12/12/2003, 00.00
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La censura web come la lapidazione

Ginevra (AsiaNews) – Il governo iraniano è accusato di bloccare l'accesso a molti web-blog che seguono l'incontro ONU di Ginevra sulla Società dell'Informazione (WSIS, World Summit on the Information Society). Ieri molti delegati hanno ricevuto denunce e lamentele da parte di molti scrittori web. Alcuni "bloggers" iraniani [per "blogger" si intende chi pubblica siti non ufficiali, con commenti personali e notizie] questa settimana hanno scoperto che le loro notizie sulla conferenza non raggiungevano Tehran. Numerose e-mail da loro ricevute, denunciavano che i motori di ricerca non riusciva a localizzare i siti in questione.

Hossein Derakhshan, scrittore web iraniano, ha detto  di sperare che i 12 mila rappresentanti al WSIS influenzino i delegati del suo paese perché termini la censura di internet, proprio come "la pressione della Comunità Europea ha forzato l'Iran a sospendere la legge sulla lapidazione.

All'inizio dell'anno il governo iraniano ha cominciato una censura di tutte le pagine web piene di contenuti politici e ha obbligato i providers a bloccare migliaia di siti che criticano l'atteggiamento fondamentalista del regime di Tehran. In Iran vi sono almeno 10 mila siti bloccati.

Questa mattina il presidente Khatami ha negato le accuse e le denunce. Egli ha insistito che il Ministero iraniano della Tecnologia Informatica "blocca solo l'accesso a 240 siti pornografici e immorali". Egli ha anche detto che "tutti i siti politici sono liberi… perfino quelli apertamente opposti al governo". (MS)

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