30/01/2019, 12.20
MYANMAR
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Naypyidaw, primi passi del governo per riformare la Costituzione militarista

Il dominante peso politico delle forze armate è uno dei problemi più acuti che affliggono il Paese. Dal partito di Aung San Suu Kyi, la proposta di discutere la formazione di un comitato misto. La mozione votata a due anni dall’assassinio di Ko Ni, costituzionalista e consulente della Signora.

Naypyidaw (AsiaNews/Agenzie) – Il parlamento dell’Unione ha dato il via libera a discutere la proposta di istituire una commissione per riformare la controversa Costituzione militarista. A presentarla ieri è stato il parlamentare della Camera alta U Aung Kyi Nyunt, alto esponente della National League for Democracy (Nld) di Aung San Suu Kyi. I rappresentanti del Tatmadaw (l’esercito birmano, foto), sono unanimi nell'opposizione alla proposta.

La riforma costituzionale è una delle politiche chiave del governo a guida Nld, insieme alla promozione dello Stato di diritto e alla fine del conflitto armato nel Paese. La proposta di costituire un comitato misto  di parlamentari (con membri delle due camere) è il primo passo ufficiale della Nld in tale direzione dal suo insediamento, avvenuto nel 2016. Modificare la Carta per rimuovere il dominante peso politico delle forze armate è uno dei problemi più acuti che affliggono il Paese, che dal 2011 cerca di emergere da quasi mezzo secolo di rigido governo militare. Il dibattito sulla riforma costituzionale ha subito un arresto dopo l'assassinio, avvenuto nel 2017, di Ko Ni, avvocato e consulente sulla materia per l’Nld. Non a caso, ieri ricorreva il secondo anniversario della morte.

La Costituzione del 2008 impedisce alla leader democratica Aung San Suu Kyi di diventare presidente perché esclude i candidati con un coniuge o un figlio stranieri. Il defunto marito della Signora era britannico, così come i suoi due figli. L’ordinamento riserva ai militari un quarto dei 440 seggi nella Camera dei rappresentanti e diversi importanti ministeri, inclusi quello alla Difesa, agli Interni e agli Affari di frontiera. Ciò consente al Tatmadaw di porre un veto effettivo al cambiamento costituzionale ed il controllo di tutte le questioni in materia di sicurezza. Al momento, la Nld di Aung San Suu Kyi conta sul 58% dei deputati. Tuttavia, cambiare la Costituzione richiede una maggioranza del 76% in un parlamento influenzato dalle forze armate e dai loro alleati.

Durante la sessione parlamentare a camere riunite di ieri, prima che venisse indetto un voto segreto sulla discussione della proposta, la tensione tra gli oltre 150 legislatori militari e lo speaker U T Khun Myat era palpabile. Il gen. Maung Maung ha denunciato che la formazione del comitato contravviene alle regolari procedure, aggiungendo che i parlamentari non dovrebbero ricorrere all'inganno. Quando U T Khun Myat ha respinto l’obiezione, tutti i militari si sono messi in piedi: questo è il loro modo abituale di mostrare malcontento verso le mozioni dell’Nld che disapprovano. La mozione è però passata con 394 voti favorevoli, 17 contrari e tre astenuti; tra i militari, in 110 hanno boicottato le votazioni. Lo scontro è rinviato ai primi giorni del prossimo mese, quando inizierà il dibattito.

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