01/03/2006, 00.00
India
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Nazionalisti indù: lo stato combatta "il terrorismo" dell'evangelizzazione cristiana

di Nirmala Carvalho

L'Rss chiede al governo "più rigore nei confronti delle minoranze". Attivista cattolico: "Proclami fatti da potenti leader di caste sociali. I terroristi sono loro".

New Delhi (AsiaNews) – Il Rashtriya Swayamsevak Sangh [Rss, formazione paramilitare di fondamentalisti nazionalisti indù ndr] "è preoccupato" per "il terrorismo e le attività contrarie alla nazione" che avvengono in Kerala e "che sono in aumento a causa delle politiche protettive nei confronti delle minoranze". L'accusa è diretta alla minoranza cristiana: lo stato meridionale del Kerala ha infatti la più alta densità di cristiani di tutta l'India ed il suo primo ministro (Chief Minister) è cristiano nonostante il governo provinciale sia a maggioranza indù.

Lo ha dichiarato Mohan Bhagwat, segretario generale dell'Rss, in occasione della presentazione del Rapporto annuale sulle attività della formazione per l'anno 2005-2006. "La polizia del Kerala – ha aggiunto Bhagwat – è divenuta politicizzata e le leggi statali sono oramai inadeguate a rispondere alla situazione. La cacofonia di gruppi pseudo-secolari e pseudo-umanitari soverchia la voce della gente ordinaria".

Nel corso della presentazione del Rapporto alla stampa, il segretario ha chiesto al governo "di smetterla con queste politiche accomodanti, che fanno crescere il peso delle minoranze in India" ed ha rinnovato l'accusa ai missionari cristiani "che devono rendere conto dei soldi che posseggono e che vengono loro forniti da gruppi esterni che vogliono la disgregazione del Paese".

In un'intervista ad AsiaNews, John Dayal - presidente dell'All India Catholic Union – dice: "Il vocabolario di questi leader fondamentalisti è semplice: chiunque si oppone alla loro ideologia culturale, che impone l'egemonia hindutva, o al loro miope iper-nazionalismo è un terrorista o un cospiratore". "Il Kerala – continua – è, per usare i loro vocaboli, meno 'terrorista' del Rajasthan, Gujarat, Jharkhand o Madhya Prades, tutti stati governati dal Bharatiya Janata Party [Bjp, maggior partito indiano, di impronta nazionalista, considerato il braccio politico dell'Rss ndr]. In questi posti è solo l'Rss il terrorista, nei confronti delle minoranze che non vengono tutelate in alcun modo".

Per quanto riguarda le accuse sui fondi alle missioni, Dayal spiega: "Anno dopo anno, il rapporto annuale dell'Rss non smette di stupirmi. Come ogni attività che obbedisce alle leggi, dovrebbe dire tutto di sé: l'importo delle sue entrate, il numero dei suoi membri e la loro identità, così come fanno le organizzazioni cristiane, quelle non governative e lo stesso governo centrale. Questi dati, però, non vengono mai forniti".

"La loro organizzazione è segreta – conclude – e non ha alcuna parvenza di democrazia né di elezioni interne. Il loro rapporto annuale non è altro che una collezione di proclami da parte di un gruppo di potenti leader di caste sociali, che controllano un gruppo paramilitare e la sua organizzazione con un sistema di appartenenza religiosa indotta, coercizione e terrore puro".

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