03/10/2019, 09.19
FILIPPINE-CINA
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Manila, nuova protesta contro gli sconfinamenti di Pechino in acque contese

Il segretario degli Esteri ordina la mossa sui social media e non attraverso canali riservati. Think thank Usa: “Nell’ultimo anno, identificate 14 navi della guardia costiera cinese”. Per gli esperti, le imbarcazioni vogliono esser viste. Nel 2016, la Corte permanente di arbitrato dell’Aja ha deliberato che la Cina “non ha alcun diritto” di sovranità.

Manila (AsiaNews/Agenzie) – Il segretario filippino degli Affari esteri, Teodoro López Locsin Jr., ha ordinato la presentazione immediata di una nuova protesta diplomatica contro Pechino: secondo le autorità di Manila ed esperti internazionali, navi della guardia costiera cinese hanno più volte sconfinato in territorio filippino nelle acque contese del Mar Cinese meridionale.

Al momento, Locsin si trova in Russia per una visita ufficiale del presidente Rodrigo Duterte. Ieri, il segretario ha utilizzato i social media per emettere l’ordine ai funzionari del Dipartimento degli Affari esteri (Dfae). Di solito, la disposizione viaggia su canali confidenziali. Sul proprio account Twitter, L'alto funzionario ha dichiarato: “Devo forse volare a casa per presentare io stesso la maledetta protesta diplomatica? A parlare è l’esercito. Non un cavolo d’organo di stampa civile. Presentatela ora!!!”.

La protesta di Locsin è stata provocata da un rapporto sulle navi recapitato al Dfae dal gen. Noel Clement, nuovo comandante in capo delle Forze armate filippine. Lo scorso 29 settembre, durante un’udienza al senato, l’alto ufficiale aveva dichiarato: “La semplice presenza lì [delle navi cinesi], se prima non vi è alcuna richiesta di passaggio, dovrà esser segnalata. Che si tratti di una violazione o meno, dipenderà dal nostro Dipartimento degli Affari esteri”. Clement aveva aggiunto che una task force del governo aveva in precedenza segnalato le incursioni, senza specificare quante navi cinesi fossero state avvistate.

L'Asia Maritime Transparency Initiative (Amti), dello statunitense Center for Strategic and International Studies (Csis), afferma che le navi cinesi nella zona spesso non si sforzano di nascondere le proprie azioni o intenzioni. “Nell’ultimo anno – afferma l’organizzazione – abbiamo identificato 14 navi della guardia costiera cinese, che trasmettevano segnali d’identificazione mentre pattugliavano queste acque”. Le navi sono state viste vicino ai banchi di Second Thomas, Scarborough e Luconia ed erano disarmate; tuttavia, molto più grandi della maggior parte delle navi della marina. “Ciò che distingue davvero queste imbarcazioni è il fatto che sembrano voler esser viste”, ha aggiunto l’Amti.

I filippini si oppongono alle rivendicazioni di Pechino sulla maggior parte del Mar Cinese meridionale. Nel 2016, la Corte permanente di arbitrato (Cpa) dell’Aja ha deliberato che la Cina “non ha alcun diritto” di sovranità sui territori contesi.

Secondo Locsin, da quando Duterte è salito al potere nel 2016 le Filippine hanno presentato “più o meno oltre 60” proteste diplomatiche contro la Cina riguardo alla controversia territoriale. Lo scorso 4 settembre, il segretario degli Esteri ha dichiarato ai parlamentari: “Anche se credo che presentare una protesta diplomatica sia come gettare un foglio contro un muro di mattoni, io lo faccio uguale. Perché gli esperti dicono di continuare. Perché così nessuno può dire che abbiamo rinunciato a ciò che crediamo essere un nostro diritto. Abbiamo presentato proteste diplomatiche ad ogni occasione”.

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