19/01/2012, 00.00
CINA
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Inquinamento e clima “minacciano la crescita cinese”

A dirlo è il secondo Rapporto nazionale sui cambiamenti climatici pubblicato proprio dal governo di Pechino, secondo cui sono a forte rischio la capacità alimentare del Paese e l’accesso all’acqua potabile. Il governo parla di trasparenza e impegno, ma le municipalità ignorano queste direttive.
Pechino (AsiaNews) – I cambiamenti climatici e l’inquinamento galoppante rischiano di fermare la marcia cinese verso la crescita economica: la devastazione dei campi coltivabili, la riduzione della capacità idrica dei fiumi, il disboscamento sono tutti fattori che minacciano la possibilità cinese di essere indipendente dal punto di vista alimentare. L’avvertimento è contenuto nel secondo Rapporto nazionale sui cambiamenti climatici pubblicato proprio dal governo di Pechino.

Secondo il testo la Cina, maggiore emettitore di sostanze inquinanti, deve trovare una nuova politica ambientale se vuole mantenere la crescita del suo Pil ai ritmi attuali: “Il Paese affronta condizioni climatiche e ambientali pessime, e l’impatto del continuo riscaldamento globale mette a rischio la salute e la capacità alimentare della popolazione”. Le 710 pagine del Rapporto sono state preparate alla fine del 2011 ma pubblicate soltanto nei giorni scorsi.

Nonostante queste minacce, si legge ancora, “l’emissione di anidride carbonica [l’elemento inquinante prodotto dalla combustione di carburante fossile] inizierà a diminuire soltanto nel 2030, per arrivare a regime soltanto nella metà del secolo”. A rischio le piantagioni, che potrebbero crollare la loro capacità produttiva del 20 %, e la capacità idrica: il restringimento e l’inquinamento dei fiumi potrebbe ridurre l’accesso all’acqua potabile del 30 %.

Tuttavia, il governo centrale e quelli provinciali stentano a prendere una decisione ferma in materia. Nonostante i proclami di Pechino – che si dice “impegnato” nel campo ambientale e “deciso” a ridurre le emissioni – le municipalità continuano a stendere un velo (di fumo) sui dati dell’inquinamento locale. Nel 2008 è stato approvato un regolamento nazionale per la trasparenza su questi dati, che rimane tuttavia ignorato nei fatti.
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