21/09/2020, 11.32
ISLAM-FRANCIA
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Marie Leeze, musulmana convertita, lasciata senza funerale

di Hocine Drouiche*

Nella sua famiglia vi sono cattolici, protestanti, musulmani e atei. Gli imam si sono rifiutati si pregare per lei perché “sospettavano” che lei non fosse musulmana. Per l’imam Drouiche, questo tipo di islam “agisce con lo scopo di separare le comunità, di creare conflitti e infine di aumentare gli antagonismi fra i cittadini francesi con le loro diverse credenze”.

Nîmes (AsiaNews) – La signora Marie Leeze, musulmana di fede e di confessione, è morta all’inizio della scorsa settimana a Montpellier. Alla cerimonia religiosa prima dei funerali, tutti gli imam contattati dalla famiglia della defunta si sono rifiutati di venire a pregare per la pace e la salvezza della sua anima. Senza nemmeno presentare le condoglianze ai figli, uno pseudo-imam che predica nella grande moschea della città - e che raduna giovani in un centro, dove egli dispensa un insegnamento cosiddetto “musulmano” – ha risposto in modo laconico ai figli della defunta: “Vostra madre non era musulmana. La nostra religione proibisce di venire a fare la preghiera per un non musulmano”.

La famiglia è rimasta scioccata da questa posizione. Impotente e abbattuta, non sapeva cosa fare per offrire alla donna una cerimonia funebre rispettosa della sua fede. All’interno di quella famiglia ci sono musulmani, cattolici, protestanti e atei.

Uno dei figli di Marie Leeze mi ha chiamato in soccorso e mi ha spiegato la situazione. L’uomo, affranto, non sapeva nemmeno se sua madre fosse musulmana o cattolica. Ascoltando la sua storia, e nonostante la sua ignoranza sulla fede professata dalla madre, mi sono proposto a fare la strada fra Nîmes e Montpellier per fare compagnia a quella famiglia nel lutto e nella preghiera per la salvezza dell’anima della madre. Per me, in queste circostanze, ciò che conta è l’elemento umano, prima ancora della fede e della religione.

Questo episodio è rivelatore della mancanza di umanità di alcuni rappresentanti musulmani, che scelgono i loro fedeli, rifiutano l’accompagnamento ai morti in nome di principi superati, segregazionisti, anti-musulmani e soprattutto anti-umani.

E questa è una prova ulteriore che abbiamo a che fare con una direzione inumana presa dai rappresentanti cosiddetti ufficiali dell’islam in Francia, il cui compito fondamentale è di formare imam, il cui dovere è di essere al servizio dei fedeli musulmani e non musulmani, e dispensare un messaggio di concordia e non di separatismo.

È inammissibile che quella donna sia stata lasciata senza accompagnamento religioso a causa del sospetto sulla sua reale credenza. Il caso rivela ancora una volta la vera natura di questa istituzione, fuori di ogni controllo, che agisce con lo scopo di separare le comunità, di creare conflitti e infine di aumentare gli antagonismi fra i cittadini francesi con le loro diverse credenze.

Eppure, esistono diversi versetti del Santo Corano che spingono alla tolleranza e all’umanesimo, contrariamente alle interpretazioni che ne fanno alcuni imam estremisti, mentre esercitano l’insegnamento dell’islam in Francia.

Le nostre società moderne ci impongono oggi di andare sempre più verso l’apertura agli altri, più tolleranza, più umanesimo nell’interpretazione e nell’applicazione dei nostri testi religiosi fondatori.

La nostra epoca ci pone questioni fondamentali che non possono essere trattati da fatwa o da hadith (editti religiosi) stabiliti, promulgati e redatti nel medioevo. Testi, fatwa e hadith che non sono spesso in armonia con i testi del Corano, e che non producono altro che un pensiero pericoloso, fanatico, violento e arretrato, incompatibili con la realtà sociale in Francia e con i fondamenti originali e storici della fede musulmana.

In una pubblicazione precedente, ho fatto un appello a tutte le élite e le istanze musulmane perché si impadroniscano del soggetto e lancino una grande riforma, un aggiornamento delle nostre istituzioni per formare degli imam di Francia, per porre l’umanesimo e la dignità umana al posto di un insegnamento retrogrado, basato su interpretazioni fanatiche di altre epoche, di prediche aggressive, che spingono soprattutto allo scontro frontale, al conflitto, al rifiuto delle differenze.

Quel che è chiaro è che oggi avviene l’inverso: viene insegnato il contrario e il pericolo è che si arrivi presto all’esplosione qua e là di focolai di conflitto che potrebbero degenerare in scontri più importanti sul territorio nazionale. Una “fede” che si impone all’uomo, basata su precetti e interpretazioni inumane, di rifiuto dell’altro e di opposizione verso chiunque, non può essere considerata una fede che sorge da una scelta personale, ma da una ideologia pericolosa, manipolatrice, distruttrice.

Faccio voto che tutti coloro che ci lasciano, siano essi musulmani, ebrei, cristiani, agnostici, atei, o di qualunque fede, possano scegliere liberamente il loro accompagnamento spirituale, o laico, affidato a noi religiosi, o al mondo laico, per accompagnarli come essi desideravano, nel modo più degno possibile, loro e le loro famiglie in lutto, senza aggiungere dolore e pena alle loro sofferenze. È l’umano prima di tutto. La fede è una scelta personale ed essa non può essere che al servizio dell’essere umano e non il contrario.

*Imam di Nîmes

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