24/10/2008, 00.00
FILIPPINE
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La chiesa filippina prega per i cristiani perseguitati dell’India

di Santosh Digal
L' arcivescovo di Palo invita a ricordare nella preghiera quotidiana i fedeli indiani perseguitati. Nel Paese a maggioranza cattolica si moltiplicano gli appelli a non dimenticare i fratelli perseguitati. Dopo le manifestazioni in Pakistan, anche dalle Filippine arrivano segnali di vicinanza ai cristiani in Orissa, Karnataka e Jharkand.

Manila (AsiaNews) - L’arcivescovo di Palo, monsignor Jose Serofia Palma, ha scritto un messaggio per invitare vescovi, sacerdoti, religiosi e laici a pregare per i cristiani perseguitati in India. Il presule filippino ha rivolto l’invito innanzitutto ai fedeli della sua diocesi, sull’isola di Leyte, in cui vivono oltre un milione di cattolici. Ma l’appello a ricordare nelle preghiere quotidiane i cristiani perseguitati dall’estremismo indù è lanciato a tutti i cattolici che nelle Filippine rappresentano oltre l’80% della popolazione.

L’iniziativa del vescovo, membro della Commissione per i congressi eucaristici internazionali della Conferenza episcopale filippina (Cbcp), documenta la vicinanza dei cattolici del Paese verso i cristiani dell’India.

Interpellata da AsiaNews, la madre generale delle sorelle agostiniane di nostra Signora della consolazione ha ricordato l’impegno della sua congregazione nella preghiera per le comunità dell’Orissa, del Karnataka e del Jharkand. Suor Mary Luz F. Mijares ha commentato gli avvenimenti degli ultimi mesi affermando che “è motivo di profonda tristezza che il radicalismo indù stia perseguitando i cristiani in India dove la Costituzione garantisce le libertà di religione”.

“Noi filippini, dobbiamo includere l’India e i nostri fratelli cristiani nelle preghiere quotidiane” ha detto ad AsiaNews, lo scrittore Rene Q. Bas, firma del Manila Times. “È un vero peccato che, mentre l’India sta compiendo grandi progressi nel campo scientifico al pari di Occidente e Cina alcuni dei suoi cittadini si siano resi capaci del massimo dell’intolleranza religiosa. Non è possibile – ha affermato Bas - che si protraggano più a lungo i fatti dell’Orissa dove i movimenti induisti stanno attaccando cristiani, bruciando chiese, conventi, case e rapendo religiose”.

La vicinanza dei cattolici filippini alle comunità perseguitate dell’India è un sentimento comune a molti fedeli. Un esempio è dato anche dai parrocchiani del distretto di Tondo, uno dei più poveri della capitale Manila. Padre Ferie Fajordoha ha raccontato che i parrocchiani da tempo pregano durante le messe per i loro fratelli indiani perseguitati.

L’invito alla preghiera e i gesti di attenzione dei cattolici filippini verso i cristiani indiani si aggiungono a quelli giunti nei giorni scorsi dal Pakistan. Domenica 19, nella capitale Islamabad, gruppi di cristiani avevano manifestato la loro solidarietà ai confratelli dell’India e condannato le violenze perpetrate dai fondamentalisti indù.

 

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