07/05/2011, 00.00
GIAPPONE
Invia ad un amico

Il Giappone del dopo-tsunami è come quello del dopoguerra

di Pino Cazzaniga
Il Paese si confronta con le conseguenze del terremoto e dello tsunami. Almeno 25mila morti o dispersi; 126mila persone senza casa e senza lavoro vivono in ricoveri temporanei, senza un “dignitoso livello di vita”, come garantito dalla costituzione. Va ripensata anche la politica energetica nucleare.
Tokyo (AsiaNews) - A quasi due mesi dal terremoto e dal conseguente tsunami dell’11 marzo, il Giappone è costretto a fare i conti con le ingenti conseguenze del disastro. Secondo i dati dell’agenzia della polizia nazionale, 25 mila persone risultano morte o disperse e piu’ di 126 mila hanno dovuto abbandonare le abitazioni e perso il lavoro. Tutte queste persone vivono ancora in ricoveri temporanei.
 
Il 4 maggio scorso è stato celebrato il 64mo anniversario dell’entrata in vigore della costituzione giapponese del dopoguerra, promulgata nel 1947. L’articolo 25 della costituzione, riconosce ad ogni cittadino giapponese il diritto a “un dignitoso livello di vita”. L’espressione giuridica esprimeva l’angoscia e l’orrore che suscitava la vista di due citta’, Hiroshima e Nagasaki, ridotte in cenere dall’inumana furia della fissione nucleare, nell’agosto del 1945.
 
Il Giappone oggi si trova come nel dopoguerra. Un giornalista del quotidiano Asahi scrive: “Nonostante la determinazione dei legislatori di migliorare la vita della gente includendo nella Costituzione il minimo standard per la vita e la cultura ( di ogni cittadino), è chiaro che gente costretta a vivere in rifugi temporanei è lontana dal godere questo diritto”. Molte persone nella prefettura di Fukushima hanno dovuto lasciare le loro case, perche’ la zona che si trova nel raggio di 20 chilometri dall’impianto nucleare colpito dallo tsunami e’ stata dichiarata inabitabile. E anche molti bambini della prefettura sono privati del diritto di avere un’istruzione scolastica normale senza paura di minacce per la loro salute.
 
Il Paese ha bisogno di ripensare le sue prospettive nucleari. Nel dopoguerra il Giappone ha proceduto con molta prudenza e scienza nella decisione di produrre energia elettrica attraverso la reazione nucleare. Ma la prudenza non e’ stata sufficiente perche’ non ha proceduto mettendo come base l’uomo.
Il problema e’ serio perchè nell’arcipelago giapponese ci sono 50 impianti nucleari.
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Tokyo annuncia la riapertura delle centrali nucleari
25/04/2013
Riso di Fukushima: radiazioni troppo alte, il governo riduce le spedizioni
24/10/2012
Tokyo: sale la fiducia dei consumatori, ma resta l'allarme energetico
11/06/2012
A un anno dal "grande terremoto" che ha sconvolto il Giappone
08/03/2012
Fukushima: dubbi sulla messa in sicurezza della centrale nucleare
16/12/2011