14/06/2010, 00.00
ISRAELE
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Netanyahu: commissione israeliana farà luce sui morti delle navi per Gaza

Nella giuria anche due osservatori esterni che non hanno però diritto di voto sui risultati dell’inchiesta. Il Comitato internazionale della Croce rossa condanna il blocco della Striscia come “violazione delle leggi umanitarie internazionali”. Il capo della lega araba Amr Moussa, in visita al leader di Hamas, Ismal Haniya, dichiara: “Il blocco deve finire”.

Tel Aviv (AsiaNews/Agenzie) – Il premier israeliano Benjamin Netanyahu annuncia che aprirà un’inchiesta interna per fare luce sulla morte dei nove turchi rimasti uccisi sulla Mavi Marnara, il 31 maggio scorso dopo un raid della marina israeliana. Secondo gli israeliani, le truppe hanno cominciato a sparare dopo essere stati attaccati con coltelli e sbarre di metallo da parte degli attivisti. Questi hanno affermato al contrario che i soldati hanno aperto il fuoco senza motivo.

 Diversi Paesi e la stessa Onu chiedevano l’avvio di un’inchiesta indipendente e internazionale. Israele opta per una commissione interna alla quale prenderanno parte due osservatori esterni, che non hanno però diritto di voto: il Premio Nobel irlandese per la pace 1998 David Trimble e Ken Watkin, pubblico ministero militare canadese in pensione.

I membri della giuria israeliana sono Amos Regev, ufficiale militare in pensione; Shabbtai Rosen, docente di diritto internazionale; Yaakov Tirkel, ex giudice della corte suprema israeliana.  

 Intanto il raid del 31 maggio ha scatenato critiche contro il blocco di Gaza. Il Comitato internazionale della Croce rossa (Icrc), tradizionalmente neutrale, si è esposto dichiarando che il blocco israeliano della Striscia è una chiara violazione delle leggi umanitarie internazionali. L’Icrc ha anche aggiunto che “l’intera popolazione civile di Gaza viene punita per atti di cui non è responsabile”.

 Critico anche il capo della lega araba Amr Moussa, che nella prima storica visita al leader di Hamas, Ismail Haniya, dal 2007, ha dichiarato che “il blocco deve finire” e che “la posizione della Lega araba è chiara”.  

Israele ha chiuso tutti i passaggi di comunicazione con la Striscia di Gaza nel 2007, da quando Hamas ha assunto il controllo del territorio palestinese. Israele, che permette solo l’entrata di aiuti umanitari, giustifica da sempre la sua politica affermando che Gaza è diventata “un vivaio di piani terroristi e una base per il lancio di attacchi missilistici”. Secondo l’organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch (Hrw), Israele sta provocando “un disastro umanitario”, negando a 1,4 milioni di palestinesi il cibo, il carburante e le medicine di cui hanno bisogno per sopravvivere.
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