12/06/2019, 08.56
INDONESIA
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Jakarta, un fedelissimo di Prabowo dietro il piano per assassinare i vertici della Sicurezza

È l’ex generale Kivlan Zen, ora in stato di fermo per possesso illegale di armi. Lo incastrano le testimonianze dei sospetti sicari. Gli obiettivi del piano erano due ministri, il capo dell’intelligence, un consigliere presidenziale ed un sondaggista. L’organizzatore materiale degli omicidi ha ricevuto denaro da Zen per acquistare armi e pagare le spese.

Jakarta (AsiaNews) – L’ex generale Kivlan Zen (foto), alleato politico di Prabowo Subianto, è il mandante del piano per assassinare i vertici della Sicurezza nazionale. Lo ha affermato ieri la polizia indonesiana, sulla base degli interrogatori di due sospetti sicari. Il complotto è venuto alla luce l’indomani dei disordini che hanno sconvolto Jakarta tra il 21 ed il 22 maggio scorsi. Le violenze sono seguite alla pubblicazione dei risultati elettorali, che hanno sancito la sconfitta di Prabowo e la riconferma del presidente Joko Widodo.

Sostenuta da islamisti e formazioni conservatrici, tuttora l’opposizione si rifiuta di riconoscere la sconfitta denunciando brogli e irregolarità nel voto. Prabowo ha presentato ricorso presso la Mahkamah Konstitusi (Mk) – la Corte costituzionale indonesiana. Nei giorni precedenti l’annuncio dei risultati elettorali, Prabowo aveva più volte spinto gli elettori a manifestare il loro dissenso, sollevando i timori delle autorità. Anche personalità di spicco legate a Prabowo, come l’ex gen. Kivlan e l’avvocato fondamentalista Eddy Sudjana, avevano minacciato di ricorrere a proteste di piazza contro Widodo e la Commissione elettorale generale (Komisi Pemilihan Umum – Kpu).

L’indomani delle sommosse del 21-22 maggio, le autorità hanno dato vita ad un’ondata di arresti che ha portato alla detenzione dei due accusatori di Kivlan. Questi hanno confessato di aver ricevuto dall’ex ufficiale dell’esercito l’ordine di uccidere il gen. Wiranto, ministro coordinatore per gli Affari politici, legali e di sicurezza; Budi Gunawan, a capo della Badan Intelijen Negara (Bin), l’Agenzia per l’intelligence di Stato; il gen. Luhut Binsar Pandjaitan, ministro coordinatore per gli Affari marittimi; Gories Mere, membro del Consiglio speciale del presidente per sicurezza e intelligence.

Kiylan, che al momento è in stato di fermo per possesso illegale di armi, ha riferito ai media locali di non essere a conoscenza della questione. Ma in una testimonianza video mostrata alla stampa dalla polizia, uno dei sospettati riferisce che l’ex generale ha consegnato alla squadra di fuoco 55 milioni di rupie (3.850 dollari Usa), tramite l'organizzatore materiale dell'assassinio, Haji Kurniawan. Kivlan ha anche suggerito ai sicari di utilizzare un fucile ed una pistola. Kurniawan ha testimoniato di aver ricevuto 11mila dollari per acquistare armi e pagare le spese da sostenere per portare a termine gli omicidi. I sospetti hanno dichiarato che Kivlan aveva ordinato loro anche di sorvegliare la casa del famoso sondaggista Yunarto Wijaya. Sei persone sono state finora arrestate con l’accusa di esser coinvolte nel piano.

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