18/11/2018, 12.41
VATICANO
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Papa: Con noi porteremo soltanto quello che abbiamo donato. Appello per il Centrafrica e le vittime degli incendi e del gelo negli Usa

Il ricordo della messa nella Giornata mondiale dei poveri e il pranzo con “persone indigenti” nell’aula Paolo VI. “Nessuno di noi può sfuggire” al momento in cui ci incontreremo con Gesù. Saranno inutili “furbizia” e “potenza del denaro e dei mezzi economici”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – “Con noi porteremo soltanto quello che abbiamo donato”, ha detto papa Francesco, commentando la liturgia di oggi (33ma per anno, B, Marco 13, 24-32), in cui Gesù parla del mistero della fine, in cui ci presenteremo davanti al Figlio dell’Uomo.

Dopo il commento, ai pellegrini radunati in piazza san Pietro per la recita dell’Angelus, egli ha pregato per la Repubblica Centrafricana, dove nei giorni scorsi è avvenuto un massacro in cui sono stati uccisi anche due sacerdoti, e per le vittime degli incendi e del gelo negli Stati Uniti.

Il vangelo di questa domenica, ha spiegato il papa, “Non è in primo luogo un discorso sulla fine del mondo, piuttosto è l’invito a vivere bene il presente, ad essere vigilanti e sempre pronti per quando saremo chiamati a rendere conto della nostra vita”.

“La storia dell’umanità, come la storia personale di ciascuno di noi, non può essere compresa come un semplice susseguirsi di parole e di fatti che non hanno un senso. Non può essere neppure interpretata alla luce di una visione fatalistica, come se tutto fosse già prestabilito secondo un destino che sottrae ogni spazio di libertà, impedendo di compiere scelte che siano frutto di una vera decisione. Nel Vangelo di oggi, piuttosto, Gesù dice che la storia dei popoli e quella dei singoli hanno un fine e una meta da raggiungere: l’incontro definitivo con il Signore”.

“Nessuno di noi può sfuggire a questo momento. La furbizia, che spesso mettiamo nei nostri comportamenti per accreditare l’immagine che vogliamo offrire, non servirà più; alla stessa stregua, la potenza del denaro e dei mezzi economici con i quali pretendiamo con presunzione di comperare tutto e tutti, non potrà più essere usata. Avremo con noi nient’altro che quanto abbiamo realizzato in questa vita credendo alla sua Parola: il tutto e il nulla di quanto abbiamo vissuto o tralasciato di compiere. Con noi porteremo soltanto quello che abbiamo donato”.

“Invochiamo l’intercessione della Vergine Maria – ha concluso - affinché la constatazione della nostra provvisorietà sulla terra e del nostro limite non ci faccia sprofondare nell’angoscia, ma ci richiami alla responsabilità verso noi stessi, verso il prossimo, verso il mondo intero”.

Dopo l’Angelus, ricordando la messa celebrata stamane per la Giornata mondiale dei poveri, il pontefice ha annunciato che più tardi pranzerà nell’aula Paolo VI con centinaia di “persone indigenti”.

“Analoghe iniziative di preghiera e di condivisione – ha detto - sono promosse nelle diocesi del mondo, per esprimere la vicinanza della comunità cristiana a quanti vivono in condizione di povertà. Questa Giornata, che coinvolge sempre più parrocchie, associazioni e movimenti ecclesiali, vuole essere un segno di speranza e uno stimolo a diventare strumenti di misericordia nel tessuto sociale”.

Il pontefice ha poi invitato a pregare un’Ave Maria per il massacro avvenuto il 15 novembre scorso di oltre 42 cristiani nel campo profughi di Alindao (Centrafrica), ad opere di milizie anti-governative. I guerriglieri hanno anche saccheggiato e bruciato la cattedrale vicina. Fra i superstiti vi è chi denuncia le forze dell’Onu che si sono ritirate davanti agli attacchi, invece di difendere la popolazione.

“A questo popolo a me tanto caro – ha detto il papa - dove ho aperto la prima porta santa nell’Anno della misericordia, esprimo tutta la mia vicinanza. Preghiamo per i morti e i feriti e perché cessi ogni violenza in quell’amato Paese che ha tanto bisogno di pace”.

Infine, prima dei saluti finali, Francesco ha espresso una “preghiera speciale” per “quanti sono colpiti dagli incendi che stanno flagellando la California, e ora anche alle vittime del gelo nella costa est degli Stati Uniti. Il Signore accolga nella sua pace i defunti, conforti i familiari e sostenga quanti si impegnano nei soccorsi”.

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