15/12/2006, 00.00
LIBANO
Invia ad un amico

La Lega Araba annuncia “progressi” nella mediazione

di Paul Dakiki
Amr Moussa forse lunedì, tornerà a Beirut. Un “accordo quadro” per governo di unità nazionale e tribunale Hariri prevede membri “neutrali” in entrambe le strutture. Ma lo scontro passa sul come sceglierli.
Beirut (AsiaNews) – Riprenderà, probabilmente lunedì, il tentativo di mediazione del segretario generale della Lega Araba, Amr Moussa, che ieri sera, riferendo del suo lavoro, ha parlato di “progressi” e di “buona base per comprendersi”. Dopo tre giorni di incontri con i massimi responsabili politici del governo e dell’opposizione, Moussa al momento di partire per l’Egitto ha sostenuto che la difficoltà della materia “mi chiede di tornare”, aggiungendo che ciò avverrà “entro pochi giorni”.
Secondo indiscrezioni, Moussa starebbe lavorando ad un progetto per risolvere la controversa questione del governo di unità nazionale e della “minoranza di blocco”. Il Gabinetto dovrebbe passare dagli attuali 24 a 30 ministri: la coalizione antisiriana ne avrebbe 19 e la minoranza 10 – quasi quel terzo dell’intero governo che permette di bloccarne qualsiasi decisione – mentre l’ultimo posto sarebbe assegnato ad un “neutrale”. Chi sceglierà il “neutrale” rappresenta, ha spiegato Mustafa Othman Ismail, l’inviato sudanese che collabora con Moussa, l’inciampo all’accordo finale, per il quale esistono “difficoltà ed ostacoli”.
Moussa ha anche una proposta per la formazione del tribunale internazionale che dovrebbe giudicare i responsabili dell’assassinio dell’ex primo ministro Rafic Hariri e degli altri crimini politici avvenuti negli ultimi due anni. L’argomento è anch’esso centrale nel contrasto tra maggioranza ed opposizione, con il governo – sostenuto, in questo, dalle Nazioni Unite – che reputa l’istituzione del tribunale un elemento irrinunciabile. Complessa la posizione dell’opposizione, con il capo di Hezbollah, Hassan Nasrallah, che si dice non contrario in via di principio, gli esponenti più vicini alla Siria – sostanzialmente sotto accusa – che tacciono ed il presidente della Repubblica, Emile Lahoud – anch’egli non fuori da accuse – che fa fuoco di sbarramento. La questione del tribunale – che secondo alcuni è la vera causa dello scontro tra maggioranza e opposizione – secondo Moussa andrebbe affrontata da un comitato di sei persone. Anche qui, due scelte dalla maggioranza, due dall’opposizione e due “neutrali”. Il comitato dovrebbe riferire al governo di unità nazionale. A favore della creazione del tribunale si è espresso, ieri, anche il nuovo segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon.
I giorni di pausa fino al ritorno di Moussa dovrebbero permettere alle parti mosse più o meno segrete e chiarimenti. Così, se l’opposizione continua a piantonare le piazze, il primo ministro Fouad Siniora è andato a Mosca, mentre Saad Hariri, leader della maggioranza, ha affermato che la questione del tribunale può essere votata dal Parlamento, convocato – se non lo fa il presidente dell’Assemblea, lo sciita Nabih Berri – da 65 deputati.
 
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Moussa si dice “incoraggiato” nella sua mediazione
13/12/2006
Joumblatt con gli Hezbollah: un “colpo di Stato bianco”
22/01/2011
I vescovi maroniti invitano i leader cristiani alla riconciliazione
19/12/2006
Timidi spiragli di riappacificazione a Beirut
02/02/2007
Tredicesimo rinvio per l’elezione del presidente libanese
21/01/2008