02/01/2006, 00.00
CINA
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In Cina l'Accademia delle scienze chiede di abolire la politica del figlio unico

L'Accademia sostiene che sta provocando un invecchamento della popolazione e prevede che entro pochi anni un numero minore di giovani lavorerà per mantenere una popolazione sempre più anziana. Proposto di consentire a tutti almeno 2 figli.

Pechino (AsiaNews/Scmp) - Va cambiata, in Cina la politica del figlio unico, che ha diminuito l'incremento demografico, ma fa aumentare il numero dei pensionati che vivono sul lavoro di un minor numero di giovani. Lo dice un rapporto dell'Accademia cinese delle scienze sociali, che ne chiede la sostituzione con una "politica dei 2 figli".

Il rapporto prevede un picco massimo della popolazione di 1,45 miliardi tra circa 20 anni, inferiore alla previsione di osservatori internazionali di 1,6 miliardi per il 2050.

Il minor incremento demografico - dice Zhang Yi, professore dell'Istituto economico per la popolazione e il lavoro dell'Accademia cinese - consegue all'introduzione di questa politica negli anni '70. Ma la popolazione invecchia con rapidità maggiore del previsto: ci sarà un aumento dei pensionati e una diminuzione della popolazione attiva il cui lavoro paga le pensioni. Il censimento compiuto 5 anni fa mostra una media di 1,2 figli per ogni donna e un aumento della popolazione di circa 10 milioni di persone ogni anno dagli anni '90.

Con questa politica - stima Zeng Yi, professore del Centro per le ricerche economiche dell'Università di Cina di Pechino - dopo un picco nel 2025, la popolazione diminuirà di 100 milioni di persone ogni 10 anni tra il 2030 e il 2080. Si prevede, dopo il 2025, che le persone sopra i 65 anni saranno almeno il 20% del totale, oltre il doppio della percentuale odierna. "Non c'è dubbio - dice Zeng - che la rapida diminuzione della popolazione causerà non solo l'invecchiamento dell'età media, ma anche altri problemi come una scarsità di forza lavoro. Ci saranno, anche, fondi insufficienti per coprire le pensioni e gli altri costi sociali, depressione economica e un grave fardello nei settori dell'educazione e della sanità". La perdita di forza lavoro - aggiunge - porterà pure problemi nel futuro sviluppo economico, in gran parte fondato sull'ampia disponibilità di questo fattore.

Quale rimedio, lo studioso suggerisce l'adozione di una "politica dei 2 figli" con la possibilità, per le donne dall'età di 28 anni, di avere un secondo figlio.

La politica del figlio unico già ammette eccezioni, per esempio per le coppie rurali il cui primo figlio sia femmina. Anche tutti i coniugi che sono entrambi figli unici possono avere un secondo figlio. In alcune regioni, gli appartenenti a minoranze etniche possono avere 2 o più bambini.

Ma per le massime autorità statali la priorità rimane controllare l'incremento demografico. "Abbiamo ancora - dice Zhang Weiqing, direttore della Commissione per la pianificazione della popolazione nazionale e della famiglia - il problema di una popolazione eccessiva e lo avremo per molto tempo".

L'attuale politica - ha previsto Wang Guoqiang, vice direttore della Commissione, durante un forum all'università di Pechino pochi giorni fa - dovrà proseguire per i prossimi 5 anni. "L'opinione del governo - ha precisato - differisce da quella degli studiosi. La situazione è differente nelle diverse zone. Shanghai ha visto diminuire la popolazione negli ultimi 10 anni, ma nelle regioni centrali e occidentali la percentauele di nascite è alta. Il minor numero di nascite non significa che la popolazione non desideri avere più bambini. I contadini desiderano figli, perché ancora non godono di sicurezza sociale". (PB)

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