupende che raccontano la sua predilezione per quelli che sono lontani da Lui” – quelle del buon pastore, della moneta smarrita e del figliol prodigo – nelle quali il Papa ha sottolineato che “Egli attende ogni giorno che ci accorgiamo del suo amore. E tu dici: ‘Ma io ne ho combinate troppe!’. Non avere paura: Dio ti ama, ti ama come sei e sa che solo il suo amore può cambiare la tua vita. Ma questo amore infinito di Dio per noi peccatori, che è il cuore del Vangelo, può essere rifiutato. È quello che fa il figlio maggiore della parabola. Egli non capisce l’amore e ha in mente più un padrone che un padre. È un rischio anche per noi: credere in un dio più rigoroso che misericordioso, un dio che sconfigge il male con la potenza piuttosto che col perdono. Non è così, Dio salva con l’amore, non con la forza; proponendosi, non imponendosi. Ma il figlio maggiore, che non accetta la misericordia del padre, si chiude, compie uno sbaglio peggiore: si presume giusto, si presume tradito, e giudica tutto in base alla sua giustizia. Così si arrabbia col fratello e rimprovera il padre: ‘Hai ammazzato il vitello grasso ora che è tornato questo tuo figlio’ (cfr v. 30). Questo tuo figlio: non lo chiama mio fratello, ma tuo figlio. Si sente figlio unico. Anche noi sbagliamo quando ci crediamo giusti, quando pensiamo che i cattivi siano gli altri. Non crediamoci buoni, perché da soli, senza l’aiuto di Dio che è buono, non sappiamo vincere il male. Oggi non dimenticate, prendete il Vangelo e leggete le tre parabole di Luca 15”

“Come si fa a sconfiggere il male? Accogliendo il perdono di Dio. Succede ogni volta che andiamo a confessarci: lì riceviamo l’amore del Padre che vince il nostro peccato: non c’è più, Dio lo dimentica. E’ tanto buono Dio con noi. Non come noi, che dopo aver detto ‘non fa nulla’, alla prima occasione ci ricordiamo con gli interessi dei torti subiti. No, Dio cancella il male, ci fa nuovi dentro e così fa rinascere in noi la gioia. Non la tristezza. La gioia. Coraggio, con Dio nessun peccato ha l’ultima parola. La Madonna, che scioglie i nodi della vita, ci liberi dalla pretesa di crederci giusti e ci faccia sentire il bisogno di andare dal Signore, che ci aspetta per abbracciarci, per perdonarci”.

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